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Presentazione libraria: "Dio non si stanca di perdonare"

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"Dio non si stanca di perdonare". Ha voluto dare questo titolo monsignor Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso e Bojano, al libro sulla visita compiuta da Papa Francesco in Molise lo scorso 5 luglio. Un testo suddiviso in sette tappe, ognuna legata ad momento di quello storico viaggio in terra molisana: si comincia con l'arrivo del Papa, la mattina presto all'eliporto dell'Università a Campobasso, per finire il giorno dopo in piazza San Pietro, con il saluto e il ringraziamento all'Angelus a "tutta la brava gente del Molise".
Il volume, edito da Palladino editore di Campobasso in un formato tascabile, è stato presentato a fine settembre nella sede della Radio Vaticana su iniziativa dell'associazione "Forche Caudine" congiuntamente con la diocesi molisana.
"E' un libro di riconoscenza ed è un libro di memoria. Di riconoscenza, perché ci siamo sentiti preziosi agli occhi del Papa. Di memoria, per non perdere la ricchezza spirituale e culturale che ci ha donato - ha esordito l'arcivescovo di Campobasso. Ha quindi rievocato con commozione i momenti vissuti accanto al Santo Padre: "Ha mangiato la pasta. E mangiando solo quella ci ha dato una lezione: si mangia una cosa e la si mangia tutta - ha spiegato Bregantini. "Ha dato sobrietà al suo stile, ma anche dignità a quello che si mangia. Sono stato seduto con lui, ha ascoltato le sue parole, ha dialogato sulla partita dei Mondiali. Poi la telefonata che ha fatto ad una nostra amica, in carrozzella da 50 anni...".
Alla presentazione, moderata da Piero Damosso, giornalista e caporedattore di Tg1 Mattina, hanno partecipato Giampiero Castellotti, presidente dell'associazione "Forche Caudine" e Silvio Rossi, giornalista dell'Osservatore d'Italia. Gli interventi sono stati intercalati da un reading a cura di Simonetta D'Onofrio dell'associazione "Forche Caudine" e dallo speciale intervento del gruppo di ottoni "Molise Brass" guidati dal maestro Carlo Morelli del Conservatorio "Perosi" di Campobasso.
Rispondendo ad una domanda di Marina Tomarro, giornalista molisana di Radio Vaticana, sul lavoro e sulla dignità del portare il pane a casa, Brigantini ha detto: "Da parte nostra è stata una maggior consapevolezza a livello di coraggio, da parte delle istituzioni è quello di non lasciarsi travolgere dall'aspetto finanziario, ma di organizzarsi bene insieme tramite l'alleanza intorno a tema del lavoro, perché sia possibile proprio in termini più generali - nell'alleanza reciproca - trovare le strade, specialmente alcuni passaggi: lo zuccherificio, il mondo rurale, il mondo delle piccole realtà industriali. La parola dignità che ha collegato soprattutto con la parola lavoro ci dice di non entrare più nella logica assistenzialistica che ha devastato molto l'immagine di coraggio, che questa regione deve ritrovare. Però collegato anche con la parola solidarietà, per cui non si può che individuare i luoghi, gli spazi, i tempi e i segni dentro cui creare una catena reciproca di forza per uscire dai problemi che il Molise ha e non solo il Molise".