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Serata gastronomica: "Splendor Molise"

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Quasi trecento persone hanno preso parte alla riuscitissima serata "Splendor Molise" promossa lo scorso 10 marzo dalla "triade" Movimento del turismo del vino del Molise, teatro del Loto di Ferrazzano e "Forche Caudine", il circolo dei molisani a Roma e dei tanti romani d'origine molisana. Un'occasione, inserita nel raffinato locale "Splendor" di via Vittoria Colonna a Roma, presso piazza Cavour, non solo per radicare il rapporto tra i romani-sanniti con la terra d'origine e con le produzioni molisane, ma anche per far conoscere il "made in Molise" a chi continua ad ignorarlo. Impeccabile la coordinatrice, Arianna Fusilli: tutto è andato per il meglio.
Oltre al centinaio di iscritti all'associazione "Forche Caudine", i quali non hanno voluto perdersi l'appuntamento - gratuito - con l'enogastronomia regionale, tante altre persone - tra cui molti opinion leaders - hanno avuto modo di "avvicinarsi" materialmente alla più sconosciuta regione del nostro Mezzogiorno. Molti i giornalisti presenti tra cui Bruno Gambacorta (Rai Tg2 Eat Parade), Fabio Turchetti (Il Messaggero), Alex Cavalli (Corriere della Sera-Cultura), Gianfranco Ferroni (Italia Oggi), Alessandra Moneti (Ansa), Stefania Cardi (Adnkronos), Luigi Cremona e Lorenza Vitali (Porzioni Cremona e Witaly), Mariella Morosi (Italia a Tavola), Ludovica Mariani (Agroalimentare news), Stefania Belcecchi (Doctor Wine), Andrea Pietrarota e Alessandra Staltari (CorrieredelWeb.it), Monica Puglia (Radio Antenna 1). Tra i giornalisti anche Simonetta D'Onofrio e Silvio Rossi, legati all'associazione dei molisani. Per il direttivo dell'associazione "Forche Caudine" erano presenti il presidente Giampiero Castellotti, che al microfono ha salutato i convenuti, e il segretario Gabriele Di Nucci, mentre il vicepresidente Donato Iannone è stato trattenuto all'ultimo momento da un impegno, così come la giornalista Ida Santilli. Presenti anche Stefano Sabelli, Giovanni Germano e il giornalista Giuseppe Tabasso.
"Una terra da esplorare, da conoscere, di cui si parla poco: il Molise, dal punto di vista culinario, è stato una piacevole scoperta per me - racconta il blogger di "Per un pugno di capperi".
E prosegue: "Alcuni assaggi mi hanno veramente impressionato: da menzionare la Ricotta del Caseificio Fonte Luna, l'incredibile pancetta di Antonelli Salumi, dal sapore deciso e con una parta grassa che si è sciolta in bocca, ma anche lo straordinario tartufo a fette della Cooperativa San Michele - continua la dettagliata analisi.
Bruno Fulco, sommelier Ais che cura la rubrica "DiVini Blog", non ha dubbi: "Dal punto di vista vinicolo il Molise si rivela in forma smagliante.
La regione è l'esempio perfetto dell'incredibile ricchezza gastronomica di un paese come l'Italia, dotato di una diversità enogastronomica difficilmente riscontrabile ad altre latitudini.
Così come sulla tavola anche nel bicchiere troviamo particolarità di primo livello. Considerato enologicamente per lunghi anni "solo" come territorio tra Abruzzo e Campania, ha da queste adottato i vitigni che costituiscono oggi la maggior parte degli impianti molisani. Aglianico e Montepulciano campeggiano tra i protagonisti vinificati in purezza o sapientemente assemblati, come nel caso del ‘Pentro' della cantina Campi Valerio, in cui nel Montepulciano interviene anche un sensibile contributo di Sangiovese per un vino di solida struttura ma capace di essere avvolgente nella sua complessità.
Ottime anche le espressioni della Cantina Borgo di Colloredo tra cui il ‘Terra degli Osci', un Aglianico vinificato in purezza dal carattere deciso ma che non declina una certa eleganza.
Il carattere vero e proprio del Molise lo ritroviamo però nella riscoperta della Tintilia, antico vitigno autoctono che i produttori locali hanno ripreso a coltivare nella ricerca di quell'identità territoriale orgogliosamente perseguita.
Questo vitigno importato dai Borboni nella seconda metà del Settecento fece le sue fortune fino al dopoguerra, quando fu progressivamente abbandonato in virtù delle tendenze che in quegli anni prediligevano la quantità di vitigni più prolifici.
Arrivato fino al limite dell'estinzione, è stato fortunatamente riscoperto dai produttori locali che oggi lo coltivano ottenendo degli ottimi vini dotati di un profilo di buona complessità tra spezie e frutti di bosco, con buona persistenza e tannino abbastanza presente, che pur non essendo invasivo tende ad arrotondarsi nell'invecchiamento.
Tra le versioni proposte veramente apprezzabile il ‘Dajje' della cantina Cieri 1938 vinificato in rosato dal magnifico color buccia di cipolla, estremamente delicato e di piacevole freschezza, nella versione classica invece, oltre al ‘Re Bove' della stessa cantina del precedente da segnalare ‘Uvanera' prodotto in numero contenuto di bottiglie dalla Cantina di Remo segno della passione che accompagna questo vitigno simbolo dell'enologia molisana".



DAL SITO DELL'OLIO PIGNATELLI DI MONTERODUNI

Pignatelli allo Splendor Parthenopes di Roma
Olio PignatelliSerata di degustazione di prodotti molisani d'eccellenza nel centro storico di Roma, presso il caffè ristorante e pizzeria gourmet Splendor Parthenopes.
Nell'ambito della rassegna Splendor Molise, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Molise, l'Associazione Forche Caudine, l'Azienda Agricola Principe Pignatelli di Monteroduni ha presentato i suoi prodotti d'eccellenza, in collaborazione con la Cantina Campi Valerio di Monteroduni.