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Forum sulla disabilità

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La disabilità nella scuola e nel sociale. In particolare come la crisi economica sta accentuando, a causa dei tagli pubblici in questo comparto, le difficoltà quotidiane dei portatori di handicap. E' il tema oggetto del forum promosso ieri da "Forche Caudine", l'associazione dei molisani a Roma, in particolare da Alessandro Neumann, uno dei responsabili dell'Handicap Commission dell'associazione.
Neumann, che da anni vive in prima persona - a causa di una figlia quindicenne con sindrome di Grieg - gli ostacoli che si frappongono tra la cosiddetta "normalità" e la condizione in cui si trova una famiglia con portatori di handicap, sta conducendo una battaglia per denunciare i disagi che stanno subendo soprattutto gli studenti disabili a causa del taglio dei fondi scolastici.
"Ottenere le trenta ore di sostegno scolastico previste dalle normative è ormai una chimera - ha detto il rappresentante di "Forche Caudine" in apertura dei lavori, che si sono svolti presso la sede dell'associazione in teleconferenza con Firenze. "Proprio perché si sta riducendo anche ciò che dovrebbe essere un diritto - ha proseguito Neumann - le richieste di sostegno da parte delle famiglie sono tutte del massimo delle ore, a prescindere dalla gravità dei casi, nella speranza di ottenere più possibile. In realtà, come succede ai più, ne vengono assicurate molte meno, nel caso di mia figlia solo nove. Siamo in una sorta di assurdo mercato. La conseguenza è che gli studenti disabili restano per la maggior parte del tempo scolastico "scoperti" di un corretto sostegno. Cioè non viene ottemperato il loro sacrosanto diritto allo studio. Senza sostegno, per molti di loro, significa regredire. Nel contempo c'è la questione della cattiva gestione delle risorse - aggiunge. "Il ministero dell'Istruzione, anziché ottimizzare i fondi in base alle esigenze, per non fare torto a nessuno li divide per lo più matematicamente, cioè poco a tutti. Mentre mai come in questo campo si parla di casi diversissimi uno dall'altro".
Nel corso del forum è emersa anche un'altra questione: non si fa distinzione tra le diverse figure professionali, ovvero non si assegnano le ore in base alle reali esigenze del disabile. Così accade che al disabile motorio assegnino un insegnante di sostegno (figura preposta alla didattica), mentre al disabile con ritardo mentale viene assegnato un "educatore", le cui competenze sono indirizzate all'autonomia ed alla socializzazione. I dirigenti scolastici hanno una grande responsabilità in queste dinamiche, ma anche le famiglie, che cercano di tirare la coperta dalla propria parte.
E' stato poi denunciato il problema sindacale che non permette di effettuare ad un insegnante di sostegno più di 18 ore, non tenendo conto che nel caso dell'handicap dovrebbero essere previste delle eccezioni.
"La neuropsichiatra di mia figlia da sempre ha richiesto una figura unica a copertura totale, che se non vogliamo quantificare in 30 ore, ne potremmo considerare almeno 24 - spiega Neumann, che nei giorni scorsi è stato ospite della trasmissione "Altrevoci" su Rainews 24 e delle pagine del quotidiano "La Repubblica". "Il vero problema è che siamo dominati da una cultura che, in generale, percepisce l'handicap come "sedia a rotelle", mentre il portatore d'handicap è tanto il ragazzo che ci nasce, quanto il traumatizzato in coma, come l'anziano con gli effetti di un tumore - ha sottolineato una ragazza partecipante al forum.
Nel corso del dibattito finale sono state messe sotto accusa anche le più note associazioni del settore, le quali "anziché essere coese nel difendere diritti sacrosanti, difendono i loro piccoli territori". "Ci sono quelle più grandi, le cosiddette "consulte", più introdotte, per così dire, che addirittura firmano ai tavoli istituzionali, accordi ed osservatori - hanno spiegato alcuni genitori. "Quando le famiglie in difficoltà si rivolgono a loro, le stesse associazioni o consulte che siano, non si prodigano a far valere un tuo diritto, ti invitano ad accontentarti silenziosamente, ricordandoti che stai lottando contro i mulini a vento...".
Parole di fuoco anche contro le istituzioni, "autentico muro di gomma ove far rimbalzare gli utenti come palline da ping pong, indipendentemente dal fatto che siano disabili o meno". Un grande problema è rappresentato dal fatto che il disabile o chi lo accudisce, per timore o "ignoranza", spesso rinuncia a condurre battaglie per non perdere anche quei minimi diritti ottenuti. Il comitato ha infine informato i presenti circa l'attivazione di un sito (http://coordisabile.blogspot.com/) per raccogliere le tante denunce, nonché di un riferimento telefonico (cell.347-7948094).