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Mancata partecipazione del Molise alla giornata dei Beni immateriali

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"Forche Caudine" denuncia la mancata partecipazione del solo Molise alla Giornata dei beni immateriali a Roma. Ciò provoca un ampio dibattito e l'anno seguente finalmente il Molise sarà presente.

La "latitanza" molisana a Roma:
s'accende un ampio dibattito

ROMA - La mancata partecipazione del solo Molise (preannunciata e inserita nel programma) alla "Giornata dei beni immateriali" (svoltasi domenica scorsa a Roma, con grande successo, in via dei Fori Imperiali) ha acceso un ampio dibattito che è fuoriuscito dai confini regionali.
E' stata l'associazione "Forche Caudine", il circolo dei molisani a Roma (che ha polarizzato numerosi iscritti intorno all'evento), a rimarcare con una nota l'ennesima figuraccia "made in Molise": partecipazione corale di tutti gli artisti italiani (da Giovanna Marini a Peppe Barra, dai Gigli di Nola alla pizzica salentina, dai zampognari del Pollino ai tenores sardi) ad esclusione dei molisani del Pizzichentò.
Particolarmente qualificato l'intervento di Emilia De Simoni del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, che ha diffuso una nota in merito. "Non conosco i motivi della mancata partecipazione del Pizzicantò molisano alla sfilata romana del 30 settembre - scrive la De Simoni. "Comprendo bene la delusione dei molisani che si aspettavano l'intervento di una rappresentanza del Molise in quel contesto. Tuttavia non credo che questa assenza, qualunque ne sia la motivazione, possa mettere in discussione il riconoscimento del patrimonio tradizionale molisano. Chi ha assistito alla sfilata dei Fori Imperiali ha avuto probabilmente una sorpresa e una forte emozione dinnanzi al Giglio di Nola e sarà stato piacevolmente intrattenuto dalle altre esibizioni. Non so cosa sia rimasto negli spettatori occasionali, come possono esserci a Roma in una bella domenica di sole: turisti d'ogni nazionalità, romani disincantati, finti centurioni. Il patrimonio immateriale deve essere valorizzato in un altro modo, attraverso lo studio, la conoscenza e la corretta restituzione, ad esempio con archivi locali o con produzioni rivolte all'esterno. Ritengo piuttosto più urgente e necessario pretendere adeguati fondi per la ricerca sul territorio e, come sottolineato da Emilio Izzo in un recente intervento (www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=33975 ), chiedere che la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici non sia più una sala d'attesa. In proposito mi auguro che sia possibile continuare la ricerca, avviata nel 2005 dalla Direzione Regionale e dal Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, sui beni etnoantropologici del Molise, in particolare sulle feste, che rientrano nell'ambito dei cosiddetti "beni immateriali", ricerca che ha prodotto un'ampia documentazione audiovisiva depositata presso le due istituzioni (42 feste, 60 ore di riprese, 9.000 fotografie). Per valorizzare un territorio occorre un programma, non sarà una Giornata a rendere "immateriale" il patrimonio di una regione".
Il lucano Giuseppe Torre, organizzatore della manifestazione sul patrimonio immateriale svoltasi il giorno precedente presso l'Accademia Nazionale di Danza, evidenzia: "Abbiamo rilevato con profondissimo dispiacere l'assenza dei rappresentanti del Molise dalla manifestazione di Roma. I molisani delle "Forche Caudine" hanno tutta la nostra solidarietà. Li invitiamo ad un incontro per coordinare l'azione delle associazioni che hanno a cuore il patrimonio immateriale ed evitare che queste cose accadano in futuro".
Caustico il molisano a Roma Giuseppe Mastropietro, accorso per seguire l'esibizione del gruppo folk. Scrive all'associazione dei molisani a Roma: "Sono sinceramente sconcertato e bene avete fatto a sottolineare questa ennesima e inspiegabile disfunzione che, guarda caso, mette sempre il Molise (e noi molisani) in cattiva luce. E' mai possibile che nessun amministratore molisano, impegnato da anni a promuovere la regione con strumenti quasi sempre inefficaci e discutibili, non si renda conto dell'opportunità offerta dal palcoscenico dei centro storico di Roma, davanti a migliaia di persone, in una splendida giornata di sole? Per fortuna noi molisani abbiamo goduto delle esibizioni delle altre regioni. Ma che tristezza a dirsi molisani in un contesto del genere...".
A chiusura degli interventi la nota di "Forche Caudine" per bocca del segretario generale, Gabriele Di Nucci. "Il nostro sodalizio, da quasi vent'anni, rappresenta anche (e soprattutto) una vetrina e una cassa di risonanza per tutto ciò che di molisano avviene a Roma. E' utile non solo per i tanti corregionali che vivono qui ma anche per le tantissime persone che non conoscono il Molise. Stiamo facendo tantissimo sul fronte culturale, dalla promozione di eventi alle convenzioni con i teatri. Ma, dispiace ribadirlo per l'ennesima volta, non ci stupiamo più se iniziative promosse da istituzioni regionali siano foriere di disservizi. Noi, per fortuna, proseguiamo con la nostra preziosa autonomia".