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Organizzazione in Molise di un campo di solidarietà

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In collaborazione con il Servizio Civile Internazionale.
A cura di Mario Urbinati.

RASSEGNA STAMPA
SOCIETACIVILE.IT (quotidiano on line) "Il servizio civile internazionale in Molise", dicembre 2002
INDYMEDIA ITALIA (sito internet) "Campi molisani per i volontari del Servizio civile internazionale", 27 novembre 2002


ARTICOLO INDYMEDIA
A più di un mese dal sisma "Italymedia" si avventura tra le rovine e le tendopoli nella dura realtà di un quadro apocalittico
I molisani con la paura sui volti e la tristezza nei cuori
Nuove scosse impediscono il ritorno alla tranquillità mentre in ospedale a Roma è deceduto l'ultimo bambino
di Patrizia Notarnicola
Campobasso. Un giovane uomo si avvicina alla propria abitazione guardando incredulo le pareti accartocciate su se stesse, il tetto rifatto solo venti giorni prima e costato 20.000 euro, quello che rimane del lampadario in vetro di murano e dei quadri a cui teneva tanto. Il terremoto ha reso vani gli sforzi della sua famiglia. Questa scena ci è stata raccontata dai vigili del fuoco di San Giuliano di Puglia. Ma quella famiglia in realtà è stata anche fortunata: l'uomo di cui ci parlano è il fratello di una delle maestre estratte vive dalle macerie della tragicamente famosa scuola Francesco Jovine. Per 26 bambini ed un'insegnante dello stesso istituto la sorte invece è stata avversa. Altre due donne sono decedute nel crollo delle loro abitazioni. E' giunta da poco la notizia che uno dei bambini estratti vivi dalle macerie della scuola e trasportato all'ospedale Bambin Gesù di Roma non ce l'ha fatta. Sono morte in tutto 30 persone.
A più di un mese dal terremoto che alle 11.32 dello scorso 31 ottobre ha sconvolto il Molise, San Giuliano di Puglia, in provincia di Campobasso, è un paese fantasma. Tutte le case sono state evacuate. Evacuato anche il comune di Montelongo. Il sisma ha interessato più di 25 comuni della zona, tra cui Castellino sul Biferno e Santa Croce di Magliano dove noi di Italymedia abbiamo visitato le tendopoli che ospitano la gente rimasta senza casa.
Nonostante le due nuove scosse della notte scorsa, a Castellino la situazione sembra lentamente tornare ad uno stato di "vigile normalità". La protezione civile e gli scout stanno per andare via, dopo un intensissimo lavoro volto a costruire i campi, a fornire 2000 pasti al giorno, oltre che assistenza sanitaria e psicologica. I bambini delle scuole elementari continueranno a fare lezione nel campo, i ragazzi delle scuole medie saranno ospitati nel vicino comune di Petrella.
Il volto degli abitanti porta i segni della spaventosa esperienza. I problemi sono tanti, ne parlano tutti i mass-media. Noi siamo stati colpiti dallo stato d'animo di questa gente. Molti sono diffidenti, chiusi in se stessi. Non riusciamo a far loro molte domande. Ci sentiamo a disagio, quasi fossimo "turisti del terremoto", quelli venuti a curiosare, quelli venuti per vedere, scrivere e dimenticare la situazione dei terremotati dopo aver raggiunto il loro obiettivo, l'articolo da consegnare al direttore.
A soffrire di più sono gli anziani. "Inizialmente tenevano distanti anche noi volontari" racconta Sonia che sin dalle prime emergenze è venuta qui ogni giorno da Campobasso per dare una mano alla Croce Rossa e alla Protezione Civile. "Solo col passare del tempo hanno cominciato a ritenerci affidabili". Sonia ricorda il panico degli abitanti della parte vecchia del paese dopo una delle scosse più forti: "Erano tutti nella piazza di Castellino a seguire i lavori dei vigili del fuoco per contenere il campanile della chiesa, danneggiato dalle scosse precedenti. Ad un certo punto la terra ha cominciato a tremare. Quando siamo arrivati noi volontari, i più anziani ci sono corsi incontro abbracciandoci forte. Erano diventati come bambini bisognosi di protezione". Proprio gli anziani del campo ogni sera ripetono un rito: accendono un fuoco e vi si riuniscono attorno, come hanno fatto esattamente in quel punto, vicino all'ingresso, la prima sera passata nella tendopoli. Per loro è più difficile ritrovare la forza di ricominciare.
Qualcuno riesce però a farli sorridere. Seguiamo un gruppo di musicisti napoletani e romani, venuti nelle tendopoli della provincia di Campobasso a portare allegria con la loro musica popolare. A Santa Croce un vecchietto chiede di poter suonare la fisarmonica, mentre gli altri ballano al ritmo dei tamburelli. Ci sono anche dei giovanissimi clown (due di loro hanno appena 17 anni), giunti da Milano, Verona, ma anche dalla Puglia con la loro "sorrisoterapia". E' necessario che per i più piccoli questo momento di difficoltà sia il meno traumatico possibile. Un gruppo di psicologi è a disposizione dei genitori. Intanto i bambini del campo ridono di gioia di fronte ai fiori e ai cagnolini realizzati dalle mani leggere e velocissime dei volontari-clown con palloncini colorati. Su di loro vigila lo sguardo delle madri e dei padri, uno sguardo serio, che esprime la preoccupazione per il futuro.