Giornale realizzato da giornalisti e professionisti d’origine molisana sparsi per il mondo. Sede centrale: Roma

Pd: per lo slogan dialettale si rivolge a "Forche Caudine"

../gallery/04_Eventi_promossi/141bis_Pd_logo.jpg

il Pd traduce lo slogan "Si può fare" nei vari dialetti per campagne territoriali. Per il Molise si rivolge a "Forche Caudine" che lancia un'appassionata ricerca tra i propri associati sulla migliore traduzione. 
Va ricordato che il logo del Pd, tra l'altro, è stato disegnato da un giovane molisano, Nicola Storto, la cui opera è stata messa in risalto proprio dall'associazione.

SLOGAN PD. IL "SI PUÒ FARE" RIANIMA I DIALETTI.
E PER IL MOLISANO SI FINISCE ANCHE IN AUSTRALIA

ROMA - Comparirà presto nei vari dialetti italiani la traduzione dello slogan "Si può fare", adottata dal Partito democratico per la campagna elettorale. Lo staff di esperti della comunicazione, al lavoro per le traduzioni, non ha avuto in genere grandi difficoltà nell'adattare il "We can" americano alle varie realtà linguistiche del nostro paese. Ma un iter decisamente originale ha avuto l'adattamento al dialetto molisano, forse uno dei più complessi e soprattutto sconosciuti. Alla fine ci si è rivolti all'associazione "Forche Caudine", storico circolo di molisani a Roma, che ha pensato bene di "concertare" la decisione, grazie alle nuove tecnologie, tra i corregionali sparsi in tutto il mondo. Lanciato con urgenza l'appello via e-mail tra quasi 3mila molisani, fino all'Australia e al Sud Africa, hanno risposto in massa, quasi trecento persone nel giro di un'ora. "Segno che il legame con il territorio e con le origini rimane una risorsa centrale del nostro paese - osserva Giampiero Castellotti, giornalista e presidente e dell'associazione. 
Se con netta maggioranza ha prevalso lo slogan "Zë pò fà", scritto con la "ë" muta, come raccomandano i tanti esperti appagati dal coinvolgimento nella scelta, la consultazione ha avuto il merito di far emergere le più disparate istanze. Jelena, croata, rivendica il ruolo delle minoranze linguistiche (in Molise ci sono comunità albanesi, croate e serbe), altri propongono traduzioni meno letterali dello slogan che, grazie al patrimonio lessicale dei dialetti, può trarre forza propositiva (tipo "Tutte chelle che ze po' fà", cioè tutto ciò che si può fare, proposto da Salvatore o "Facimm" di Massimo), altri ancora, infine, non si esprimono perché hanno intenzione di non votare o perché preferiscono altri schieramenti (Domenico ironizza, invertendo i termini: "Pò zë fà"). Innumerevoli, poi, le varianti territoriali (i molisani della costa, ad esempio, indicano un "Cë pò fà") ma Mena mette tutti a tacere: "Zë pò fà" è "azzeccatissimo".


IDEAZIONE LOGO PD
LA LETTERA AGLI ASSOCIATI DEL 22 NOVEMBRE 2007
Cari amici,
una notizia che inorgoglisce la nostra comunità molisana di Roma: l'autore del logo del Partito democratico, presentato ieri, è un giovane molisano che vive a Roma, Nicola Storto. Ha appena 25 anni, è fresco di laurea in Comunicazioni visive e multimediali dello Iuav di Venezia. Il suo lavoro, giocato sui colori della bandiera italiana, è stato scelto da Walter Veltroni tra altri venticinque.
"Leggerezza, modernità e contemporaneità ma sempre mantenendo il legame con il passato storico dell'Italia" sono le indicazioni ricevute per la realizzazione del nuovo simbolo. "Abbiamo proceduto a scaglioni - racconta Nicola. "Facevano vedere i loghi un po' alla volta fino ad arrivare a quello che gli è piaciuto di più. Li raffinavano di volta in volta". Perché il richiamo alla bandiera nazionale? "Perché ha le caratteristiche che ci avevano richiesto: nel tricolore c'è l'Italia intera. Ed è un simbolo facilmente riconoscibile da tutti e ben memorizzabile".
L'importante affermazione di Nicola - oggi riportata da tutti gli organi d'informazione - va oltre il motivo campanilistico. Il premio all'estro del giovane designer rappresenta non solo il riconoscimento alle qualità professionali e umane del disegnatore campobassano che lavora a Roma presso un'importante agenzia internazionale del settore, ma soprattutto un segnale di speranza per nuove generazioni di molisani che nella Capitale trovano stimoli, a volte inediti, per collocare i propri valori.
E' una vicenda di cui terremo conto anche come associazione, da due decenni impegnati ad aggregare, a valorizzare e a promuovere la "molisanità" nella Capitale. L'ormai prossimo rinnovo della cariche direttive di "Forche Caudine" sarà caratterizzato dall'inserimento di una "pattuglia" di giovanissimi in grado di garantire nuovo dinamismo e innovazione.
Dott. Giampiero Castellotti
(presidente associazione "Forche Caudine" - Roma)