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Per la difesa del paesaggio

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ROMA - "C'è una gravissima emergenza nazionale correlata alle devastazioni sempre più visibili del paesaggio da parte di quella che va sotto il fuorviante nome di ‘green economy'. Eolico e fotovoltaico, in particolare, aggrediscono sempre più porzioni di territorio verde, anche sottraendo terreni destinati alle produzioni agricole. Sempre più comunità locali, in ogni regione d'Italia, si organizzano in comitati spontanei per contrastare il dilagante e aggressivo fenomeno".
E' l'appello ribadito a Roma da numerose organizzazioni ecologiste molisane, in primis il Comitato nazionale del paesaggio. Un allarme che viene ribadito proprio mentre l'articolo 4 quater del maxi-emendamento alla legge di Stabilità prevede la vendita dei terreni agricoli demaniali per risanare il debito pubblico, con il rischio di ulteriori speculazioni.
Un centinaio di persone ha manifestato a Roma davanti al Parlamento. A seguire ha avuto luogo una conferenza stampa, all'interno della Camera dei deputati, con la presenza di Carlo Ripa di Meana, presidente del Comitato nazionale del paesaggio, dell'avvocato molisano Gianluigi Ciamarra, per il Comitato nazionale contro fotovoltaico ed eolico nelle aree verdi, dell'onorevole Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente e di Oreste Rutigliano, consigliere nazionale di Italia Nostra. Presenti, tra gli altri, anche Giampiero Castellotti, presidente dell'associazione "Forche Caudine" (il circolo dei molisani a Roma), Nicola Frenza della Rete delle associazioni molisane contro l'eolico selvaggio e dell'Osservatorio legalità, Mario Iannantuono, presidente della sezione Italia Nostra di Campobasso, Emilio Izzo, segreterio regionale Uil Bac Molise. Hanno portato la propria testimonianza Antonio Colucci e Vitantonio Iacoviello.
L'iniziativa è parte di una serie di iniziative promosse da un vasto comitato di coordinamento nazionale che raggruppa svariate realtà associative nazionali, comitati locali, e cittadini italiani ed europei, unito dall'impegno per la tutela dell'ambiente e del paesaggio, in particolare dai pericoli connessi ad uno sviluppo industriale del fotovoltaico e dell'eolico.
Una serie di progetti industriali eolici dagli impatti devastanti, percepiti da tanti cittadini come un oltraggio, continuano a minacciare i territori del nostro Mezzogiorno. I comitati chiedono il taglio di tutti gli incentivi e ai sistemi vari di incentivazione (tipo "certificati verdi", ecc.), agli impianti eolici e fotovoltaici industriali da applicare con valenza retroattiva anche per tutti gli impianti di tale tipo già autorizzati o in esercizio, nonché l'applicazione di una forma notevole di tassazione proprio a tali impianti per il carico di danno ambientale, il ritiro di ogni deplorevole definizione di "pubblica utilità" per gli impianti e una moratoria urgente degli impianti in iter autorizzativo, già autorizzati sulla carta ma non realizzati, e di quelli in cantiere, considerata un'offerta di energia già di gran lunga superiore al fabbisogno complessivo italiano.
"Occorre ottenere un immediato intervento legislativo, affinché nelle zone non idonee, quali le aree naturali e rurali del Paese, non industriali dunque, e tanto più a ridosso delle abitazioni, tali impianti d'eolico e fotovoltaico industriali (non dunque per autoproduzione ed autoconsumo dell'energia, ma prioritariamente per la sua vendita) vengano assolutamente vietati indipendentemente dalla potenza - spiegano i promotori dei comitati. "Occorre altresì - prosegue una nota - che il governo dia ai prefetti poteri d'emergenza e superiori con il preciso mandato di intervenire nei territori al fine di coordinare le azioni delle forze di polizia per individuare con indagini a tappeto, in stretta collaborazione con le procure della Repubblica locali, tutte le irregolarità che hanno e stanno connotando il settore falso-green, fino ad intervenire con ordinanze di smantellamento degli impianti irregolari, bonifica dei siti alterati e restauro-rinaturalizzazione dei luoghi secondo lo ‘status quo ante'. Quale alternativa - si legge ancora nella nota - il governo presti esclusiva e forte attenzione, e favorisca eventualmente anche iperincentivandoli, al solare fotovoltaico per autoconsumo di famiglie, enti ed aziende, da ubicare solo sui tetti degli edifici recenti, alla efficienza energetica, al risparmio energetico".