Giornale realizzato da giornalisti e professionisti d’origine molisana sparsi per il mondo. Sede centrale: Roma

Mostra d'arte Tito Amodei

../gallery/04_Eventi_promossi/165_Amodei_Tito.jpg

La mostra "Tito. 1964-2005. Pensare la forma" è l'omaggio della galleria Sala Uno di San Giovanni in Laterano al sacerdote molisano Tito Amodei, originario di Colli al Volturno (Isernia) ma da decenni residente a Roma, uno dei massimi scultori contemporanei.
L'esposizione, a cura di Giuseppe Appella, ha luogo dal 3 ottobre al 3 novembre 2009, con orario dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30 presso la Sala Uno, Centro Internazionale d'Arte Contemporanea, di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano.
L'iniziativa si svolge con il patrocinio dell'associazione "Forche Caudine" che da anni è legata alla galleria da rapporti di collaborazione e di amicizia (qui, con il supporto dell'associazione, hanno avuto luogo altre due mostre di autori molisani).
L'apertura della mostra coincide con la Giornata del Contemporaneo 2009 (sabato 3 ottobre).
La selezione di opere scultoree di Tito è mirata. E' esposto per la prima volta a Roma Il Grande Nudo del 1964: esordio nella scultura per l'artista. Il percorso prosegue con una rielaborazione della Grande Scultura del 1987, con uno dei Semi della Forma del 1995 e si conclude con Spazio-forma del 2005.
Informazioni:
Sala 1 centro internazionale d'arte contemporanea
Piazza di Porta San Giovanni 10
00185 Roma - Italia
T: 0039 06 7008691
F: 0039 06 7008691
e-mail: sala[email protected].


NOTIZIA
Sabato 3 ottobre (ore 16,30), in occasione della "Giornata del Contemporaneo" (centinaia di eventi artistici in Italia), la Galleria Sala 1, centro internazionale d'arte contemporanea ubicato di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano (dietro la Scala Santa) presenta una mirata selezione di opere dello scultore molisano Tito Amodei dal titolo "Tito 1964-2005. Pensare la forma". A cura di Giuseppe Appella.
Sarà esposto per la prima volta a Roma "Il grande nudo" del 1964: esordio nella scultura per l'artista. Il percorso prosegue con una rielaborazione della "Grande scultura" del 1987, con uno dei "Semi della forma" del 1995 e si conclude con "Spazio-forma" del 2005.
L'iniziativa ha il patrocinio dell'associazione "Forche Caudine" (circolo dei Molisani a Roma) in virtù di un radicato rapporto con Sala 1, concretizzatosi nella promozione di mostre di artisti molisani lungo oltre un decennio.
Tra l'altro sarà aperto lo splendido giardino attiguo alla Galleria, con installazioni di artisti contemporanei. L'esposizione rimarrà aperta fino al 3 novembre 2009, orario dal martedì al sabato dalle 16.30 alle 19.30.
L'ARTISTA. Tito Amodei, pittore, scultore, incisore, nasce a Colli al Volturno (Isernia) nel 1926 e vive a Roma. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia l'attività espositiva, in Italia e all'estero, nel 1964.
Comincia con i nudi: la sua prima scultura è un grande nudo nato da un grande albero che trova nella Feniglia di Orbetello e che ispira a Torino il titolo di un libro di Giorgio Saviane "La donna di legno". Seguono molti interventi decorativi in ambienti pubblici, specialmente chiese: il concettuale è presente in particolare nell'arte religiosa negli anni sessanta legata soprattutto al tema della Deposizione. A seguire il suo percorso è spinto da esigenze di carattere formale: tralascia la figura e i riferimenti ai concetti, realizzando un tipo di scultura che si pone nello spazio come forma e come sostanza contenibile. Le sue opere acquisiscono sempre più una valenza spaziale, tant'è che Amodei è sempre attratto dall'architettura.
E' membro della Comunità passionista della Scala Santa, nel quartiere San Giovanni. Il suo impegno per il sacro nell'arte si esprime anche attraverso conferenze e pubblicazioni e promuovendo mostre del settore.
Nel 1970 fonda a Roma il Centro di sperimentazione artistica "Sala 1" a piazza San Giovanni in Laterano, che svolge un'attività culturale internazionale tra le più vive della Capitale.
Nel corso degli anni Ottanta inserisce sempre più la sua scultura in uno spazio architettonico, anima le sue strutture minimali in un ambiente: grandi pareti, forme circolari, euclidee, grandi sculture. Poi riduce tale espansione nello spazio in forme sempre più chiuse fino ad arrivare al "Cilindro di Piero" (Piero della Francesca), artista che lo affascina più di altri.
La "Colonna di tre elementi" segna l'eliminazione, all'interno del suo percorso, di concetti legati ad aspetti quasi sentimentali e romantici.
Da segnalare inoltre "Albero di melo", "Paesaggio urbano", impatto emotivo che deriva da un paesaggio artificiale creato dalle convenzioni sociali, sorta di scultura tautologica.
Con i "Semi della forma" (1992-1994) sperimenta la terracotta. 
Riguardo al rapporto tra la sua arte e la religione dice: "Dio non c'è come rappresentazione dei misteri e delle liturgie, ma come presenza di una consistenza spirituale che io rivendico. In questo senso le mie opere sono realmente sacre. La presenza di Dio nelle opere è di rimbalzo, perché se le sculture che faccio sono una promanazione della mia vita religiosa, allora Dio non può non esservi".