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Presentazione del libro di Simonetta Tassinari

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Davanti ad una platea qualificata e attenta, Ida Santilli, giornalista del mensile "Plein Air" nonché responsabile dell'area comunicazione dell'associazione "Forche Caudine", ha presentato a Roma, in un caratteristico locale-libreria-cioccolateria del quartiere Prati, "Dolce Idea", l'ultimo romanzo della scrittrice romagnola Simonetta Tassinari, "La notte in cui sparì l'ultimo pollo", edito da Giunti.
L'evento ha rappresentato una ghiotta occasione, per i partecipanti, di avvicinarsi alla scrittura di questa autrice nata a Rocca San Casciano, in Romagna e cresciuta, sin dai banchi del liceo, nel capoluogo molisano. Una "doppia cittadinanza" che ha polarizzato l'interesse dei presenti: la solare terra di Federico Fellini e di Tonino Guerra che incontra il rigore molisano e lo analizza con occhio esterno, ma con il cuore totalmente coinvolto, visto un matrimonio e quattro figli ormai "sanniti". 
"Il Molise è terra che ha tutto - esordisce la scrittrice che oggi insegna storia e filosofia al "Mario Pagano" di Campobasso. "Dal mare alle piste da sci, sono un'assidua frequentatrice di Capracotta. Dal pane di patate migliore del mondo ai paesaggi unici. Ecco perché, dopo un periodo iniziale in cui sono rimasta romagnola in quanto la sera tornavo a casa dai miei e sulla tavola trovavo i tortelli, sono poi diventata molisana, adorando questa terra e prendendone ispirazione anche per molte mie pubblicazioni. Oggi mi definisco una romagnol-molisana: della terra di nascita conservo la solarità che ho armonizzato con le montagne molisane".
Proprio questa "doppia cittadinanza" caratterizza gli ultimi due libri di successo della scrittrice. In "Che fine ha fatto Susy Bomb" la protagonista, Susanna Manara, è un'integerrima docente di un liceo molisano, stretta tra la normalità del quotidiano e i suoi sogni da bomba sexy capace di far girare la testa a mezza città, in particolare ad un aitante supplente di ginnastica con vent'anni di meno e la passione per la new age. Nell'intrigante libro uscito da qualche mese, "La notte in cui sparì l'ultimo pollo", edito qualche anno fa da Canterini e oggi ripubblicato da Giunti, la vena autobiografica si sofferma all'estate 1967, a Cattolica, dove Sabrina, la protagonista di dieci anni, aspirante scrittrice, trova nel fondo di un baule un libro di poesie e scrive di getto le prime righe di quello che sa essere il più grande capolavoro della letteratura di tutti i tempi. La scenografia è offerta dal Belpaese di quegli anni, dalla musica alla Vespa fino alla Giulia Super dell'Alfa Romeo. Ma anche dalle notizie d'oltreoceano, lo sbarco lunare, le prime minigonne, le contestazioni degli hippies a Woodstock. 
Nel corso della presentazione ci si è soffermati proprio su quegli anni di crisi e di nuove speranze, sono stati messi in evidenza i contrasti tra passato e modernità, tra conquiste e occasioni mancate. L'interesse del pubblico, anche attraverso le domande, si è concentrato sulla scrittura veloce e poliedrica della scrittrice romagnol-molisana e sul ritorno della narrazione dopo una fase generale di disfacimento per la nostra letteratura. L'ironia e i buoni sentimenti sono stati messi in evidenza da Ida Santilli, che ha condotto impeccabilmente la piacevole serata. 
L'associazione "Forche Caudine", storico e dinamico circolo della folta comunità di molisani a Roma, ha già ospitato la Tassinari in occasione della sue pubblicazioni antropologiche.

LA RASSEGNA STAMPA DELL'EVENTO
(a cura di Giampiero Castellotti) - cliccare QUI