Smart working, una risposta alla desertificazione degli ambienti montani

“Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha giustamente richiamato il problema del declino demografico che diventerà une vera e propria emergenza nei prossimi anni. Il Molise conosce bene questa piaga, con seimila residenti in meno solo nel 2021: negli anni, ogni tentativo per frenare questa tendenza è purtroppo fallito. Ovviamente non esiste una ricetta magica: tuttavia la qualità della vita costituisce uno dei fattori strategici per frenare l’emorragia, con esempi virtuosi in Alto Adige e in Valle d’Aosta. In tal senso, lo smart working, se ben gestito, può rappresentare uno degli approcci utili per rivitalizzare ambienti montani suggestivi ma svuotati dall’emigrazione”.

È quanto spiega, in una nota, l’ufficio comunicazione dell’Unsic, sindacato datoriale che ha lanciato una petizione a sostegno del “lavoro agile” (https://chng.it/Hqj5QXVjQD) per rafforzare la sensibilizzazione al tema.

“La diaspora dal Molise ha come primaria motivazione la ricerca di opportunità lavorative – continuano dall’Unsic. “Eppure, a livello ecologico e salutare, si tratta di ambienti più favorevoli rispetto a metropoli ormai invivibili. Da qui la necessità, specie con i fondi del Pnrr, di rafforzare primariamente le infrastrutture tecnologiche e, di conseguenza, i servizi, rendendo più agevole la promozione del lavoro a distanza: quanti molisani potrebbero rientrare dalle regioni limitrofe, seppur temporaneamente, nel paese d’origine frenando l’emorragia numerica?”.

Per l’Unsic “ogni ostinazione contro lo smart working, a cui stiamo assistendo in questi giorni, è figlia di preconcetti datati e fuori dal tempo, spesso dettata unicamente da voglia di protagonismo o dalla difesa di posizioni e status quo privilegiati”. Per il sindacato, questo strumento, sempre se ben gestito, oltre a favorire le località a maggiore dimensione umana e al di là dell’esigenza in fase pandemica, può rappresentare una spinta per riconfigurare e rimodellare, con l’aiuto delle nuove tecnologie, l’organizzazione e il funzionamento di un luogo di lavoro, premiando benefiche forme di flessibilità finalizzate all’efficienza, all’autoresponsabilità e alla produttività”.

Precedente Bagnoli del Trigno (Isernia): la tradizione del presepe Successivo Il punto sul Covid