Tartufi: quello che il Molise ha da imparare da Alba…

Ad Alba, in Piemonte, considerata la capitale mondiale del tartufo, è andata in scena la 89a edizione della Fiera internazionale. E da queste parti l’aggettivo “internazionale” ha un senso profondo: la maggior parte degli acquirenti del prezioso tubero è costituita da stranieri. Del resto sono tantissimi coloro che giungono per la kermesse dalla Svizzera, dalla Germania, dalla Francia, dal Regno Unito. Ma anche dagli Stati Uniti. E negli ultimi anni c’è un boom di brasiliani e australiani, mentre anche gli asiatici cominciano a scoprire in massa questo mercato.

Insomma, niente a che vedere con una sagra di paese. Il profilo dei visitatori che scelgono Alba e le colline Patrimonio Unesco di Langhe, Monferrato e Roero puntano ad un’esperienza di qualità alla scoperta del Tuber magnatum Pico. Un livello decisamente alto e qualificato sia in termini culturali sia di capacità di spesa. Molti amministratori molisani farebbero bene perlomeno a copiare, anziché vanificare questa ricchezza spontanea, questa vera e propria manna dal cielo assolutamente poco valorizzata.

Certo, il Piemonte non è il Molise, bisogna essere onesti. La regione settentrionale polarizza un pubblico di appassionati di alta cucina e grandi vini che trovano una risposta degna, cioè di alta qualità alle proprie aspettative. Nell’ultimo decennio l’incremento di visite in autunno – cioè nei mesi di ottobre e novembre – nel territorio rinomato per i tartufi è lievitato di circa il 60 per cento, come fanno sapere dal Piemonte. Con i numeri dell’anno scorso che confermano e rilanciano un aumento del più 6,5 per cento nei pernottamenti. Nel periodo della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba si è registrato un costante sold out che ha interessato non soltanto gli alberghi che circondano la capitale delle Langhe, ma le strutture ricettive di tutto il Sud Piemonte, indicato da Lonely Planet “Best in travel” come destinazione da non perdere nel 2019. Mentre il Molise, ahinoi, continua ad essere fanalino di coda per il turismo soprattutto per l’incapacità di intercettare i flussi più interessanti, ad esempio quelli culturali o internazionali.

Ad Alba, invece, c’è un pubblico molto qualificato, sempre più attento ed esigente. Quantificato in oltre 100 mila ingressi al Mercato mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. L’offerta è di livello. Attesissimi gli appuntamenti dell’Alba Truffle Show, il tempio del gusto accanto al Mercato mondiale, dove i protagonisti sono stati ben 41 chef ospiti, tutti di altissimo livello – ben 26 Stelle Michelin – che hanno saputo accostare, in veri e propri spettacoli culinari, il proprio gesto creativo al Tartufo Bianco d’Alba.

I Foodies Moments hanno riscontrato la presenza del 73 per cento di pubblico straniero con provenienze da 38 Paesi del mondo. Realtà davvero di un “altro mondo”.

Molto apprezzate le tante occasioni di esperienze immersive come i nuovissimi Atelier della pasta fresca firmati dai maestri d’eccezione Walter Ferretto (Il Cascinale Nuovo di Isola d’Asti) e Ugo Alciati (Guido Ristorante Villa Contessa Rosa di Serralunga d’Alba) che hanno costantemente registrato il “tutto esaurito”, ma anche le Analisi sensoriali del tartufo frequentate dal 68 per cento di stranieri provenienti da 30 diversi Paesi e le Wine Tasting Experience con il 62 per cento di stranieri provenienti da 32 nazioni, che hanno voluto approfondire lo straordinario patrimonio vitivinicolo del territorio.

Altra apprezzata novità di quest’anno sono state le Olio Evo Tasting Experience, analisi sensoriali dell’extravergine costantemente sold out, realizzate grazie ad un progetto che l’Ente Fiera ha sviluppato con il supporto del ministero delle Politiche agricole e messo in atto con la collaborazione di Ismea e Gambero Rosso; così come i workshop realizzati in collaborazione con il Consorzio del Riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop. Insomma, anche il contesto garantisce la sua parte.

Altra novità dell’edizione 2019 della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba che ha riscosso un particolare successo è stata quella delle Cene Insolite, a conferma dell’attenzione dei gourmet italiani e internazionali per le proposte capaci di coniugare nel segno dell’alta cucina il Tuber magnatum Pico, la storia, l’arte e la cultura. Sono andate tutte sold out con largo anticipo, infatti, le quattro cene stellate cucinate da Cristina Bowerman nella sede della Famija Albeisa, dai Fratelli Cerea sul palco del Teatro Sociale di Alba, da Christian e Manuel Costardi che hanno fatto vivere con occhi nuovi il Centro Studi Beppe Fenoglio e da Philippe Léveillé al Palazzo Comunale di Alba. Tutto esaurito anche per la prima esperienza in Valle Cervo, nelle colline biellesi, con la cena a La Bürsch, dimora del XVII secolo recentemente riportata in vita grazie ad un progetto innovativo, tanto che si è scelto di raddoppiare l’appuntamento coinvolgendo, dopo la cena cucinata a quattro mani da Martino Ruggieri ed Eugenio Boer, anche lo chef Luigi Taglienti.

Ecco, la capacità di abbinare cultura e gastronomia di livello è uno dei segreti del territorio piemontese, uno dei più rinomati a livello internazionale. Non a caso da Eataly gran parte delle produzioni di qualità arriva da qui.

Un altro gioiello che registra crescente successo – tutto esaurito con quasi il 60 per cento di stranieri provenienti da 9 diversi Paesi – sono le Ultimate Truffle Dinner, due esclusive cene benefiche a favore del ripristino delle tartufaie organizzate in sala Beppe Fenoglio in cui si sono alternati gli chef stellati Francesco Oberto e Andrea Ferrucci e nel successivo appuntamento Davide Palluda e Maurilio Garola. Notare bene: sala Beppe Fenoglio, scrittore simbolo di questo lembo d’Italia sempre attento alla letteratura, avendo dato i natali a nomi del calibro di Cesare Pavese, Davide Lajolo, Nuto Revelli, Carlo e Primo Levi, Italo Calvino (per quanto d’adozione),

La letteratura fa quasi da scenografia per il Tartufo Bianco d’Alba, tra l’altro protagonista di un’annata dall’andamento non costante in termini di produzione, ma sempre presente e di qualità eccellente in tutte le aperture del Mercato mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, proveniente dalle colline piemontesi di Langhe, Monferrato e Roero.

All’interno del Mercato sono stati controllati e certificati dall’apposita “Commissione Qualità” più di 600 chili di Tartufo Bianco d’Alba. E se la buona stagione è certamente frutto delle condizioni meteorologiche che hanno favorito la crescita del Tuber magnatum Pico, è importante il grande lavoro che la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba insieme al Centro Nazionale Studi Tartufo effettua sulla tutela e il ripristino delle tartufaie naturali cui anche in questa edizione sono stati devoluti parte dei ricavi delle Analisi sensoriali del tartufo così come delle Ultimate Truffle Dinner. Il prezzo nel corso della stagione è oscillato tra i 250 e i 380 euro senza mai toccare il picco dei 400 euro all’ettogrammo.

“Si allarga ancora la provenienza dei cittadini del mondo che mossi da una sempre rinnovata promozione raggiungono Alba e le colline del Piemonte – è il commento di Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo. “Per mantenere la grande reputazione del Tartufo bianco d’Alba bisogna moltiplicare l’impegno a tutelare ed estendere gli ambienti tartufigeni in un lavoro coordinato tra istituzioni pubbliche, proprietari dei terreni e liberi cercatori. La candidatura Unesco della cerca e cavatura del tartufo in Italia sta aiutando a raggiungere una sempre maggiore consapevolezza degli aspetti culturali e ambientali. Come Centro Studi stiamo intensificando l’attività per la formazione di esperti, consumatori, giovani delle scuole alberghiere e prepariamo un convegno per il prossimo anno di aggiornamento sugli studi in corso di biologia ed ecologia dei funghi ipogei”.

La stagione del Tartufo Bianco d’Alba, cominciata il 21 settembre con l’evento Tuber Primae Noctis al Pavaglione di San Bovo di Castino, va oltre la Fiera e continua fino al 31 gennaio con la proposta gastronomica nei negozi e nei ristoranti.

Il Tartufo Bianco d’Alba è ormai un marchio noto a livello internazionale e la città di Alba ne beneficia tantissimo, perché ormai è percepita a livello mondiale come meta d’eccellenza per il turismo enogastronomico. Durante l’89a edizione della Fiera è stato riconosciuto ad Alba questo ruolo di traino turistico per l’intero Piemonte venendo scelta come luogo per la sottoscrizione di un importante Protocollo d’Intesa tra tre regioni italiane: la Liguria, la Valle d’Aosta e il Piemonte, per una promozione congiunta dell’offerta turistica sui mercati internazionali. Esempio ulteriore del saper fare squadra, una propensione che manca a latitudini più basse.

Altro esempio di collaborazione eccellente investe le Marche. Nell’ottica delle nuove collaborazioni con le Città Creative Unesco nate nel 2018, sono stati prodotti a Fabriano, il distretto italiano della carta, i sacchetti numerati nei quali vengono consegnati i tartufi certificati acquistati al Mercato Mondiale. Lo speciale legame tra le città di Alba e Fabriano ha fatto sì che sia stata dedicata alla Fiera una speciale carta filigrana per avvolgere e custodire il Tuber magnatum Pico.

Ancora collaborazioni. L’Alba Truffle Show ha dimostrato di essere il luogo privilegiato in cui incontrare i saperi e i sapori provenienti dalle altre Regioni italiane: è avvenuto con la Regione Toscana con cui si sono imbastite le basi di una sinergia capace di valorizzare, congiuntamente, in Italia e nel mondo, le bellezze artistiche e le eccellenze delle rispettive produzioni enogastronomiche, la Valle d’Aosta, con cui è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa per la valorizzazione della Fontina Dop della Valle d’Aosta. La regione è stata presente in Fiera per promuovere il proprio territorio e le sue tradizioni gastronomiche attraverso due cooking show curati da due chef valdostani. Ma continua anche il gemellaggio tra il Tartufo Bianco d’Alba e l’isola di Pantelleria, che ha presentato Passitaly: il Festival Internazionale del vino Passito di Pantelleria e dei vini da meditazione. E il Molise, territorio leader nella produzione di tartufi? Non pervenuto.

La distanza è abissale anche nella capacità di inserirsi a livello globale. L’internazionalità è un tratto sempre più distintivo della Fiera piemontese, Alba si apre al mondo ed il mondo colloquia in modo più intenso con Alba. Ne sono la dimostrazione gli chef stellati che sono protagonisti dei cooking show nei Foodies Moments, come lo chef cinese Yong Zhang fondatore del gruppo XinRongJi che lo scorso anno si è aggiudicato il lotto principale all’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e che anche quest’anno non ha mancato di partecipare al grande appuntamento benefico di Grinzane Cavour acquistando uno splendido esemplare di Tuber magnatum Pico.

I migliori esemplari di Tartufo Bianco d’Alba, in abbinamento a prestigiose bottiglie di Barolo e Barbaresco, sono stati mandati all’incanto in occasione della XX edizione dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, rinnovando il collaudato connubio tra questo magnifico prodotto della terra e la solidarietà internazionale. A Grinzane Cavour, Hong Kong e per la prima volta a Singapore e sulla Piazza Rossa di Mosca sono stati battuti magnifici lotti di tartufi per un ricavato complessivo di 420mila euro, una delle somme più alte raccolte nella storia dell’evento.

Il clamoroso lotto finale con un Tartufo Bianco d’Alba del peso di 1.005 grammi è stato conquistato da un imprenditore di Hong Kong per 120mila euro. Quanto raccolto sarà devoluto alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba Bra Onlus ed altri soggetti meritevoli sul territorio; all’Istituto “Mother’s Choice” di Hong Kong che aiuta bambini senza famiglia e giovani madri in difficoltà; a Mosca il sostegno andrà al Dmitry Rogachev National Medical Research Center of Pediatric Hematology, Oncology and Immunology, centro di ricerca d’avanguardia per le malattie ematologiche, oncologiche ed immunologiche dell’infanzia e nella diagnostica molecolare; a Singapore, tributaria dei fondi raccolti sarà la World Food Future – Educate, discern, nourish, realtà di promozione dell’educazione al cibo e della consapevolezza dei consumi.

Cibo e cultura vera e di livello, insomma. Un matrimonio che Alba fa proprio. Dalla musica all’arte, dall’architettura al design. Nel segno della sinergia esistente con il network delle Creative Cities Unesco in collaborazione con Limoges, la cittadina francese famosa nel mondo per le sue ceramiche, è nata “Pepita”, un prezioso oggetto ideato per svelare al meglio il profumo, l’aroma e la freschezza del Tartufo Bianco d’Alba. La “Pepita” disegnata da Mariela Schwarz Montiel ha completato il Kit per il Tartufo Bianco d’Alba attualmente composto dal guanto “Trace” disegnato lo scorso anno da Patricia Urquiola e all’affettatartufi “Alba” realizzato appositamente da Ben van Berkel e messo in produzione da Alessi.

Anche Davide Oldani, grande ristoratore e ambasciatore della cucina italiana nel mondo, è stato uno dei protagonisti della Fiera: il nuovissimo affettatartufi XFetta, realizzato in collaborazione con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, prodotto da Ambrogio Sanelli con la sua lama fissa e la facilità d’uso, insieme all’eleganza e alla praticità, ha conquistato tutti.

Dal design si passa all’arte: oltre 50mila visitatori hanno frequentato le mostre nella Chiesa di San Domenico “Per un rinnovamento immaginista del mondo” e a seguire “Leonardo Da Vinci. The genius” passando per “Nespolo. Inno alla gioia” al Palazzo Banca d’Alba, “Life. Istantanee di Calabria” alla Fondazione Ferrero e “Mario Lattes artista poliedrico” negli spazi di Famija Albeisa oltre alle mostre al Museo Civico Eusebio e nella Chiesa di San Giuseppe che ha ospitato anche gli straordinari concerti delle rassegne “Jazz & Co” di Milleunanota e “Classica” di Alba Music Festival.

L’89a edizione della Fiera ha visto, inoltre, nascere un progetto biennale con il collettivo artistico Anotherview. All’interno del Coro della Maddalena è nata la mostra “La penultima cena e altre storie”, che ha raccontato la preparazione di una vera e propria finestra digitale contenente un video di 24 ore filmato lo scorso 13 ottobre nelle Langhe, che vedrà il compimento nel 2020. La memoria di quell’evento, all’interno della mostra, è affidata al tavolo lungo sei metri ideato e realizzato dall’artista e architetto italo-svedese Duilio Forte nell’ambito di una visionaria scenografia, che attraversa il Coro della Maddalena.

Le otto settimane di Fiera sono anche, per i tantissimi che hanno affollato le vie di Alba, l’occasione per una gita nella bellezza del Piemonte più vero, tra antiche tradizioni e la scoperta delle eccellenze della produzione enogastronomica.

La Fiera anima l’intero centro storico della città a partire dalla prima settimana di ottobre in cui ha luogo il tradizionale “Palio degli asini”, che quest’anno è stato visto dal 55 per cento di pubblico straniero proveniente da 25 Paesi tra cui spiccano la Svizzera, gli Stati Uniti e la Russia.

Grande successo anche per il Baccanale dei Borghi e per Il Salotto dei Gusti e dei Profumi che ha presentato le prelibatezze del territorio nell’elegante struttura di Piazza del Duomo.

Altri appuntamenti che portano in scena lungo tutto il centro storico della città le eccellenze agroalimentari e le produzioni artigianali del territorio, e che animano per tutta la durata della Fiera le piazze del centro storico della città con prodotti locali e a km0 sono i mercati. A partire dal Mercato ambulante della Fiera, passando per il Mercato della Terra di Slow Food, la Piazza dei Sapori, il mercato km0 Campagna Amica, Confagricoltura in Piazza, il mercato della Confederazione Italiana Agricoltori. Grande interesse suscitano anche gli eventi Albaromatica e Langhe e Roero in Piazza…con la Granda!: due manifestazioni che, attraverso allestimenti sensoriali, laboratori e una selezione di eccellenze del territorio confermano la grande attenzione verso il territorio.

Poi Alba Truffle Bimbi, il padiglione dedicato alle famiglie e ai bambini, che ha permesso ad oltre cinquemila bambini (di cui 3.800 in Fiera e 1.200 nel corso della settimana con gli incontri dedicati alle scuole) di vivere la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco da protagonisti durante i fine settimana.

L’89a edizione della Fiera ha confermato l’interesse dei grandi media e giornali, internazionali e italiani. Sono stati circa 180 i giornalisti accreditati che hanno visitato il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e il territorio di Langhe Monferrato e Roero nelle otto settimane di evento, provenienti da tutta Italia e da oltre 15 Paesi del mondo, dai mercati europei di prossimità ai più lontani come Russia, Australia, Israele, Cina e Stati Uniti a testimonianza di grandi testate come TF1 France, REN Tv – Russian Tv Channels, Cnn e Usa Today. Il Molise fa parlare di sé all’estero perché è costretto a pagare persone per portarle sul proprio territorio.

Precedente Bagnoli del Trigno (Is) si prepara al Natale Successivo Spreco alimentare, a Roma protagonista il progetto “Rimpiattino”