Toma-Fontana ultimi per gradimento: continua l’asse Lombardia-Molise…

Nei giorni scorsi la testata on-line “Affaritaliani” ha pubblicato i risultati di un sondaggio sul gradimento per i governatori italiani, effettuato tra il 15 e 18 maggio 2020 da Romatre su un campione rappresentativo della popolazione italiana.

Il “più amato dagli italiani” è risultato il veneto Luca Zaia, premiato sia tra i residenti in Veneto sia considerando l’intera popolazione italiana. Al secondo posto il presidente della Campania, Vincenzo De Luca. Al terzo posto il neoconfermato Stefano Bonaccini, Emilia-Romagna.

E’ vero che il peso mediatico gioca a favore della popolarità di alcuni presidenti rispetto ad altri (si pensi al “re dei social” De Luca), specie in quest’epoca di Covid-19 in cui le Regioni hanno avuto un ruolo enorme nella gestione dell’emergenza. In fondo Zaia e De Luca godono anche dei risultati ottenuti nella lotta al virus. Ma ciò non può costituire una giustificazione per Donato Toma, precipitato al penultimo posto, solo prima del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, con i numeri davvero spaventosi per la pandemia nella sua regione.

L’aspetto che dovrebbe imbarazzare maggiormente gli amministratori molisani è che i governatori della più piccola regione del Mezzogiorno, che potrebbe addirittura giovarsi delle sue dimensioni ridotte, finiscono sempre in fondo alla classifica. Destra o sinistra non cambia. Iorio, Frattura e Toma, stessa parabola.

Si potrà dire: scarso ricambio umano in una regione da 300mila residenti, in cui un governatore finisce per contare meno di un presidente di municipio a Roma. Verissimo. Ma perché il Molise non riesce quasi mai a fornire una prova di esempio positivo, specie in ambito amministrativo, a livello nazionale?

C’è anche un problema di ambizione soffocata e di scarsa visibilità per i numeri uno della Regione. L’altro ieri Il Corriere della Sera ha ospitato numerosi governatori, con tanto di foto, in un paginone dedicato alle riaperture: il Molise era naturalmente assente. Eppure la negatività – davvero inaspettata – che persino il Covid-19 è riuscito ad assicurare al territorio molisano (l’unico senza data di previsione per i contagi zero, dopo l’ormai celebre funerale di Campobasso) è passata sulle teste dei molisani senza il benché minimo tentativo di trasformare una disgrazia in un’opportunità, ad esempio invitando lombardi e umbri (sulla stessa barca del “moderatamente pericoloso” secondo gli esperti) a fare le vacanze in Molise, a fronte di chi alza i muri. Organizzando e gestendo al meglio i flussi, in sicurezza, si sarebbe potuto contare su un bacino potenzialmente enorme e di livello per provare a rilanciare un’economia regionale sempre più alla canna del gas. Invece tutto è fermo. Chi ha la pancia piena non si muove, recita un antico proverbio. Lombardia e Molise, questa volta, sono accomunati dagli ultimi posti in classifica per gradimento dei propri governatori. Che bel gemellaggio.

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