Vaccini e categorie: più di qualcosa non va

Perché nel nostro Paese si riesce (dolosamente) a complicare anche le cose più semplici? La risposta potrebbe essere implicita nella domanda: semplicemente perché c’è sempre chi vuole fare il furbo e, trovando facilmente le corsie preferenziali, finisce per danneggiare tutti gli altri.

Da un anno ci ripetono che il Covid è deleterio principalmente per le persone più anziane. L’età media dei deceduti è intorno agli 80 anni. Logica e spirito solidale vorrebbero che, in modo estremamente lineare, una campagna vaccinale procedesse per età, con la sola eccezione del personale sanitario. Invece, leggendo i numeri, c’è da sdegnarsi e non poco.

Rispetto a quasi nove milioni di somministrazioni, gli over 80 ne hanno ricevute meno di un terzo, cioè 2,7 milioni. Quasi 3 milioni sono andate agli operatori sanitari. C’è un altro mezzo milione di ospiti delle Rsa, evidentemente al di fuori degli over 80. Ed il resto?

Quasi un milione di dosi sono finite ai professori, con la maggior parte di istituti scolastici e università chiusi. Non è chiaro perché ai docenti sì, ma agli studenti sopra i 16 anni no, fascia d’età che sta sempre in giro. Circa 216mila dosi sono andate al personale delle forze armate. Restano fuori dal conto quasi un milione e mezzo di dosi, tra “altro” e “personale non sanitario”. Chi sono queste persone incluse in “altro”? Per caso, gli avvocati, i giornalisti, alcuni dipendenti pubblici, i vari Scanzi “riservisti” dell’ultimo minuto, ecc.?

In questi giorni proseguiamo nel leggere di rappresentanti di categorie che continuano ad avanzare richieste perché vengano vaccinati i propri iscritti, appunto i giornalisti, gli avvocati, persino il personale turistico. E perché no le cassiere, gli istruttori di scuola guida, i negozianti e via di questo passo?

Fatto sta che centinaia di migliaia di over 80 sono ancora senza vaccino. Quasi tutti gli over 70 sono senza vaccino. Ed a riempire ospedali, terapie intensive e, purtroppo, anche camere mortuarie sono soprattutto loro. Non sarebbe stato giusto, salvo qualche eccezione – in primis il personale sanitario – vaccinare subito tutti gli anziani, procedendo ad esempio per anno di nascita?

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