Vaccini, la pratica dei saltafile in Molise

L’inchiesta di Piazza Pulita sui furbetti del vaccino ha infilzato il “Sistema Patriciello” e il sistema sanitario regionale ma ha graziato – forse per carità di patria – l’Ordine dei Giornalisti del Molise e il suo neo-presidente che si è penosamente incartato in una tragicomica e vittimistica  vicenda.

Il 10 marzo Vincenzo Cimino ha infatti pubblicato sul sito dell’Ordine un incendiario articolo di cronaca (Gravissimo episodio nel pieno centro di Isernia: vittima il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise) dove la vittima denuncia in stile da mattinale di polizia di aver subìto un mattutino agguato a mano armata (di microfono) da una troupe de La 7”, cioè da una giornalista e un cameraman, che lo hanno “accerchiato senza mascherina e in zona rossa con metodi arroganti e violenti” e tempestato “di domande alle quali non avevo obbligo di replicare, anche perché – testuale – non tenuto a conoscere le risposte alle domande poste e malposte”.

Ma quali sono queste domande “poste e malposte” di cui Cimino non si sente tenuto a conoscere le risposte? Mistero fitto, che nella sua rabbiosa autocronaca dei fatti, il presidente dell’Ordine mantiene con un riserbo vai a capire perché assoluto.

Una ipotesi potrebbe essere la richiesta di vaccini per il personale giornalistico da lui avanzata alla Regione Molise con una lettera che si conclude così: “In base a un sommario conteggio, sono certo che 200 dosi siano sufficienti”. Dunque, a parte le certezze sommarie di Cimino, c’è da credere che è proprio su questa richiesta che l’inviata del La 7, Micaela Farrocco, chiedeva delucidazioni “malposte” .

Da ricordare che tre giorni prima che il Presidente Mattarella rispettasse il suo turno di vaccinazione, un giornalista autorevole come Enrico Mentana condannava i colleghi che “entrano nel novero dei “salta file”, quegli stessi che denunciamo ogni giorno” e reclamava coerenza, ”altrimenti andiamo a chiedere scusa a Schettino”.

Piazza pulita patriciello

Ignoro le dinamiche interne dell’OdG Molise, dal quale mi sono felicemente allontanato, qualcosa però dev’essere successo in termini di resipiscenza se sul sito è apparso ieri un comunicato che se non è una sconfessione di Cimino, ne ha tutta l’aria.

Inizia così: “Dopo una più attenta riflessione, a 24 ore dal precedente comunicato, l’Odg Molise intende precisare alcune precedenti affermazioni nel doveroso rispetto della dignità delle persone. E’ necessario smorzare i toni di una vicenda che si inserisce in un contesto che da un anno vede tutti impegnati su più fronti a difendersi dalla pandemia che ha modificato in maniera radicale le nostre vite…”

Postilla – Apprendo in questo momento di un duro comunicato di condanna da parte dell’Associazione stampa molisana. Coerenza vorrebbe che Vincenzo Cimino rassegnasse la sue dimissioni.

(Giuseppe Tabasso)


Il comunicato dell’Assostampa Molise

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dato al Paese una lezione umana e di stile in occasione della vaccinazione contro il Covid-19. Il Capo dello Stato, tra l’altro anche capo delle forze armate, ha aspettato il suo turno, perfino in ospedale. L’episodio, è la migliore risposta ai tanti italiani, furbetti e questuanti di privilegi, che saltano la fila.  

L’occasione è utile anche per ricordare che la Legge non consente ai giornalisti di accorpare le funzioni di comunicatore, pubblico o privato, e la libera professione. Le incompatibilità, chiunque ne sia portatore, deve rimuoverle, immediatamente, pena l’attivazione del Consiglio di disciplina e di altri percorsi amministrativi del nostro ordinamento. Agli organismi preposti, tra cui l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, poi spetteranno le opportune valutazioni sui casi emersi.

L’Associazione della stampa è grata, infine, ai colleghi locali e nazionali impegnati a informare puntualmente i cittadini. E’ grazie agli approfondimenti, alle inchieste, alla caparbietà e alla professionalità dei giornalisti che si aprono gli squarci su vicende torbide e la comunità è correttamente messa al corrente dei fatti. Fare domande è il nostro mestiere, porgere un microfono è un nostro dovere e questo non significa aggredire l’interlocutore. Chi la pensa in modo diverso, non riconosce i canoni fondamentali della professione o ha qualcosa da nascondere.

La trasparenza che ogni giorno reclamiamo per gli altri, dobbiamo essere i primi a esercitarla, senza se e senza ma.

Campobasso, 12 marzo 2021

 Il Consiglio direttivo ASM

Associazione della stampa del Molise

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