Vittoria racconta l’esperienza di un anno di studio all’estero

Un anno di esperienza all’estero per i ragazzi del quarto anno della scuola superiore. Un’opportunità formativa importante sia per l’acquisizione di una lingua – oggi sempre più importante – sia soprattutto per rafforzare una mentalità aperta verso gli altri e verso il mondo intero.

Vittoria è reduce da un’esperienza di IV anno all’estero nel distretto di Burnaby, in Canada. L’ha fatta grazie ad MB Scambi Culturali, tour operator nato nel 1986 per rispondere proprio all’esigenza di professionalità nella formazione linguistica all’estero.

Per Vittoria un punto di partenza fondamentale per la sua carriera perché le ha permesso di concludere il IV anno in Canada conseguendo il diploma e volare direttamente in Inghilterra, laureandosi in Fisioterapia. Attualmente Vittoria lavora in un Centro di ricerca medica di Londra come fisioterapista. L’abbiamo intervistata durante l’Orientation, quando si era appena laureata in Inghilterra.

– Ci può parlare della sua esperienza di anno scolastico all’estero?

“Ho frequentato la IV superiore in Canada, e alla fine sono partita direttamente per l’Inghilterra, dove ho intrapreso il mio percorso di studi universitario di tre anni in Fisioterapia, che ho appena completato. Quindi il mio percorso è stato un po’ speciale perché ho saltato la V superiore, ho deciso di prendere il diploma lì senza tornare al liceo qui in Italia”.

– Come ricorda l’inizio di questa esperienza?

“Inizialmente avevo un po’ di paura, non ero sicura della mia scelta, pensavo di finire troppo presto, di iniziare troppo in anticipo l’università, e sentirmi un po’ anche ‘ignorante’ da certi punti di vista. In realtà adesso che ho finito, che sono laureata, non mi pento di assolutamente niente, non mi manca nulla, e sono molto contenta. E’ un’esperienza che consiglio veramente a tutti, che non è facile certo perché ho passato momenti difficilissimi, tante volte ho avuto voglia di tornare a casa e mi sentivo un po’ quasi imprigionata”.

– Quali pensieri l’hanno aiutata nei momenti di difficoltà?

“Prima di tutto la responsabilità che avevo sulle spalle, i miei genitori hanno faticato tanto per mandarmi all’estero, ha un costo notevole per tutti quanti, questo è stato il primo pensiero che mi ha tenuta lì; e poi la mia voglia di finire, avevo una voglia pazzesca. Ho scoperto dopo due mesi ch’ero lì che avrei potuto prendere il diploma in Canada, e lì è nato il mio vero obiettivo, ho pensato ‘lì devo arrivare, e lì arrivo’. Ti costruisci una piccola realtà in questo mondo gigantesco, inizi ad avere le tue piccole abitudini giornaliere con la tua host family, con la scuola, inizi a farti la tua piccola cerchia di amici, e i giorni vanno avanti e nemmeno te ne accorgi”.

– Quale consiglio daresti ai ragazzi che intendono partire?

“State lontanissimi da tutti gli italiani, proprio evitateli [sorride], io sono partita che il mio livello di inglese era zero, e penso che gran parte della mia esperienza sia dovuta al fatto di averli evitati tutti, e questo è il primo consiglio che do…”.

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