Elio vola e conquista la platea

The actors Elio Germano (Oscar) and Silvia D’Amico (Agata) acting during a scene L’uomo senza gravità, director Marco Bonfanti, Dop Michele D’Attanasio. Italy-Belgium 2019

Forche Caudine alla proiezione del film “L’uomo senza gravità”, la favola moderna di Marco Bonfanti con uno straordinario Germano

ROMA – Una folla raccolta e allegra di camminatori si è radunata ieri sera al cinema Intrastevere per assistere alla proiezione del film “L’uomo senza gravità” del regista Marco Bonfanti che vede protagonista Elio Germano.

E’ stato il papà Giovanni, ideatore del “Cammina, Molise!”, originario di Duronia, a convocare gli amici romani per una rimpatriata, questa volta culturale.

L’occasione è davvero speciale: sul grande schermo arriva il nuovo film dell’attore romano (impegnato in questi giorni con le riprese di un film a Malta).

La storia è originale (e il film carico di poesia), racconta di un bambino dotato di un potere speciale, come quello di un supereroe, che gli impedisce di stare con i piedi per terra. Oscar resiste alla forza di gravità, vola.

Anche con il cordone ombelicale ancora attaccato alla madre che lo vede come un angelo arrivato nella sua vita quando aveva ormai quasi perso le speranze. Accudito amorevolmente dalla mamma (che non sa dare un nome e un volto al padre del bambino) e dalla nonna Alina che lo vuole proteggere dal mondo esterno e dai pettegolezzi del piccolo paesino di montagna, Oscar cresce nascosto da tutti per molti, molti anni. Solo Agata, una bambina sveglia e impertinente, riuscirà a scoprire il segreto, che Oscar rivelerà in età più adulta, stanco di portare il peso (dello zaino) e di un potere che lo isola rendendolo infelice. Per Agata – che s’incanta quando Raffaella Carrà canta “Scranda la mela” – Oscar è come Batman, che vola e deve riacciuffare per i piedi ogni volta che si sfila l’Invicta rosa (che lei gli dona per tenerlo giù) da cui il ragazzo non si separerà fino a quarantacinque anni. Ma la felicità è illusoria anche quando, rivelando le sue capacità sovrannaturali, arrivano soldi e successo.

Oscar sogna una vita normale e ritorna al paesino per lavorare in un albergo a ore. É qui che incontra di nuovo Agata, la bimba dagli occhi grandi, l’unica donna che gli ha fatto battere il cuore. La favola – perché di favola si tratta – dura un’ora e mezza. Che fluttua via leggera, come Oscar sul soffitto.

(Ida Santilli)

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