Abruzzo-Molise: barlumi di ripresa dopo un anno da dimenticare



di Giuseppe De Lucia Lumeno*
È stato un anno davvero difficile per l’economia e la popolazione di Abruzzo e Molise: alla difficile congiuntura economica del 2009, si è infatti aggiunto, per la popolazione abruzzese, il dramma del terremoto che, nel mese di aprile dello scorso anno, ha messo in ginocchio non solo l’economia ma anche i progetti e le speranze della popolazione.Dal punto di vista economico, in Abruzzo, le ripercussioni negative si sono fatte sentire specialmente sul Pil e sulle esportazioni, come confermano i dati dell’Istat, crollati nel 2009 rispettivamente del 6% e del 29,7%.Anche nei singoli comparti industriali il primo trimestre del 2009 è stato all’insegna di un evidente peggioramento, con i principali indicatori economici che hanno continuato a manifestare consistenti diminuzioni rispetto all’ultimo trimestre del 2008. Infatti, sono risultati negativi tutti i segnali provenienti dall’economia regionale, tra cui la produzione industriale, che ha registrato un calo del 14% rispetto al primo trimestre 2008 (-6,6% rispetto al trimestre precedente) e gli ordinativi provenienti sia dal mercato nazionale che da quello estero sono risultati in netto decremento (per entrambi -13,8% rispetto al 2008).
Tuttavia, dopo la forte e comprensibile contrazione registrata nell’ultimo trimestre 2008 e nel primo trimestre 2009, nel periodo aprile-giugno, la situazione economica complessiva nell’area comincia a evidenziare segni di ripresa. I dati più recenti indicano che, dopo un periodo caratterizzato da un andamento decrescente dei principali indici, il sistema manifatturiero regionale ha mostrato segnali di ripresa, quantificabile in un sostanziale recupero sia in termini di produzione (+5,85%) che di fatturato (+3,3%) rispetto al primo trimestre 2009.
Anche i dati economici relativi al Molise hanno fatto registrare nel 2009 un abbassamento del Pil tra il 4 e 5%. Tutti i settori produttivi hanno risentito delle difficoltà con la conseguente riduzione dei consumi delle famiglie la progressiva diminuzione degli investimenti da parte delle imprese, unito al drastico calo delle esportazioni. Le difficoltà incontrate dall’industria manifatturiera e dal suo indotto, hanno fatto cadere la domanda in numerosi comparti produttivi (la moda in primis), aumentando i disagi nell’intera filiera. In calo anche il settore agricolo, con prodotti tipici del territorio molisano come il frumento e la barbabietola da zucchero, la cui produzione si è contratta rispettivamente del 49,1% e dell’81,3%.In questo quadro economico ancora incerto, tuttavia le Banche Popolari hanno dimostrato ancora una volta la loro attenzione al tessuto produttivo di entrambe le regioni, incrementando gli impieghi verso la loro clientela.
Con 209 sportelli dislocati sul territorio, il Credito Popolare rappresenta nell’area il 25% del sistema bancario e la quota dei prestiti erogati in queste regioni è pari al 26%. In particolare, il totale complessivo dei finanziamenti è cresciuto dell’1,8 % a marzo 2010, in aumento significativo rispetto al dato di Sistema (+1,2% di dicembre 2009).Nel dettaglio, la salita degli impieghi ha riguardato le imprese pubbliche (+19,7%), le PMI (+1%) e le famiglie (+12,2%), dimostrando ancora una volta la capacità di sostenere un tessuto produttivo indebolito da un disastroso evento naturale e che ha la necessità di potersi risollevare rapidamente per raggiungere stabilità. Una positività di intenti evidenziata anche dalla crescita della raccolta patrimoniale dello stesso mese di marzo (+6,3%) e che rende salda la fiducia fra Banche Popolari e risparmiatori, che sanno così di poter contare su banche solide, affidabili e che hanno a cuore il raggiungimento di una maggiore serenità economica. D’altronde le Banche della Categoria hanno da sempre privilegiato i rapporti diretti con gli stakeholder, interessandosi ovviamente ai bilanci, ma soprattutto aprendo un dialogo costruttivo con le “persone”, condividendo con loro i progetti e infondendo loro la sicurezza di poter contare su banche del territorio in grado di soddisfare le esigenze della clientela e di valorizzare il tessuto produttivo.
Una scelta, quella delle Popolari, che si è sviluppata in maniera costante, rispettando quella che, per statuto e per vocazione, rappresenta la mission della Categoria, che fa coincidere i valori peculiari della solidarietà e della prossimità con quelli di una Banca vicina alle esigenze della clientela, sviluppando iniziative sempre più concrete per sostenere l’economia reale.
(* Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari – 23 giugno 2010 – L’Occidentale e Forche Caudine)

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