Perché Berlusconi è intramontabile

Ovviamente può incontrare le simpatie o le antipatie della gente, ma certo stupisce che Silvio Berlusconi, 84 anni compiuti, resti uno dei protagonisti della politica italiana, continuando a far parlare di sé. Ora il dibattito che lo riguarda è sull’eventualità o meno di aderire alla sua proposta di includere Forza Italia nell’area di governo.

Non si può dimenticare che Berlusconi per anni – a torto o a ragione – è stato esecrato da numerosi apparati della parte politica a lui avversa e da ampi settori della magistratura. Ci sono persino giornali e programmi televisivi che hanno fatto le loro fortune demonizzando costantemente l’ex premier quale fonte di tutte le disgrazie del nostro Paese.

Oggi, sarà per l’età ormai canuta che assicura atteggiamenti più benevoli dagli avversari o per la rivalutazione delle “ricette moderate” offerte da Forza Italia in questo periodo, di fatto a Berlusconi persino molti progressisti guardano con benignità. Addirittura la sua tumultuosa estromissione dal governo nel 2011, non a causa delle urne ma per oscure manovre di Palazzo (con connivenze comunitarie e finanziarie) viene riletta con meno livore da quegli stessi che festeggiarono davanti al Quirinale. Del resto, quell’uscita di scena appare davvero all’acqua di rose considerato quello che sta facendo la sua controfigura americana, non accettando il verdetto democratico delle elezioni.

Insomma, a Berlusconi si perdonano sempre più peccati, non solo da sinistra, ma persino da destra, in primis quello di non aver saputo imprimere una svolta davvero liberale al nostro Paese, occupandosi di ben altro.

Già alle scorse elezioni europee, temendo l’onda della destra “dura e pura” di Salvini & Meloni (che in effetti c’è stata), Forza Italia è stata vista anche in area progressista come l’unico argine al sovranismo e all’euroscetticismo. Insomma, un inedito “Meno male che Silvio c’è” è risuonato in ambienti davvero inaspettati, auspicando una destra moderata e liberale contrapposta ad un centrosinistra spiazzato dalla lunga onda leghista.

Nemmeno l’autogol del Salvini estivo, che ha lasciato campo aperto al difficile matrimonio tra grillini e Pd, ha ridimensionato le quote del Cavaliere..

Emblematica l’intervista di Fabio Fazio nei giorni scorsi, in cui l’ex premier ha parlato da statista, defilandosi dai due compagni di coalizione (ad esempio sull’immigrazione e sull’Europa) e mettendo sul tappeto tematiche e proposte che hanno avuto l’endorsement di vasti ambienti. Persino Goffredo Bettini, eurodeputato del Pd e storico burattinaio della politica romana (importante il suo apporto per il governo giallorosso), ha scritto una lettera al direttore del Corriere della Sera – pubblicata in prima pagina – dove sostiene che per affrontare la seconda ondata occorre chiamare le energie migliori al governo, e va quindi raccolto il segnale di Forza Italia.

Il Cavaliere, insomma, nonostante sia da tempo all’opposizione, resta strategico nel muovere il quadro politico. Attenzione, però. Nonostante le aperture all’area governativa, direbbe no ad un esecutivo così com’è, con i grillini che non ha mai sofferto per la pochezza culturale e professionale, ma nemmeno con un Pd che comunque rappresenta l’erede di quei “comunisti” che ha sempre denigrato. Tuttavia i voti della formazione di Berlusconi sono sempre più importanti e non a caso sono stati utili per tanti provvedimenti economici di questi ultimi mesi.

In fondo anche le dimissioni dall’ospedale San Raffaele a Milano, lo scorso 14 settembre, dopo la degenza per il Covid, hanno restituito un protagonista che non ha perso la sua forza, ad esempio sottolineando di essere stato colpito da una carica virale come “in ospedale ne hanno viste poche”.

Certo, stupisce che la sinistra arruoli tra i nuovi idoli Berlusconi e il Papa. Ma il mondo va così.

(Domenico Mamone)

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