LINA PIETRAVALLE



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Lina Pietravalle, scrittrice, nasce a Fasano (Brindisi) nel 1887 da un medico molisano di Salcito (Campobasso), Michele, deputato al Parlamento e autore di opere scientifiche.
Viene educata a Torino ma mantiene sempre i contatti con il Molise, vivendo a Salcito nei periodi estivi e entrando in contatto con il mondo molisano che entrerà in molte delle sue opere letterarie.
Dopo le prime nozze con il giornalista Pasquale Nonno, sposa il fratello di Riccardo Baccelli, Giorgio, che muore in Russia nel 1942; subito dopo perde anche l’unico figlio Lionello.
Inizia la sua attività di scrittrice in contatto con le maggiori case editrici nazionali; nel contempo si dedica ad una intensa attività giornalistica con i più importanti quotidiani del centro-sud (“Il Mattino”, “Il Tempo”, “Il Messaggero”, “Il Roma”) sui quali pubblica elzeviri e racconti.
Con Mondatori inizia una collaborazione che durerà sei anni; il primo romanzo, “I racconti della terra”, è pubblicato da Mondadori nel 1924, seguito da “Il fatterello” nel 1928, “Catene” nel 1929 e “Storie di paese” nel 1930. Con Bompiani pubblica, nel 1932, “Marcia nuziale”.
Muore a Napoli nel 1956.
“Dotata di una spontanea vena narrativa anche se estranea alle correnti letterarie più avanzate del suo tempo, si ispira in molte sue opere alla terra molisana che rappresenta con sensibilità neoromantica, con un gusto decadente impregnato di tratti veristici… emerge un Molise barbarico e primitivo, scosso da passioni erotiche e sanguinarie, reso con originale espressivismo linguistico. Talvolta invece prevale il tono umoristico e memoriale, di ispirazione autobiografica” (Martelli-Faralli).

(Giampiero Castellotti)

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