Coesistenza uomo-carnivori: convegno ad Alvito

foto Museo della transumanza di Villetta Barrea

Quali sono le conseguenze del ritorno dei grandi predatori selvatici nelle montagne italiane? Come conciliare, attraverso un percorso condiviso, le attività tradizionali di montagna (pastorizia, allevamento e apicoltura) con le esigenze della natura che chiede i suoi spazi?

Conoscere, riflettere e cogliere la grande valenza della convivenza millenaria e mai interrotta con i grandi carnivori nei territori appenninici del centro e del sud Italia è l’obiettivo del convegno “La coesistenza millenaria tra uomo e grandi carnivori nell’Appennino centro-meridionale”. Una giornata nazionale di studio dedicata ai Soci Cai che il Gruppo Grandi Carnivori del Club alpino italiano organizza sabato 16 ottobre ad Alvito (Frosinone), presso il Teatro Ducale (inizio dei lavori alle 8.30).

Dopo i saluti del vicepresidente generale del Cai Francesco Carrer e del componente del Comitato direttivo centrale Gian Paolo Boscariol, interverranno il referente nazionale del Gruppo Grandi Carnivori Davide Berton e i rappresentanti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dell’Unione operativa semplice dipartimentale Fauna Selvatica e Monitoraggio Ambientale dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL1 Abruzzo). Porteranno inoltre la propria testimonianza i guardiaparco impegnati sul campo nella tutela dei grandi predatori, i rappresentanti dei pastori e dell’Associazione Salviamo l’Orso.

«Intendiamo favorire il dialogo e il confronto fra interessi potenzialmente conflittuali, quelli dell’uomo e della fauna selvatica, senza contrapporre in maniera aprioristica scelte e visioni di parte», afferma Davide Berton. «Il tutto evitando di enfatizzare singoli episodi che, in nome dell’amore per questi animali, spesso hanno come conseguenza scelte, visioni e reazioni antitetiche tra alcune zone delle Alpi e quelle degli Appennini».

Il convegno si propone dunque di arrivare all’essenza di come l’uomo – pur con difficoltà, rinunce e una cultura radicata di contatto diretto e ininterrotto con animali selvatici importanti e impattanti – riesca ancor oggi a vivere in un equilibrio che permette una millenaria coesistenza.«Informazioni ed esperienze fondamentali per poter capire quale strada percorrere nelle zone dove tutt’ora il conflitto è ancora aspro ed acceso», conclude Berton.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio di Cai Cassino, Comitato scientifico centrale Cai, Commissione centrale tutela ambiente montano Cai, Gruppi regionali Cai di Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Marche e Umbria, Regione Lazio, Comune di Alvito, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Associazione Salviamo l’Orso.

Precedente Museo di Termoli: mostra di Nico Angiuli Successivo Storie di un’infanzia rubata nel libro della molisana Rita Frattolillo