Il duplice oltraggio a Bongusto/ Chi ha inferto i colpi al cuore dei suoi fan?

Spaccare le corde della bronzea chitarra imbracciata da Fred Bongusto, non è soltanto un orribile oltraggio arrecato – per ben due volte – alla statua che gli dedicato la sua città natale. Per tutti i suoi fan italiani e per tutti noi vecchi e giovani concittadini e corregionali è stato e rimane un colpo in fondo al cuore. A fundo cordis, per dirla nel latino che gemella cuore e corde di chitarra.

Offendere la memoria di un cittadino celebre e amato come Bongusto, è lo stesso che deturpare la statua di Jacovitti a Termoli, di Totò a Napoli o di Verdi a Milano.

E’ vero che in mezzo mondo è andato recentemente di moda il vilipendio marmoreo di personaggi memorabili, tutti però a causa di comportamenti razzisti o sessisti verso i quali il nostro amato Fred ha sempre mantenuto una siderale distanza civica e umana.

E allora perché mai questo accanimento così aberrante? E soprattutto perché mai ripetuto due volte? A quali possibili spiegazioni possiamo dunque attaccarci?

Forse dovute a banali stati di ubriachezza? Ad atti di vandalismo fine a se stessi? A balorde irrazionalità giovanili o senili? A sfoghi di incalliti protestatari o addirittura a ossessioni psichiche di invasati tipo profanatori di tombe e di opere d’arte?

E’ una maledizione finora senza spiegazioni. Chissà che per esorcizzarla non selva introdurre un meccanismo musicale all’interno della statua in modo che, appena toccata, faccia scattare a piena voce una delle top ten di Fred, magari “Doce, doce” per ammansire la barbarie del mondo.

(Giuseppe Tabasso)

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