Lo scienziato Bucci: “Il vaccino russo? Una scatola nera”

Tre vaccini approvati per l’Italia ed il quarto potrebbe essere quello russo. Non mancano già valutazioni differenti tra le varie proposte, con preferenze finora indirizzati principalmente ai due americani.

Sul tema dei vaccini, è intervenuto nelle scorse ore anche lo scienziato Enrico Bucci, adjunct professor presso la Temple University di Philadelphia e consigliere generale dell’associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute.

“Al vaccino russo non c’è nessuna contrarietà, ma è ancora una scatola nera per noi. Non siamo ancora riusciti ad ottenere i dati che stanno dietro ad alcune delle pubblicazioni sul tema. Per quanto riguarda il primo articolo (quello su fase 1 e 2) abbiamo fatto 6 richieste, insieme ad alcuni colleghi di tutto il mondo. Per quello che riguarda il secondo articolo, appena uscito, abbiamo già mandato la prima richiesta di accesso ai dati. Se l’Ema avrà accesso a questi dati e questi saranno sufficienti a formare un giudizio, bene, altrimenti è meglio che rimanga in Russia”.

L’intervento è avvenuto nel corso del webinar “Covid-19. Le proposte dell’associazione Luca Coscioni”, confronto, moderato e condotto dai leader dell’associazione Filomena Gallo, Marco Cappato e il profesor Michele De Luca, disponibile per il riascolto sui suoi canali social Facebook e YouTube.

“L’aumento della capacità produttiva dei vaccini che hanno già dimostrato la loro efficacia dovrebbe essere la strada da seguire. Invece di mettersi a fare tanti vaccini diversi, proviamo a metterci d’accordo per i vaccini che funzionano, chiedendo di aumentare la produzione – ha proseguito il professor Bucci che sul vaccino “italiano” ha commentato: “A parte il metodo con cui si è arrivata a questa identificazione e la confusione di ruoli istituzionali con persone che dovrebbero fare la valutazione che invece sono state coinvolte a tutti gli stadi della discussione, poi si innesca anche il tema del conflitto di interessi per cui tutto questo viene finanziato dall’amministratore delegato di una agenzia pubblica di investimento, che però è anche il commissario che poi dovrà decidere se e come acquistare il vaccino dalla stessa azienda che sta finanziando”.

Sul tema del conflitto che riguarda Domenico Arcuri nei giorni scorsi l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello che in poche ore ha raccolto quasi 4.000 firme. Infatti come è noto il commissario per l’emergenza coronavirus, oltre al mandato di dirigere il piano vaccinale, è allo stesso tempo l’amministratore delegato di Invitalia che ha investito in un’azienda privata italiana – parte di un consorzio internazionale – al lavoro su un vaccino in fase di sperimentazione. L’associazione Luca Coscioni chiede al governo, e allo stesso Arcuri, di risolvere immediatamente il conflitto d’interessi, dimettendosi da uno dei due incarichi palesemente incompatibili.

“L’investimento in Reithera Srl, del quale Invitalia ha appena acquistato il 30 per cento per 81 milioni di euro di soldi pubblici, solleva una serie di dubbi procedurali e questioni di opportunità e segnala un grave conflitto d’interessi – hanno aggiunto nel corso del webinar Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretario e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni.

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