Di Pietro, ancora guai Idv: in Liguria quattro indagati



GENOVA – Ricordate la “pasionaria” dell’Alitalia, la bella Maruska Piredda, ex berlusconiana in quota Cisl ma santificata da Santoro e “intercettata” da Antonio Di Pietro quale candidata dell’Idv alle ultime elezioni europee? Il suo merito più visibile: una fotografia a colori in cui è raggiante e mostra segni di vittoria per la vicenda Alitalia.
Mentre tra qualche settimana potremmo anche vedere se aveva ragione o meno ad esultare, intanto in Liguria – dove nel frattempo è diventata consigliera regionale (pur essendo veneta d’origine sarda, ma le catapulte politiche servono anche a questo) – è finita sotto inchiesta per spese personali con i soldi dei rimborsi. Un po’ quello che è successo nel Lazio ad un consigliere dello stesso partito.
Le accuse? Biancheria intima, cravatte, regali di Natale, cene, viaggi. Persino cibo per gatti. I soldi dati dalla regione al gruppo Idv per spese istituzionali sarebbero finiti (anche) in questa lista di acquisti effettuati dai quattro consiglieri (anche se tre hanno lasciato il partito) che hanno ricevuto un avviso di garanzia. oltre alla bella Piredda, nell’elenco ci sono Nicolò Scialfa, Stefano Quaini e Marylin Fusco, che nel frattempo hanno cambiato bandiera, abbandonando l’ex pm molisano.
La Fusco, già vice presidente della regione, era finita nel mirino della Procura per un’altra inchiesta sui lavori del porto di Ospedaletti (Imperia).
La Piredda, per le Europee, fu scelta scartando altro personale dell’Alitalia, probabilmente più esperto. Un regalo che l’ex poliziotto di Montenero di Bisaccia fece insieme a Stefano Pedica. Ora c’è chi – secondo le accuse – comprano mutandine con i soldi dei rimborsi, mentre il cittadino medio viene messo in mutande. Complimenti Italia (dei valori).

(Pierino Vago)

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