Agricoltura e territorio, possibilità di futuro al Molise



Agricoltura e territorio, possibilità di futuro al Molise

LARINO (CAMPOBASSO) –  L’articolo della scorsa settimana “L’agricoltura cancellata”, con l’invito da me rivolto alle due onorevoli molisane, la De Camillis e la Di Giuseppe (entrambe componenti della commissione agricoltura della Camera), non ha ricevuto alcuna risposta, neanche da parte di rappresentanti delle istituzioni regionali e di quanti hanno a cuore l’agricoltura e non la vogliono vedere sparire per colpa di una crisi pesante che è, prima ancora che economica, culturale.
La cosa non mi meraviglia più di tanto, sapendo i gravosi impegni che hanno i nostri rappresentanti al Parlamento e come, dopo il voto del nuovo Statuto, gli eletti in Regione siano presi dalla necessità di ognuno di mettere una pezza al non senso dell’aumento del numero de consiglieri e degli assessori esterni, per non parlare di quelli che si stanno riscaldando i muscoli per la nuova avventura provinciale.
So bene che la campagna elettorale è già cominciata e ogni giorno che passa serve, non per preparare un programma da porre all’attenzione dell’elettore, ma per contare i possibili avversari e vedere come eliminarli prima ancora di sconfiggerli.
Sarebbe fantastico poter trasformare la campagna elettorale, che durerà l’intero anno, in una grande occasione per mettere al centro del confronto politico-programmatico la situazione grave dell’agricoltura, nel momento in cui c’è più bisogno di questa sua centralità per ridare all’economia il perno che la possa far girare e rilanciare.
In questo senso pongo – quale prioritario interesse di questa nostra Regione – all’attenzione delle forze politiche, tutte nessuna esclusa, il tema agricoltura perché venga sviluppato e reso oggetto delle proposte che si vanno a fare agli elettori in una realtà, quella molisana, che ha il più alto tasso di ruralità e di addetti all’agricoltura.
Un modo per essere propositivi e dare all’ impegno politico il significato della progettualità e della programmazione, partendo da una realtà in grande difficoltà, certamente per scelte politiche dei governi ai vari livelli ma, anche, per responsabilità di tutti,compresi i diretti interessati, visto che tutti ci siamo lasciati coinvolgere dalla cultura dell’abbandono di questa fondamentale attività economica e sociale.
Proverò a rilanciare il mio invito continuando con le riflessioni sull’agricoltura, allargandole anche al territorio, all’ambiente ed al paesaggio per mettere altra carne sul fuoco, con la speranza che qualcuno senta il bisogno di intervenire e di aprire un confronto su questa questione centrale per il futuro.
Serve ricordarlo: l’agricoltura oltre a essere la fonte della nostra alimentazione è la ragione del paesaggio e dell’ambiente, cioè di valori fondamentali per poter pensare alla programmazione di un turismo di qualità che offra opportunità di occupazione e, quindi, di futuro ai nostri giovani.
Intanto voglio ringraziare tutti quelli che, con la pubblicazione dell’articolo all’inizio citato, hanno mostrato di avere a cuore il tema da me sottolineato.

(Pasquale Di Lena)

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