Il più fesso là in mezzo



Il più fesso là in mezzo

All’apice del Terrore, nel tragico tentativo di difendersi durante il processo, Danton pronunciò la frase memorabile “La rivoluzione è come Saturno, divora spietatamente i suoi propri figli”.
I figli del berlusconismo, invece, si divorano tra di loro. Fini contro Bossi, Micciché contro Schifani ed Alfano, Bossi contro Casini, Tremonti contro Bondi (e contro tutti quanti gli altri), i leghisti contro Brunetta, Bocchino contro Brancher e via azzannandosi.
Adesso viene fuori che Caldoro veniva spiato da un suo assessore (tal Sica) per conto terzi: sulla stampa si fa il nome di Cosentino, il mancato Governatore della Campania inseguito da un mandato di custodia cautelare in carcere, prontamente respinto dal Parlamento (www.repubblica.it/cronaca/2010/07/12/news/verdini_caos_campania-5525939/).
Le cronache narrano che “L’uomo ombra voluto dal premier Berlusconi nella giunta Caldoro (Sica, appunto) compare in decine di telefonate mentre, per il giudice, cura l’attività di dossieraggio su uno scandalo sessuale, fatto “di incontri con trans e coperture di camorra”, che avrebbe dovuto mettere fuori gioco Caldoro, insieme con il faccendiere Flavio Carboni, e i “soci” Pasquale Lombardi ed Arcangelo Martino.
Sulla posizione di Nicola Cosentino, il coordinatore Pdl (ed ex sottosegretario al Tesoro NdR] che ascoltava al telefono e vedeva agire la banda, invece, si attendono ulteriori valutazioni.
Insomma, se quanto riportato sui giornali è attendibile, Berlusconi ha indicato Caldoro come candidato Governatore della Campania e poi una volta questi ha vinto le elezioni, gli ha messo in Giunta uno che spia il Governatore complottando un ricatto. E quando è costretto a dimettersi nell’incontro con Caldoro, Sica si giustifica così: “Guarda che io sono il più fesso, là in mezzo”.
A noi, spero, sia concesso dubitarne.

(Fabio Scacciavillani)

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