Sodalizio imperfetto



E poi dicono che nel Mezzogiorno non ci sia spirito di iniziativa, di associazione e soprattutto di cooperazione. Ad Enna, ad esempio, provincia abbastanza defilata rispetto alle cronache nazionali, ben settantaquattro titolari di imprese sono riusciti a mettersi d’accordo su come controllare la quasi totalità degli appalti pubblici assegnati nella provincia siciliana. Secondo le accuse, sono riusciti a mettere le mani su quasi una cinquantina di bandi soltanto tra il 2000 e il 2003 (ma gli inquirenti stanno indagando su un numero più che doppio). Virtù da sodalizio.
Mentre Michael Schumacher inaugurava il nuovo millennio facendo suoi numerosi gran premi di formula uno, il gruppo vinceva tutte le gare pubbliche con ribassi prossimi allo zero, creando “grave nocumento” (come si dice in questi casi) alle stazioni appaltanti nonché l’esclusione di quelle imprese talmente individualiste da rimanere estranee al proficuo patto criminale. Le società “amiche”, in sostanza, partecipavano in massa alle gare di appalto presentando offerte con una soglia di ribasso talmente anomalo da far escludere quasi tutte le imprese concorrenti.
L’allegra brigata è andata d’amore e d’accordo non per pochi giorni ma da diversi anni. Nel segno del “cartello” e di un chiaro obiettivo comune: vincere il bando, aggiudicarsi i lavori e incassare. Oltre otto milioni di euro, secondo i primi accertamenti.
Ci sono voluti ben due anni di indagini per scoprire questa intraprendente confraternita di imprenditori, scaltri nel farsi vivi presso un bel po’ di municipi della zona, la stessa Provincia, l’immancabile azienda sanitaria locale e perfino il genio civile di Enna a furia di marche da bollo e di graduatorie.
Chissà se per la formula scientifica alla base dei propri successi si siano ispirati al professor Furio Honsell, il matematico alla coorte televisiva di Fazio Fazio. Certo hanno applicato in modo molto pragmatico le scienze matematiche, riuscendo a piazzare una delle proprie ditte nella media delle offerte, così come recita la legge siciliana. Del resto, fatta la norma trovato l’inganno.
Ma anche gli inquirenti sono stati bravi nell’interpretare le logiche progressioni matematiche applicate dalla congrega di imprenditori siciliani, abile nell’inserire differenze quasi costanti tra una ditta e l’altra ma meno efficienti nello scegliersi diverse agenzie di assicurazione per la stipula delle polizze fidejussorie o nel differenziare l’impostazione computerizzata delle buste e dei documenti per gli appalti. Ora le carte sono davvero tutte uguali: quelle dell’autorità giudiziaria con i provvedimenti di custodia cautelare nelle case circondariali di Enna, Piazza Armerina, Caltanissetta, Caltagirone e Catania. Un tour carcerario della Sicilia che conferma l’utopia del delitto perfetto.

(Giampiero Castellotti)

<div class="

Precedente Disunione contro Unione (Le amministrative a Roma) Successivo La democrazia non esprime la volontà del popolo