Il ritorno degli zombie



Con un’intervista al Corriere, lo zombie Veltroni emerge dalla sua tomba politica. E’ un cadavere ma non lo sa, non si rassegna, cerca di sentirsi vivo ghermendo qualche organismo ancora vitale. Del resto fuori dalla casta che futuro avrebbe? Nemmeno salendo sulle gru troverebbe un lavoro.
Lo stesso destino colse lo zombie D’Alema (lui aveva deciso per un loculo politico in America dove non mise mai piede, come Veltroni non ha mai messo piede stabilmente in Africa) e lo stesso hanno fatto lo zombie Rutelli che adesso si aggira in un cimitero tutto suo senza nemmeno un crisantemo.
Sono sicuro che si autoriesumerà anche lo zombie Franceschini (e chi lo sa? forse anche Marrazzo) così come è risorta la zombie Finocchiaro dopo la batosta elettorale in Sicilia che avrebbe costituito una sepolture per chiunque.
Per il momento giacciono in un limbo tormentato solo gli zombie Bertinotti e Pecoraro Scanio, ma date tempo al tempo, toneranno ad agitarsi come già fanno Diliberto e Ferrero e persino De Mita.
Dall’intervista di Veltroni piena di velate minacce buoniste tipo “Bersani ha solo il 53%” (quindi se non ho i posti che mi spettano lo martorio ogni giorno), si evince una caratteristica che distingue gli zombie veri da quelli di celluloide di Romero. Infatti nel film gli zombies attaccavano solo gli umani, nella realtà italiana si azzannano anche tra di loro. Lo zombie Bersani si goda la tregua…..

(Fabio Scacciavillani – 17 novembre 2009)

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