Caos mobilità a San Giovanni: ecco perché non è un problema “locale”

La rivoluzione della mobilità a San Giovanni è emblematica della gestione del bene comune senza valutare le esigenze dei cittadini residenti, coloro che subiscono in modo più diretto i provvedimenti calati dall’alto e continuamente “ricalibrati” per gli evidenti errori di programmazione, come del resto ha ammesso la stessa sindaca Raggi con la sua presenza in zona.

Via Monza, “autostrada” a quattro corsie

A fronte dell’obiettivo conclusivo di sbarrare al traffico automobilistico 100 metri di viale Castrense, ufficialmente per “salvaguardare le Mura” (in realtà a Roma ci sono 14 chilometri di Mura Aureliane, quasi tutte ignorate benché “preda” del traffico), ma forse per altre motivazioni recondite, a San Giovanni si sta assistendo a soluzioni decisamente “originali” che, al di là della specificità dell’intervento, confermano tutta la retorica della “transizione ecologica” a fronte di ben altro.

Ciò che emerge, infatti, è l’esigenza di far scorrere più possibile un traffico veicolare fortemente incanalato in poche strade trasformate in autostrade a senso unico (via Taranto, via La Spezia), addirittura a quattro corsie in stile statunitense (via Monza) a fronte della forte penalizzazione dei pedoni, a cui ad esempio sono stati annullati addirittura gli attraversamenti semaforici (via Nola).

Paline Enel “isolate” a via Matera

Tra le originalità, anche una tranquilla e piccola strada – via Pozzuoli – trasformata in un cervellotico doppio senso di circolazione “all’inglese”, con impossibilità di sosta nonostante le recriminazioni di condomini a cui sarà negato persino un ordinario trasloco. In questo “budello” dovranno transitare ben due linee di autobus, il 51 e il 77.

Una matrice luddista più che ecologista è probabilmente alla base della falcidia di un centinaio di parcheggi, compresi quelli per portatori di handicap e di gestanti, ma anche – viva l’ambientalismo – di paline per la ricarica di veicoli elettrici (come in via Matera). Bizzarro lo spostamento di strisce pedonali in piazza Asti per far posto alla corsia ciclabile, “zebre” ora poste con una piazzola di rialzo nel centro, alla faccia dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Ciliegina sulla torta: le continue trasformazioni sono soprattutto esose. I tanti travertini sistemati con l’apertura della stazione metro C di San Giovanni sono stati divelti per far posto a quelli nuovi. Così la continua ritinteggiatura della segnaletica via via aggiornata.

Strisce pedonali con gradino in piazza Asti

Il risultato finale è quello di aver scontentato tutti. Basta parlare con i cittadini residenti per rendersene conto. Forse solo gli amministratori hanno orecchie da mercante.

Via Taranto a senso unico dopo la “rivoluzione” della mobilità a San Giovanni
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