Giusi Petti, l’artista che coniuga suoni e colori

Una concertista di fama internazionale, la cui costante immersione nella storia l’ha portata a dedicarsi anche alla produzione di abiti da scena di tutte le epoche. E’ la vicenda umana e professionale di Giusi Petti, classe 1969, romana con origini molisane di Castellino del Biferno (madre) e Salcito (padre).

Dopo gli studi in violino presso il Conservatorio di Santa Cecilia a Roma e la laurea al Conservatorio Perosi di Campobasso nel 1992, ha cominciato a collaborare con l’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’orchestra sinfonica abruzzese e l’orchestra di musica leggera della Rai di Roma, ricoprendo poi il ruolo di primo violino di spalla nell’orchestra sinfonica di Merano (Bolzano).

Da allora una carriera considerevole che include la collaborazione, come esecutrice, con artisti di fama mondiale, da Andrea Bocelli a Stefania Bonfadelli, da Montserrat Caballé a José Carreras, da Cecilia Gasdia a Severino Gazzelloni, da Rajna Kabaivanska al flautista molisano Angelo Persichilli, anche lui originario di Castellino del Biferno.

Giusi Petti è anche esecutrice di innumerevoli registrazioni di colonne sonore composte per i più celebri film italiani da Stelvio Cipriani, Fabio Frizzi, Nicola Piovani, Stefano Reali, Bruno Zambrini, etc.

Attualmente è primo violino di spalla dell’orchestra lirico-sinfonica Nova Amadeus con la quale svolge intensa attività concertistica in Italia e all’estero.

Tuttavia la violinista di origine molisana ha sempre coltivato un’altra passione, in qualche modo collegata ai concerti che la immergono in atmosfere storiche suggestive: quella per gli abiti da scena. Sin da bambina, Giusi ha ammirato quei vestiti teatrali e, grazie ad un’innata abilità artistica, per gioco ha cominciato a disegnare modelli. La sua esperienza di musicista le ha permesso di osservare da vicino nei più importanti teatri d’Italia e del mondo gli allestimenti delle maggiori opere della musica lirica, occasioni dalle quali ha tratto spunto per crearsi una propria cultura sugli abiti di scena. Poi, spinta anche da chi ha visto quei bozzetti, ha deciso di mettersi in gioco e ha cominciato a dedicarsi alla produzione di abiti da scena di tutte le epoche storiche. In questo nuovo settore ha dato avvio ad una propria produzione artigianale, raffinata e filologica.

Benché forte della sua già buona esperienza pratica nel settore sartoriale sin dai tempi dell’infanzia, nel 2017 ha cominciato a studiare tecnica di taglio e cucito presso l’istituto di moda e design “Le Grand Chic”, seguendo i corsi di Tiziana Berluti, allo scopo di affinare le proprie attitudini. Sono così nati i primi modelli per cantanti lirici, la cui diffusione è stata facilitata dall’esperienza nel settore.

Nel 2016, ad esempio, i suoi abiti sono andati in scena presso la Chiesa St. Paul’s whitin the wall a Roma, in via Nazionale, in occasione della “Rappresentazione di Anima e di Corpo” di Emilio de Cavalieri. L’anno seguente le occasioni sono state ben tre: presso la rappresentazione di “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini a Belluno, la XV edizione di “Opera in piazza” a San Vito al Tagliamento (Pordenone) e per “La Traviata” di Giuseppe Verdi a Palazzo Chigi di Formello (Roma), con replica l’anno seguente nella stessa località per “Il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini.

Quest’anno, tra l’altro, le sue creazioni sono state utilizzate per “Una serata a Vienna” presso il teatro San Giuseppe di Fonte Nuova (Roma).

Giusi Petti, proprio per non sovrapporre le due attività, per il ruolo di stilista ha preso il nome d’arte di “Giusi de l’Armi”.

E i classici “progetti futuri”? Sono in fase di preparazione gli abiti per i cantanti di una nuova opera scritta dal compositore Ermanno Sebastiano in occasione del 500° anniversario della morte di Lucrezia Borgia che cadrà nel 2020. La rappresentazione avverrà a Roma in “prima” mondiale il prossimo anno.

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