Il Molise è “sold out”?

“Il Molise è sold out”. È il titolo, drastico, offerto da un pezzo del Venerdì di Repubblica della scorsa settimana. Il sottotitolo: “Quest’estate la regione ‘cenerentola’ si è ritrovata piena di turisti, e non solo per via del Covid”. Insomma, a leggere “l’elaborato” dedicato alla nostra regione, sembrerebbe che tanto tuonò finché piovve. In effetti il percorso è stato ricco di tappe: il riconoscimento del New York Times che, proprio alla vigilia della pandemia, ha inserito il Molise tra i 52 “places to go”: i soggiorni gratuiti a San Giovanni in Galdo e le case in vendita a pochi euro in diversi borghi e borghetti; il tanto dibattuto reddito di residenza; gli assist di Selvaggia Lucarelli, Lino Banfi e Fabio Quagliarella; il servizio di Licia Colò sul Molise, replicato più volte su La 7; la guida “Abruzzo e Molise” pubblicata per la prima volta solo qualche mese fa da Lonely Planet; buon ultimo, il grido liberatorio della judoka isernina Maria Centracchio, bronzo a Tokyo 2020: “Il Molise esiste e mena forte”. Davvero la più sconosciuta regione italiana sta fuoriuscendo (finalmente) dall’oblio e comincia a menare forte?

Sembrerebbe proprio di sì, almeno a condividere le impressioni dell’autrice del pezzo nell’inserto del quotidiano di Scalfari. Perché la molisana Valentina Farinaccio, dopo aver riepilogato le solite “palle al piede” che si porta dietro la più piccola regione del Mezzogiorno (“Ho passato la vita a spiegare la geografia della mia città, Campobasso. A consolare chi la collocava in Basilicata, Campania, forse Calabria? A fingere divertimento davanti alla battuta consumatissima, quella sull’inesistenza della mia terra…”), testimonia direttamente il boom di turisti di cui tutti parlano. Perlomeno a Termoli, 20.147 le presenze di giugno 2021, il doppio rispetto ai numeri dello scorso anno. Di certo l’interesse, a dir poco quello, è cresciuto: ne è prova il boom di visite che ha registrato il portale istituzionale turistico Visitmolise, spinto anche dalla prima campagna pubblicitaria televisiva sulle reti Rai. Insomma, finalmente un certo Molise si sta svegliando, ha capito che è in gioco la sopravvivenza stessa del territorio. È l’ultimo giro di giostra.

Certo, la regione è piccola, le strutture ricettive sono poche: fare “sold out”, con queste premesse, è abbastanza facile, perlomeno ad agosto. E la statistica aiuta: incrementare da una base di partenza vicina allo zero significa agevolmente raddoppiare o triplicare i numeri. E incassare alte percentuali. Tuttavia, al di là della strumentalizzazione politica anche dei numeri – tra euforici e detrattori – è indubbio che l’incremento apporti ottimismo e, si spera, sia solo l’inizio di un trend.

Il dato positivo del Molise, va detto, è ascrivibile anche ad una tendenza generale che ha premiato quasi tutta Italia con una crescita media che potrebbe viaggiare intorno al 16 per cento (11 per cento in Molise).

Già a giugno vedeva rosa un’indagine realizzata da Demoskopika in collaborazione con il Corso di laurea in economia e management del Dipartimento di diritto, economia, management e metodi quantitativi dell’Università del Sannio. Secondo la ricerca, oltre la metà degli italiani sarebbero andati in vacanza (53,4 per cento), con Puglia, Toscana, Sicilia, Emilia-Romagna e Sardegna quali mete più gettonate, il mare al 60 per cento, quindi città d’arte e borghi (12,7 per cento) e montagna (9,1 per cento). Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio: “Le nostre stime sono prudenziali poiché abbiamo ricevuto alcuni segnali che il comparto potrebbe registrare incrementi dei flussi ottimisticamente più rilevanti. Il piano vaccinazioni e il green pass rappresentano un indubbio incentivo nel processo di ripresa della movimentazione turistica”.

BENE L’ITALIA INTERA – Le previsioni della Demoskopika trovano più o meno conferma dalla recente indagine Fipe-Confcommercio, che raccoglie la soddisfazione di bar, ristoranti e stabilimenti balneari per questo 2021, segno positivo per sei operatori su dieci. Rimaste in zona bianca a luglio e agosto, le regioni hanno potuto accogliere turisti anche stranieri con una conseguente ripresa dei servizi. Unico neo: le città d’arte, in particolare quelle di grandi dimensioni – come Venezia, Verona, Roma e Firenze – che pagano il boom del mare, forse anche visto come più salutistico in epoca di pandemia. Non bene anche l’entroterra abruzzese e le montagne bellunesi.

Tra le regioni, si conferma l’esplosione della Puglia, in particolare del Salento. A parlare, tra l’altro, sono i dati degli aeroporti di Bari e Brindisi: il traffico passeggeri ha raggiunto le 850mila unità, cifra record.

Bene anche la Sicilia, che registra il tutto esaurito nella maggior parte delle località turistiche: a luglio i turisti stranieri a luglio sono cresciuti di circa il 110 per cento rispetto allo stesso mese del 2020 e a giugno addirittura di quasi il 500 per cento rispetto a un anno fa. In crescita anche le presenze degli italiani rispetto al periodo pre-pandemia. Secondo gli ultimi dati, sarebbero state circa due milioni e trecentomila le presenze complessive sull’isola nelle strutture alberghiere ed extralberghiere.

Il quotidiano La Repubblica ha raccolto le tendenze direttamente sui territori. In Versilia sia luglio sia agosto da tutto esaurito. “Oltre al pubblico tradizionale che da anni sceglie la nostra riviera per le vacanze estive – spiega Maria Bracciotti, presidente degli albergatori – abbiamo rivisto tanti turisti che in passato avevano scelto destinazioni straniere e quest’anno hanno preferito un turismo più nostrano”.

Da incorniciare, per gli operatori turistici della riviera romagnola, anche la loro stagione estiva. Patrizia Rinaldis, presidente dell’associazione albergatori di Rimini: “Fin da luglio abbiamo cominciato a vedere una richiesta in aumento – spiega – ma l’exploit lo abbiamo avuto in agosto, perché sin dalla prima settimana c’è stato il quasi sold-out”.

Bene la Sardegna, come Nicola Palomba, vicepresidente di Confindustria Sardegna Meridionale per il settore, ha spiegato all’Agi.

Commento positivo anche dall’assessore alle Attività produttive del Friuli-Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini: “Questa stagione estiva, ancora non conclusasi, pensiamo di poterla allungare, tempo permettendo, perché anche per il mese di settembre abbiamo prenotazioni a tutte le latitudini, quindi mare, montagna ma anche città d’arte e borghi medievali”.

Bicchiere mezzo pieno per Aldo Werdin, presidente di Federalberghi Liguria, il quale sottolinea un ottimo agosto. “La Liguria ha dovuto fare a meno degli americani (fortemente diminuiti), dei russi, degli australiani o sudamericani. In compenso, però, spiega Werdin – abbiamo guadagnato fette di mercato diverse, come la Polonia, la Bulgaria, la Romania, la Lituania e tantissimo nord Europa, ovvero Svezia, Norvegia e Finlandia”.

Buone notizia anche dalla Campania. “Il livello di occupazione delle camere nel mese di agosto è stata una piacevole sorpresa – dice all’AGI il presidente di Federalberghi Napoli, Antonio Izzo. “Abbiamo raggiunto circa il 70 per cento, avvicinandoci ai livelli del 2019, quando il dato si era attestato all’80 per cento”. Per due terzi italiani, il resto arriva per lo più dai Paesi dell’Unione europea”.

Boom di presenze ad agosto in Calabria. “Il bilancio della stagione estiva in Calabria è, complessivamente, molto positivo – è la dichiarazione di Roberto Incoronato, presidente provinciale Fenailp di Vibo Valentia.

BILANCIO ESTIVO POSITIVO – Complessivamente il 2021, però, dovrebbe concludersi con una leggera flessione delle presenze turistiche rispetto all’anno precedente dovuta alla perdita dei primi mesi dell’anno flagellati dalla pandemia, mentre nel 2020 l’emergenza è iniziativa solo a marzo. Questo lo scenario previsionale dell’Osservatorio Isnart, l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche di Unioncamere. Tuttavia l’introduzione del Green pass e le nuove regole per gli spostamenti turistici stanno avendo effetti positivi nel bilancio dell’estate 2021. In particolare, rispetto allo scorso anno – secondo l’Isnart – si registrano segnali positivi dai mercati internazionali nei primi due mesi estivi (+32 per cento a luglio e +30 per cento ad agosto), che premiano soprattutto Lazio, Campania, Umbria, Sicilia, Puglia e Toscana. Tra i fattori determinanti nella scelta delle destinazioni emerge prepotentemente la sicurezza, molto importante per il 77 per cento dei turisti, seguita dal rapporto qualità-prezzo (75,7 per cento), attrazioni naturali o culturali (75,4 per cento), comfort e accessibilità (72,9 per cento), cultura, stili di vita e tradizioni locali (71,8 per cento) e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità (69,3 per cento). A fronte di ciò le potenzialità del Molise ci sono tutte. Positivo, inoltre, “l’effetto Europei” sull’interesse dei turisti internazionali verso il nostro Paese.

Precedente Guardialfiera: rinvenuta aureola del XVII secolo Successivo Indennità per quarantena: occorre rifinanziarla