L’Abruzzo fa onore a Bacco

Masciarelli

Sono ben tredici i vini abruzzesi che nelle scorse settimane hanno conquistato l’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri, assegnato dal Gambero Rosso. E’ soltanto una delle tante onorificenze che premiano la produzione regionale: tale eccellenza, da sempre presente in questi territori naturalmente predisposti alla vitivinicoltura, negli ultimi anni sta anche calamitando crescenti e meritati consensi da parte della critica e del mercato. L’offerta enologica, infatti, non ha alcunché da invidiare ad altri territori più titolati, ma solo mediaticamente.

Sono otto i Montepulciano che guidano il folto drappello regionale delle eccellenze vinicole premiate dal Gambero Rosso. Tra i bianchi primeggiano Pecorino e Trebbiano.

Andando nel dettaglio, i Montepulciano d’Abruzzo che hanno conquistato il prestigioso riconoscimento sono, in ordine alfabetico, Agriverde Plateo Riserva (2015), Cantina Tollo Mo Riserva (2015), Castorani Podere Castorani Riserva (2015), Feudo Antico Organic (2018), Illuminati Ilico (2017), Nicodemi Colline Teramane Notàri (2017), Valle Reale Sant’Eusanio (2017) e Villa Medoro (2018).

Completano il quadro: Abruzzo Pecorino Tenuta I Fauri (2018), Supergiulia Pecorino Luigi Cataldi Madonna (2017), Cerasuolo d’Abruzzo Torre dei Beati Rosa-ae (2018), Trebbiano d’Abruzzo Masciarelli Castello di Semivicoli (2018) e Trebbiano d’Abruzzo Valentini (2015).

Queste “medaglie sul petto” onorano un territorio, come quello abruzzese, che per secoli è stato amorevolmente curato dal lavoro umano e negli anni ha saputo investire anche in qualità, immagine e pregio. Il risultato della somma di questi sforza è stato il raggiungimento di risultati impensabili soltanto qualche anno fa.

Castorani

Il comparto vitivinicolo, infatti, ha saputo esaltare la morfologia e il paesaggio della regione. Dal cuore dell’Appennino al mare Adriatico. In particolare, sulle dolci colline che degradano verso la costa si è concentrata gran parte della produzione regionale di pregio.

A concorrere al successo c’è una miscela di condizioni favorevoli.

Cataldi

Innanzitutto i terreni collinari, per lo più calcareo-argillosi, permeabili e asciutti, sono particolarmente idonei per la produzione di vini strutturati, come il Montepulciano. A questi si affiancano quelli sabbioso-argillosi, ovviamente più vicini alla costa, particolarmente adatti per la coltivazione di uve a bacca bianca.

A ciò si somma il clima mediterraneo lungo la fascia costiera, reso favorevole dalla protezione della zona litoranea da parte delle catene montuose interne, ma anche dalle forti escursioni termiche e dalla perfetta ventilazione. Tutto ciò accresce le condizioni favorevoli per garantire alla vite un microclima ideale per produrre uve di assoluta qualità e dai caratteristici profumi.

Per quanto riguarda gli antichi sistemi di coltivazione della vite praticati in Abruzzo, frutto di saperi tramandati di generazione in generazione, prevale la forma “a pergola abruzzese” e altre forme “a cordone speronato” e “Geneve double courtain” (Gdc).

Il vino, del resto, ben s’armonizza con gli ambienti incontaminati del territorio regionale, che include ben tre Parchi nazionali e una dozzina tra riserve nazionali e regionali.

I numeri del comparto

Il risultato finale di tutto ciò è che la vitivinicoltura – con oltre 32mila ettari di superficie vitata per una produzione annua di circa 3,5 milioni di ettolitri, di cui di un milione a denominazione di origine – rappresenta il principale comparto del settore agroalimentare abruzzese. Costituisce oltre il 20 per cento dell’economia agricola regionale. Il valore stimato all’origine è di circa 300 milioni di euro, pari al 6 per cento dell’intero dato nazionale.

L’Abruzzo, nonostante le ridotte dimensioni, oggi vanta ben 13 Doc, 8 Igt e una Docg.

I tre quarti della produzione complessiva regionale provengono da 40 cantine cooperative (32 delle quali in provincia di Chieti) che, unitamente a quelle private, compongono un quadro di circa 250 aziende di trasformazione. Nel 2018 il prodotto confezionato ha superato 100 milioni di bottiglie.

A Vinitaly, la principale fiera internazionale del vino, l’Abruzzo è ormai presente con oltre 115 cantine e 400 etichette.

Emblematico il dato delle esportazioni: sono passate dagli 89 milioni del 2009 ai 182 milioni di euro del 2018. In un decennio, fatturato più che raddoppiato. I principali mercati di sbocco, oltre a quello nazionale, sono la Germania, gli Stati Uniti e il Canada.

Domina il Montepulciano

Per quanto riguarda le produzioni, primeggia il Montepulciano, ormai affermatosi come uno dei più importanti vitigni a bacca rossa d’Italia. Coltivato su circa 17mila ettari, con un trend in continua crescita, rappresenta circa l’80 per cento della produzione totale di vino.

Si hanno notizie certe della sua presenza in regione fin dalla metà del Settecento.

La Doc Montepulciano d’Abruzzo, con i suoi 50 anni di storia, è un vino che ha raggiunto traguardi straordinari, tra i più venduti nella grande distribuzione.

L’Osservatorio Permanente voluto dal Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo e curato dal Wine Monitor Nomisma attesta che l’83 per cento dei consumatori di vino in Italia conosce il Montepulciano d’Abruzzo (il 43 per cento lo cita se invitato a indicare il nome di un vino abruzzese), ma anche il 45 per cento dei winelover in Germania e il 24 per cento negli Usa.

Dopo il Montepulciano troviamo i Trebbiani con oltre 12mila ettari e una serie di vitigni autoctoni. Tra questi ultimi, si distinguono per crescente apprezzamento del mercato: Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico.

L’offerta delle quattro province

Nella provincia di Chieti si concentra l’80 per cento della produzione regionale, legata soprattutto alle grandi cooperative che valorizzano vitigni tradizionali quali Pecorino, Passerina e Cococciola, oltre a Chardonnay, Merlot e Pinot Grigio. Da segnalare le nuove denominazioni comunali Tullum Doc, Ortona Doc, che utilizza Trebbiano Abruzzese, Trebbiano Toscano e Montepulciano, e Villamagna Doc, concentrata sul Montepulciano, che comprende il territorio del comune di Villamagna e, in parte, il territorio dei comuni di Bucchianico e Vacri.

San Lorenzo Vini

La provincia di Teramo, caratterizzata da dolci colline lungo la costa, offre vini di assoluto pregio. Primeggia il Montepulciano, il cui fiore all’occhiello è l’aristocratico Colline Teramane Docg, la cui zona di produzione comprende il territorio dei comuni di Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Celino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d’Oro, Mosciano Sant’Angelo, Nereto, Notaresco, Penna Sant’Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo e Tortoreto. Da non trascurare il Pecorino e la Passerina, vitigni tipici di questa zona. In alcuni comuni sono presenti Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Merlot. Il Controguerra Doc, oltre al territorio dell’omonimo comune, include anche Ancarano, Colonnella, Corropoli e Torano Nuovo.

La provincia di Pescara è suddivisa nelle zone Terre dei Vestini e Terre di Casauria, con le omonime sottozone del vino Montepulciano d’Abruzzo Doc. Da non dimenticare il Trebbiano d’Abruzzo Doc, esportato in tutto il mondo.

Per quanto riguarda la provincia dell’Aquila, infine, i vigneti sono per lo più di montagna, con produzione limitata. Spicca la Valle Peligna con il proprio Montepulciano Doc, con sottozone le Terre dei Peligni e Alto Tirino. Da non trascurare il Cerasuolo d’Abruzzo Doc.

Conoscere l’Enoteca regionale

Nel centro storico di Ortona, in provincia di Chieti, nella splendida scenografia del seicentesco Palazzo Corvo, ha sede l’Enoteca regionale d’Abruzzo, primario punto di riferimento per la valorizzazione e la promozione del vino abruzzese.

I vini, scelti da una specifica commissione di degustazione tra le migliori etichette di Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo, Trebbiano, Controguerra, Colline teramane e delle numerose indicazioni geografiche tipiche, sono esposti nella mostra permanente allestita nelle sale collocate al piano terra, dove è possibile anche acquistare le confezioni.

Oltre a poter approfondire la conoscenza delle caratteristiche dei vini abruzzesi, scoprendone le tante virtù, è possibile degustarli in abbinamento con i noti prodotti tipici regionali serviti sul posto.

E’ infine possibile partecipare ai tanti eventi organizzati costantemente dall’Enoteca regionale.

(Giampiero Castellotti)

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