Le osservazioni dell’arch. Franco Valente sulla testa di marmo riaffiorata ad Isernia

Carissimi di Forche Caudine,

il rinvenimento della testa di una statua riempie di orgoglio l’archeologia italiana ma nello stesso tempo mortifica chiunque ritenga necessario di dover essere informato sulle modalità della scoperta. Personalmente ho espresso molti dubbi sull’attribuzione ad Augusto dell’immagine ritrovata. Non tanto per la somiglianza. Cosa che non è secondaria ma neanche particolarmente importante. Quanto piuttosto per la mancanza di un qualsiasi elemento storico o epigrafico che possa giustificare una statua dedicata all’imperatore.

Una splendida immagine d’epoca
della Fontana Fraterna di Isernia

L’attribuzione è troppo affrettata e spero che che chi l’ha decisa abbia gli elementi per dimostrare l’affermazione.

Io spero di sbagliarmi. Ciò non toglie che siamo di fronte a una scoperta che non cambia il mondo ma restituisce a Isernia, ove ce ne fosse bisogno, quell’importanza che merita.
Al momento non sono stati diffusi neppure i resoconti dello scavo che per legge devono essere disponibili per gli studiosi.

L’area, peraltro, è comunale e il Comune avrebbe dovuto pretendere che venissero coinvolte le associazioni culturali in una occasione così importante.

Franco Valente

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