Molise “in ginocchio”: i problemi a menischi e crociati



ROMA – Il ginocchio mette in ginocchio i molisani: quasi una persona ricoverata ogni giorno per lesioni interne del ginocchio. «Menischi e crociati doloranti sono diventati talmente familiari agli italiani che quasi ‘fa notizia’ quando si dichiara di non soffrirne. Ma attenzione al bisturi facile. La parola d’ordine soprattutto dopo i 50 anni è: salvare il menisco. Bisogna applicare il ‘modello dente’: come prima di togliere un dente si fa il possibile per salvarlo così per il menisco. Perché meglio un menisco rotto o riparato che stare senza. E poi, affidarsi a centri specializzati, soprattutto per avere una corretta e tempestiva diagnosi».
Un consiglio, che suona quasi come un appello, che viene da uno dei maggiori esperti del ginocchio, Ezio Adriani Responsabile della SportClinique Mater Dei di Roma in occasione della conferenza di presentazione dell’iniziativa ‘Visite Gratuite al Ginocchio’ promossa proprio dalla Mater Dei di Roma.
IL MOLISE IN GINOCCHIO…PER IL GINOCCHIO. TUTTE LE CIFRE
«Quantificare in numeri i molisani che soffrono di problemi al ginocchio equivale proprio ‘a dare i numeri’ – dice Ezio Adriani, Responsabile SportClinique della Mater Dei di Roma- Perché non esiste un registro, un censimento. Volendo, tuttavia, fotografare il fenomeno possiamo ricorrere all’aiuto delle cifre relative ai ricoveri ospedalieri. Si tratta quindi solo di una parte di pazienti, quelli che hanno avuto bisogno del ricovero. Restano fuori – e sono veramente un esercito – tutti coloro che hanno chiesto aiuto al medico senza essere ricoverati. Eppure anche solo dando uno sguardo alle cifre dei ricoveri in Molise (fonte Ministero della Salute, anno 2005 ultimo disponibile) si capisce che si tratta di un problema dai grandi, grandissimi numeri. Anche perché sono talmente tante le voci legate al ginocchio che è impossibile citarle tutte. Se si prende in considerazione la voce ‘lesioni interne del ginocchio’ si scopre che in Molise in un solo anno sono state ricoverate quasi 400 persone, circa una ogni giorno».
IMPERATIVO: SALVARE IL MENISCO. E PER IL GINOCCHIO SCATTA ‘IL MODELLO DENTE’
«Meglio stare con un menisco rotto, che senza menisco – spiega Ezio Adriani, Responsabile SportClinique Mater Dei di Roma – soprattutto dopo i 40-50 anni. Fino ai 20 anni nel caso di una lesione si deve intervenire, in artroscopia, per ‘riattaccarlo’ con un intervento di sutura meniscale. Spesso è un intervento risolutivo che può portare addirittura alla guarigione. Oltre i 40-50 anni si preferisce non rimuovere il menisco anche se rotto. Si deve intervenire con la fisioterapia, con le infiltrazioni, con i farmaci. Una volta risolta la fase acuta il corpo di adatta e si riprende una vita normale. Non sempre l’intervento conservativo è possibile. E’ fondamentale prima di intervenire chirurgicamente per rimuovere il menisco aver fatto una corretta diagnosi supportata dalla migliore diagnostica radiologica possibile, con la risonanza magnetica. Perché rimuovere o meno il menisco dipende da che tipo di lesione si tratta: se è instabile si deve intervenire, se è stabile si deve aspettare e curare il menisco.Il dilemma avviene intorno 50 anni: cosa fare? Sono pazienti troppo avanti con l’età per fare una sutura del menisco, troppo giovani per non intervenire. E’ una scelta da non fare con leggerezza. Perché chi è senza menisco va più velocemente incontro ad artrosi».
LA PRIMA REGOLA E’ UNA CORRETTA E TEMPESTIVA DIAGNOSI
«Tutti pensano che un giocatore di calcio – dice Ezio Adriani, responsabile SportClinique Mater Dei di Roma- ritorna così brillantemente in campo perché è stato operato da un grande chirurgo. Sicuramente è anche per questo. Ma la cosa più importante che quel giocatore ha ricevuto è stata una tempestiva e corretta diagnosi. E’ questo il vero segreto. E , a seguire, la giusta indicazione su cosa fare. L’atto chirurgico arriva solo dopo questi due momenti: diagnosi ed indicazione. Una diagnosi sbagliata comporta una terapia sbagliata. E’ la cosa più frequente che verifichiamo quando visitiamo pazienti che da anni combattono alla ricerca della soluzione per il loro ginocchio: hanno ricevuto una diagnosi sbagliata all’inizio. In molti altri casi la diagnosi, invece, non la ricevono affatto. Vengono liquidati con un ‘non è niente, passerà’ e magari c’è una lesione del menisco o di un legamento crociato».
DONNE IN GAMBA MA CON GINOCCHIA FRAGILI
«Il ginocchio delle donne è soggetto più facilmente a problemi, in particolari alle lesioni del legamento crociato anteriore- spiega Ezio Adriani, Responsabile SportClinique Mater Dei di Roma -Alcune statistiche ci dicono che, a parità di attività fisica, sono sei volte più frequenti rispetto agli uomini. Bacino più largo, tendenza al ginocchio valgo, minore massa muscolare e una maggiore debolezza nei legamenti: queste le cause ‘di genere’ alle quali aggiungere atteggiamenti e cattive abitudini. La donna, per esempio, si muove in maniera diversa dall’uomo: ad esempio dopo un’elevazione le donne tendono a ricadere mantenendo il ginocchio esteso e quindi senza ammortizzare il colpo mentre gli uomini ricadono seduti. E poi le cattive abitudini: le donne tendono a scegliere le calzature in base alle mode e non certo in base a ciò che è meglio per l’anatomia del ginocchio o per la postura; si caricano di pesi eccessivi, dalle buste della spesa ai bambini per le scale, ecc».
SPIAGGIA & CALCETTO, PALESTRA ‘MORDI E FUGGI’ E LA SCELTA DELLE SCARPE:
I CONSIGLI DEGLI ESPERTI DELLA SPORTCLINIQUE MATER DEI
Alcuni incidenti al ginocchio non si possono evitare. Così come l’usura legata all’età o all’artrosi. Ma ci sono traumi che si possono, e si devono prevenire. Dagli esperti della SportClinique Mater Dei di Roma, qualche consiglio.› Sì alle partite di calcetto in spiaggia ma con attenzione: il terreno è instabile e lo spazio ristretto. Quindi i traumi sono in agguato. Non giocare mai senza essere ‘riscaldati’ a livello muscolare.› Sì alla ginnastica in palestra ma prima fare riscaldamento e stretching. No agli allenamenti ‘mordi e fuggi’ per combattere i chili di troppo in previsione dell’estate. Step, spinning, jogging non devono essere fatti caricando troppo sul ginocchio. Ma soprattutto senza un adeguato allenamento muscolare.› Sì alle scarpe con il tacco molto alto solo se sono ‘un’eccezione’. La regola deve essere quella di scarpe con un piccolo tacco e nel caso di scarpe da ginnastica scegliere quelle più adatte allo sport che si pratica, magari con l’utilizzo di un plantare su misura.

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