Piemonte: cena “didattica” della comunità abruzzo-molisana



Piemonte: cena “didattica” della comunità abruzzo-molisana

TORINO – Happy Birthday, buon compleanno. In quanti modi, lingue e dialetti si può augurarlo? Non è importante, basta farlo con il cuore. Così anche l’associazione Abruzzese e Molisana di Piemonte e Valle d’Aosta si accinge ad augurarlo all’Italia che compie i 150 anni: Buon compleanno.
In un Paese che non sente il Risorgimento, forse, solo la pervicacia del Presidente Giorgio Napolitano poteva riuscire a festeggiare qualcosa che sentono in pochi: l’Unità d’Italia.
“Probabilmente molte cose non si sono dette sul Risorgimento e assieme ad una storiografia ufficiale, bisognerebbe riscriverne una parallela, meno da favola, forse meno affascinante, ma che di sicuro fa parte della nostra identità e del nostro patrimonio culturale – dice Carlo Di Giambattista, presidente della Famiglia Abruzzese e Molisana in Piemonte e Valle d’Aosta.
“In un momento in cui in molti si dividono fra federalismo e unità, come se fossero antitetici, bisognerebbe aggiungere il senso di appartenenza – dice Lina Lo Russo, dell’Associazione Solstizio d’Estate all’Italia – seppur con le differenze regionali che sono un patrimonio enorme che ci può arricchire culturalmente e socialmente”.
Un cuoco d’eccezione, Bruno Ferrari, è il maestro di un menù tipico abruzzese (tradotto anche in dialetto/lingua della Terra di Gabriele D’Annunzio) che verrà proposto come serata didattica all’Istituto Alberghiero S. Bobbio di Carignano, alle porte di Torino. L’appuntamento è per venerdì 11 marzo, dalle ore 20, presso via Porta Mercatoria 4/B, a Carignano (Torino).
Lo chef Ferrari nasce a Guardiagrele, in provincia di Chieti, nel 1981 e comincia a cimentarsi in cucina a soli 13 anni, per proseguire al celebre istituto alberghiero abruzzese di Villa Santa Maria.
A 18 anni arriva il primo “ufficiale” lavoro presso un ristorante del suo paesino, “La Grotta dei Raselli”, dove entra in punta di piedi per poi diventarne chef in seconda in pochissimo tempo.
La sua voglia di imparare e la passione per la grande cucina lo portano al Grand Hotel Berti 5 stelle di Silvi Marina e a 22 anni apre, nel suo paese, il ristorante “Parco della Majella”. Qui propone una cucina creativa che gli permette di conquistare dopo soli nove mesi di attività la prima recensione sulla famigerata guida Michelin.
Poco dopo un altro riconoscimento importante: viene nominato dall’Associazione cuochi italiana, il ristoratore chef più giovane e creativo d’Italia. La ribalta su Unomattina è un’ulteriore riprova della sua ecccellenza.
Bruno Ferrari non è più in Abruzzo, dopo una parentesi a Zurigo, presso un prestigioso hotel, approda al Castello di Montaldo Torinese. Durante il ciclo delle cene didattiche che si terranno, presso l’Istituto alberghiero, a Carignano proporrà la sua cucina creativa dedicata all’Abruzzo.
Non è un mistero, ma molte volte bisogna abbandonare il proprio paese per emigrare e cercare fortuna altrove.
Non c’è quindi da stupirsi se, al Salone internazionale del Libro del Libro di Torino, il presidente Di Giambattista della Famiglia Abruzzese e Molisana e Lina Lo Russo di Solstizio d’Estate organizzeranno una tavola rotonda proprio sull’emigrazione o sul viaggiatore che è sempre in cerca di una nuova casa dove “approdare” tentando di mettervi le proprie radici, ma con la speranza di ritornare ai luoghi natii perché, ogni viaggio che si rispetti, è fatto sempre da un’andata e un ritorno.
Il costo della cena didattica è di 30 euro.
Informazioni e prenotazioni allo 011-9690670 o all’e-mail: [email protected]

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