Affaristi dell’eolico: la legge è con loro?



Affaristi dell’eolico: la legge è con loro?

ROMA – Tremila pale eoliche in una regione di quattromila chilometri quadrati rappresentano un affare che in 20 anni frutterà 60 miliardi di euro alle imprese del settore che lasceranno in Molise la misera somma di 50 milioni di euro. E pur di fare profitti non si bada a nulla, scompare l’articolo 9 della Costituzione che tutela il paesaggio, si calpesta il Codice Nazionale dei Beni Culturali del 2004 e si impedisce alle Regioni di porre qualsiasi tutela territoriale ed ambientale.
Il governo Berlusconi non ha mosso un dito per fermare installazioni invasive finanziate con 5,7 miliardi annui pagate da tutti i cittadini con gli aggravi nelle bollette dell’Enel. Col pretesto dell’energia pulita si permette la devastazione dei paesaggi, dei crinali, delle aree archeologiche e dei beni monumentali.
Il caso del Molise è clamoroso con richieste di installazioni che hanno superato in qualche frangente anche il limite di una pala eolica per chilometro quadro. Ebbene in una regione che produce già il 110% del proprio fabbisogno annuo da fonti rinnovabili con 419 pale eoliche già in funzione, non c’è necessità di devastare il resto del territorio. I
l Molise produce complessivamente quattro volte ciò che consuma e quindi non può ulteriormente essere violentato, umiliato e calpestato dagli affaristi del vento.
E’ intollerabile l’atteggiamento del governo Berlusconi che impugnò una prima legge regionale del 2008 che fissava a 549 pale il numero massimo installabile. E nella seduta del Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio il ministro delle Attività produttive porterà la richiesta di impugnare anche l’ultima legge regionale in materia, la n. 23 del 23 dicembre 2010, di soli due articoli che si limita a tutelare le aree sottoposte a vincolo, ai sensi del Codice dei Beni Culturali.
Per il ministro Romani in Molise le pale eoliche devono poterle mettere ovunque così come sta accadendo da anni nel silenzio colpevole del presidente della Giunta e degli amministratori locali. Siti del V e del IV secolo avanti Cristo risalenti al periodo sannitico e romano saranno stravolti insieme a aree archeologiche e a siti di interesse naturalistico, storico e paesaggistico.
La Giunta regionale fa buon viso a cattivo gioco. Perde tempo nel recepire le Linee Guida Nazionali sulle Fonti Rinnovabili, vara una legge semplicissima di tutela ambientale e non la difende politicamente col Governo, non si costituisce in giudizio nei contenziosi aperti con le imprese eoliche e consente il peggior sacco che abbia mai subito il Molise dalla distruzione di Silla nell’ultima guerra sannitica del I secolo avanti Cristo. Perché si è calata le brache?

(Michele Petraroia – 23 febbraio 2011)

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