Parco dello Stelvio: ferita all’ambiente italiano



ROMA – Giornata tristissima per l’ambiente italiano. E’ stato infatti approvato dal consiglio dei Ministri il decreto legislativo che modifica la disciplina del Parco nazionale dello Stelvio. Il provvedimento viene duramente contestato dalle associazioni ambientaliste, che nei giorni scorsi avevano lanciato diversi appelli al governo affinché non venisse “toccato”.
Nel nuovo assetto delineato dal decreto, le province autonome di Trento e di Bolzano, la Regione Lombardia, il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e i Comuni ricompresi nel perimetro costituiranno il coordinamento delle attività di programmazione e indirizzo.
Il ministro Fitto difende il provvedimento sostenendo di “credere che si sia raggiunto un utile equilibrio, ispirato alla logica del federalismo, tra la necessità di assicurare forme adeguate di tutela di una importantissima area protetta e quella di responsabilizzare gli enti locali nella sua gestione e valorizzazione”.
Dura invece l’opposizione del Pd. La decisione del Consiglio dei Ministri di “smembrare uno dei più antichi parchi nazionali per obbedire al diktat della Svp sullo Stelvio e affidarlo alle province è una ferita all’ambiente gravissima – denuncia il Partito democratico, con una dichiarazione dei senatori Roberto della Seta, Vincenzo De Luca, Francesco Ferrante e Daniela Mazzuconi, della commissione Ambiente di Palazzo Madama. “Berlusconi, Fitto e Frattini – continuano i senatori – hanno voluto procedere nonostante l’opposizione del ministro Prestigiacomo e del Consiglio regionale della Lombardia, che ha approvato un ordine del giorno del Pd contrario a questa scelta, perchè hanno voluto pagare un debito di riconoscenza alla Svp che si è astenuta sulla fiducia al loro governo. Oltre tutto, la norma, è chiaramente anticostituzionale perchè nella nostra Costituzione le competenze in materia di Ambiente sono affidate allo Stato mentre questa decisione di fatto le provincializza creando così un vero e proprio vulnus costituzionale e un grave precedente. Ora – continuano i senatori Pd – viene meno l’unitarietà della gestione del Parco e magari qualcuno in Trentino Alto Adige potrà coronare il proprio sogno di aprire le porte dei parchi ai cacciatori. Uno scempio ambientale per uno scambio politico, una forma forse ancor più grave di compravendita di voti e di degrado etico del modo di fare politica berlusconiana”.
Netta l’opposizione al provvedimento anche da parte del Wwf che in una nota sottolinea: “Il governo abbia il coraggio di togliere la dicitura ‘Nazionale’ al parco dello Stelvio visto che, passato al consiglio dei ministri lo smembramento, non si può più parlare di ente controllato dal ministero dell`Ambiente e in linea con gli obiettivi della legge quadro nazionale sulle aree protette. Un’operazione, questa – spiega il Wwf – che si ammanta di un forte sostegno alle autonomie, ma che costituisce un precedente pericolosissimo che potrebbe essere ripetuto in altre realtà sotto la spinta di interessi localistici e particolaristici non sempre coerenti con la finalità di tutela dell`ambiente di competenza statale, come stabilito dalla Costituzione”.
“Ci appelleremo al presidente della Repubblica contro questo provvedimento che cancella il più grande dei nostri parchi nazionali e 75 anni di storia italiana”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta la decisione sul Parco nazionale dello Stelvio, la cui gestione passa alle Province autonome di Bolzano e Trento e alla Regione Lombardia. “Il frastagliamento della gestione del parco è un atto incostituzionale, che viola la competenza esclusiva dello Stato in materia d`ambiente – incalza Cogliati Dezza. “Senza eccezioni per le province autonome di Trento e Bolzano. Anche il consiglio regionale della Lombardia si è espresso, ieri, contro lo smembramento deciso dagli altoatesini, ma non si è voluto accogliere il suo parere, consentendo alle province autonome di Bolzano e Trento di far saltare un istituto nazionale di tutela. Questa è anche, purtroppo, una grande sconfitta per la protezione della natura in Europa e uno sfregio all`anno mondiale della biodiversità”.

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