EVENTI/ Smeriglio: “Riconquistare il governo pubblico delle cose”



ROMA – “Le cronache degli ultimi giorni, con le tristi vicende della protezione civile, della Fiat, dell’Aquila, delle guerre interetniche per le strade di Milano, dei gesti disperati per il diritto al lavoro, confermano come il disfacimento economico ed etico sia frutto di ciò che un tempo, con un vocabolario antico, si chiamava “questione morale” e che oggi, in un contesto ancora peggiore, si presenta come vera e propria illegalità diffusa, con elementi d’interesse individuale che determinano l’estinzione della stessa idea di cosa pubblica”.
Massimiliano Smeriglio, assessore alle Politiche del lavoro della Provincia di Roma, introducendo l’incontro su “Lavoro e welfare” al Caffè letterario di via Ostiense a Roma, moderato da Marta Bonafoni, direttrice di Radio Popolare Roma, traccia lo scenario sociale in cui s’è radicata una crisi che “rischia non soltanto di portarci al declino, ma alla subalternità rispetto alle nuove economie emergenti”, come sottolinea l’assessore nel suo accorato intervento.
“Mentre avviene ciò, si registra un’inerzia complessiva della politica e del sistema – continua Smeriglio. “Tutto è fermo, non succede niente. Eppure la crisi è devastante, milioni di persone sono senza lavoro e non hanno futuro, altre hanno la cassa integrazione in scadenza, c’è una spaventosa crescita delle vertenze. Noi, nel Lazio, stiamo sperimentando il reddito di cittadinanza: abbiamo ricevuto ben 120mila domande, 70mila solo a Roma; con uno sforzo economico immane riusciremo ad accontentare il 10% dei richiedenti. Tutto ciò dimostra come sia necessario riconquistare il governo pubblico dei processi”.
Smeriglio, nel cercare risposte concrete alla crisi, recupera la memoria storica delle fasi positive per il nostro Paese. Indicando, ad esempio, la crescita economica e sociale degli anni Sessanta conseguente alle politiche del primo centrosinistra. “Le politiche industriali, il piano Fanfani sulla casa, le privatizzazioni di Mattei, le lotte per lo statuto dei lavoratori costituiscono un patrimonio da analizzare con interesse – conclude l’assessore.
Luigi Nieri, assessore al Bilancio della Regione Lazio e candidato con Sinistra, ecologia e libertà per la nuova legislatura, con il suo intervento richiama la protezione sociale complessiva quale capitale e baricentro della sinistra, rilanciando la politica delle tutele.
Fausto Bertinotti vede nel capitalismo del nostro tempo l’origine della devastazione. “La crisi di civiltà è indotta dalla crisi del capitalismo – insiste Bertinotti. “Ciò sta comportando la solitudine delle persone, si pensi al mondo del lavoro e del precariato, ma anche la solitudine dei conflitti e il loro imbarbarimento, cioè il venir meno della loro socializzazione, quindi la crisi della democrazia quale frutto della scomparsa della politica organizzata”. La ricetta, per l’ex presidente della Camera, è la ricostruzione della coesione sociale. “La sinistra europea novecentesca non è più in grado di dare risposte, per la sua incapacità strutturale di rivolgersi a una pluralità di soggetti, secondo linee non solo di classe, ma anche genere, e generazione. Nel lungo periodo bisogna cercare di costituire – secondo Bertinotti – un nuovo blocco storico che proponga un new deal sul piano culturale, sociale ed economico”.

(Giampiero Castellotti – 16 febbraio 2010)

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