Giotto, oggi ancora più genio



Giotto, oggi ancora più genio

ROMA – Oltre 150 opere raccolte per la prima volta in una mostra destinata ad essere un evento unico. La prima grande mostra realizzata fuori Firenze. Al via a Roma, nel Complesso del Vittoriano, “Giotto e il Trecento. Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”, esposizione dedicata all’artista-simbolo del Medioevo, il più grande innovatore e anticipatore di tecniche e valori adottati nei secoli successivi.
Giotto, in un periodo di crisi quale quello che stiamo attraversando, acquista ulteriore grandezza e fascino, diventando un punto di riferimento per il bello e la perfezione nell’arte.
I capolavori, venti quelli eseguiti da Giotto, provengono da musei di tutto il mondo, tra gli altri dagli Uffizi, dalla Pinacoteca Vaticana, da Raleigh, North Carolina, dalla Fabbrica di San Pietro in Vaticano, da San Diego, California.
La mostra presenta una ricostruzione della situazione artistica italiana tra l’ultimo decennio del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo, prendendo come punto di partenza gli spostamenti di Giotto lungo la Penisola (Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Lazio, Campania le regioni coinvolte).
Polittici, opere su tavola, sculture, manoscritti e oreficerie di pregio danno l’idea di Giotto non soltanto pittore ma, come lo descrive Louis Godart, consigliere per la conservazione del patrimonio artistico della presidenza della Repubblica, “un artista europeo che riesce a trasmettere il messaggio sereno di un cristianesimo appagante”.
Presenti all’esposizione anche altri capolavori di grandi maestri come Cimabue, Simone Martini, Pietro Lorenzetti, gli scultori Arnolfo di Cambio, Tino di Camaino, Giovanni Pisano, Giovanni di Balduccio, orafi, miniatori e il Maestro del Codice di San Giorgio, uno dei più raffinati e colti interpreti della lezione giottesca.
“Giotto è uno dei più grandi esegeti, prima che uno dei grandi pittori – sottolinea monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. “Attraverso questa mostra si può ritrovare il disegno, la prospettiva della nostra identità anche per i non credenti. La teologia e la religione hanno bisogno di ristabilire quella alleanza feconda con l’arte perché arte e fede sono sostanzialmente sorelle”.
“Una grande mostra. Un evento culturale che per le opere esposte e la loro quantità può essere considerato unico”. Queste le dichiarazioni di Sandro Bondi, ministro per i Beni e le attività culturali, sulla grande esposizione. “Non è solo un evento culturale ma anche un evento civile e democratico. Infatti, guardare un quadro di Giotto ci fa diventare certamente dei cittadini migliori. Parlare di Giotto è quindi cercare di ritrovare le sorgenti più profonde della nostra società”. L’esposizione “Giotto e il Trecento “Il più sovrano Maestro stato in dipintura” resterà allestita al Complesso del Vittoriano di Roma fino al 29 giugno 2009.

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