Festa di San Giovanni: flop Fantino, ci pensa il I Municipio



ROMA – Fino al 24 giugno l’Antica Festa di San Giovanni in Laterano riconquista gli spazi davanti al sagrato della basilica con un ricco programma fieristico e di eventi collaterali, in linea con la tradizione. La festa torna nel I Municipio, mentre il IX Municipio, che gestiva la festa nei giardini di via Sannio, quest’anno – tanto per cambiare – fa flop e non organizza nulla. “Questione di soldi” si difende il presidente Susi Fantino, già attaccata negli anni scorsi per aver soppresso la festa. In realtà sarebbe da chiedere alla presidente d’origine argentina come mai abbia trovato i soldi, a settembre, per organizzare al Mandrione (!) l’ennesima Notte bianca. Questione di scelte.
A San Giovanni, per fortuna, torna la festa dal sapore antico e tradizionale. Festa popolare, un po’ sacra e un po’ profana, antica e moderna insieme. L’edizione 2010 ripropone l’allegro incontro con balli, canti e cibo, come l’indimenticabile simbolo della festa: le lumache al sugo.
Andrea Germoni, uno degli organizzatori della festa, spiega: “Nel rispetto della tradizione, anche questa nuova edizione 2010 vedrà circa 200 chili di lumache cucinate e distribuite gratuitamente ai visitatori. Nel contempo, sul palco prenderanno vita esibizioni musicali e teatrali di eccezionale livello”.
“L’intera manifestazione gratuitamente aperta a tutti – gli fa eco monsignor Ottavio Petroni – permetterà, per cinque giorni, di rivivere storicità e tradizione di Roma. In questa Festa ci sono tutti gli aspetti dal religioso al popolare dal moderno all’antico. L’anno scorso – conclude monsignor Petroni – il tema era ‘perdonamose’ quest’anno l’espressione e’ ‘confortamose’ perché abbiamo bisogno degli altri”.
La Festa, che trova le sue origini nel lontano 1782 quando, nel giorno del solstizio d’estate, i romani si incontravano a san Giovanni per iniziare i festeggiamenti de Santo dimenticando antiche ostilità, sarà animata per tutte le serate da stand gastronomici e di vini, di prodotti tipici, di arti e mestieri e dell’artigianato popolare. Il ricavato sarà devoluto alla Onlus Alma Aurea. Il piatto tradizionale della festa, le lumache al sugo, erano tradizionalmente mangiate dai romani la notte del 24 davanti alla Basilica per esorcizzare il passaggio delle streghe sopra i cieli di Roma.
Questa nuova edizione 2010 vedrà infatti circa 200 chili di lumache cucinate e distribuite gratuitamente ai visitatori.
L’ “Antica Festa di San Giovanni” sarà l’occasione per recuperare, attraverso la rappresentazione in musica delle più belle tradizioni popolari e delle maggiori icone classiche, l’attività umana quale chiave specifica di approccio alla conoscenza storico sociale dei nostri avi mediante il modo di lavorare, di organizzasi, di progettare, di credere, è possibile entrare nel “quotidiano scomparso”. Evocando questi momenti, attraverso i vari passi festosi e di incontro della Festa, che si racconterà la storia con i segni di un mondo che spesso sopravvive timidamente nei ricordi personali e nelle memorie.Tra gli artisti che animeranno le serate della Festa l’Orchestra da Camera Piccola Orchestra Bramante, la Roman Acoustic Band, la compagnia “il Baraccone”, StradaBanda, Johnny Palomba, Gerardo Casiello, “Piccola orchestra Canto d’Inizio”.

Programma
(martedì 20, sera) – Piccola Orchestra Bramante. Concerto per archi dell’orchestra da camera “Piccola Orchestra Bramante” dei giovani maestri dei conservatori della regione lazio, Maestro Quatrini.Sotto la Direzione del Maestro Sesto Quatrini, la “Piccola Orchestra Bramante”, composta dai migliori talenti della nostra Regione Lazio formatisi nei vari Conservatori Laziali tra cui il prestigioso Santa Cecilia di Roma, ha già al suo attivo molte performance degne di nota. Ponendosi come obiettivo comune il tenere viva un’arte che rischia di passare sempre più inosservata e poco apprezzata, uniti dall’amore e la passione per la musica e stretti nella complicità che nel tempo hanno saputo creare, i ragazzi della Bramante si sono esibiti in alcuni dei luoghi storici più prestigiosi della Regione come il Duomo di Viterbo, il Duomo di Rieti, l’Auditorium di Arpino (Frosinone) patria del “Certamen Ciceronianum”, con i “Concerti della Tuscia” nel Viterbese e nelle maggiori Basiliche Romane.
(mercoledì 21, sera) – Serena D’Ercole con Roman Acoustic Band. La Cultura musicale romana: un progetto artistico, musicale popolare dell’artista Serena d’ercole.
“Anima Romana” e’ il risultato di un lavoro di ricerca e di approfondimento, che ha permesso di rivalutare, diffondere, divulgare e sostenere il patrimonio tradizionale, con melodie e personaggi che fanno parte della nostra cultura, quella romana.Lo spettacolo incentrato soprattutto su Roma, attraverso le interpretazioni dell’artista Serena D’Ercole, rinnova il fascino intramontabile di una cultura ormai sparita, con canzoni, scioglilingua, stornelli a dispetto, a rispetto, dei fiori, della mala, aritornelli antichi, macchiette come il ‘’Chi se ne ‘’di L.Cavalieri.
(giovedì 22, sera) – Luigi Tani e la Compagnia “Il Baraccone”: “C’era ‘na Vorta ‘na Gatta Mavola”, Viaggio poetico-musicale dell’attore-regista Luigi Tani e della compagnia “Il Baraccone” nella Roma dell’800 e del ‘900, tra favole, leggende,canzoni, poesie, stornelli, macchiette, il Cafè Chantant e la rivista, in compagnia di Belli, Zanazzo, Pascarella, Trilussa, Petrolini, e di poeti, musicisti, parolieri e cantastorie di Roma.
(venerdì 23, sera) – Stradabanda, Strumenti di strada, la piu’ popolare orchestra di strada italiana: “Stradabanda” del Maestro Paolo Montin. Il repertorio del gruppo dei maestri di Stradabanda prende spunto da organici analoghi provenienti da diverse aree del mondo e vanta un repertorio che spazia dalla tradizione popolare italiana alle dalle bande di strada latine alle fanfare dei balcani.Oggi la Stradabanda, a dieci anni dalla sua creazione, ha all’attivo circa 500 concerti, tenuti in Italia e all’estero, 9 cd pubblicati e vanta collaborazioni importanti come quelle con Roy Paci e Vinicio Capossela; ha ottenuto inviti di prestigio al Volterra Jazz Festival, al Festival de le fanfare di Montpellier e al Busker’s festival di Pennabilli, all’On the Road Festival di Firenze vinto nel 2006.
(sabato 24, sera) – Canto d’Inizio e Francesco Loccisano “Chitarra Battente”. Strumenti di tradizione, canti e danze popolari con l’orchestra “Canto d’Inizio”. Spettacolo coreutico musicale di riscoperta dei suoni e delle melodie popolari, Maestro Tiziano Zanarini. “Canto d’Inizio” propone musiche, canti e danze appartenenti al vasto repertorio tradizionale del nostro Paese, con particolare riferimento ai canti ed alle danze del centro sud Italia, questo va dalle tammuriate Campane ancora oggi eseguite in molti comuni Vesuviani, alla tarantella, ai saltarelli e stornelli Laziali, alla pizzica Salentina, fino a brani melodici dalle origini remote. I 15 elementi suonano strumenti appartenenti alla tradizione popolare (tamburi a cornice, castagnette, putipù, serra serra, bufù, triccheballacche, ciaramella etc) accanto ai quali troviamo strumenti più noti come gli strumenti a plettro (mandolino, mandola, mandoloncello), i flauti dolci, le chitarre, la fisarmonica, la zampogna e gli organetti diatonici.
(tutti i giorni) – I maestri Artigiani della Vecchia Roma si esibiscono negli “antichi e perduti mestieri” in collaborazione con la Confederazione Nazionale Artigiani CNA;
Rassegna Fotografica “Arte e Tradizioni dell’Artigianato a Roma negli ultimi 100 anni” partnership Museo Arti e Tradizioni di Roma;
Enogastronomia popolare, il “cibo da strada”, la tradizione delle “lumache di San Giovanni” distribuite gratuitamente al pubblico: in collaborazione con Arsial;
Le degustazioni guidate di vini, le esibizioni dei grandi chef della cucina romanesca, i prodotti tipici della campagna romana, a cura della “Strada dei Vini dei Castelli Romani”.
In chiusura: l’esibizione della banda della Gendarmeria Vaticana e spettacolari giochi pirotecnici e fuochi d’artificio.

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