La vittima della metropolitana e la “sensibilità” del Tg1



La vittima della metropolitana e la “sensibilità” del Tg1

Il Tg1 spara a zero sul “popolo della metropolitana” di Roma che non si sarebbe fermato, per “ben” circa un minuto, alla vista dell’infermiera rumena stesa a terra, colpita dal giovane Alessio Burtone dopo una lite.
Evidentemente molti giornalisti del telegiornale, abituati a macchine private e a taxi (se non ad auto della stessa Rai), frequentano poco – come noi comuni mortali – i mezzi pubblici e le strade della Capitale. Forse non sanno quante volte al giorno ci si imbatte, specie per strada, in persone sdraiate a terra che apparentemente non danno segni di vita. Ad esempio vittime dell’alcool, della droga o di qualche rissa.
Se ci si dovesse fermare ad ogni “corpo orizzontale”, una giornata di lavoro uguaglierebbe quella di un operatore della Caritas. Senza considerare i rischi, per un profano, nell’avvicinarsi a persone spesso non proprio tranquille, non sempre impeccabilmente pulite, a volte con problemi anche di altra natura.
Aiutare il prossimo è indubbiamente un dovere morale, oltre che una regola cristiana. Ma sono le istituzioni preposte le prime, spesso, a perdere l’appuntamento con la propria missione. O a non favorire le condizioni perché la connivenza diventi pratica possibile, oltre che ordinaria.
Ma c’è di più. Nel caso in oggetto sono proprio i carabinieri a smentire la presunta disattenzione dei cittadini. “Molti cittadini che si trovavano lì hanno collaborato con noi e sono stati determinanti – ha spiegato il capitano Domenico Albanese, comandante della compagnia Roma Casilina, sottolineando come “l’indifferenza di alcuni relativa ai primissimi momenti dipende anche dal fatto che non si erano resi conto di ciò che era successo”. E continua: “La donna è rimasta a terra per un minuto, probabilmente c’è stata nell’immediatezza disattenzione verso il fatto, molti cittadini sono però stati determinanti: hanno richiesto immediatamente i soccorsi e hanno collaborato con i carabinieri per fermare l’aggressore fornendo testimonianze”.
Un consiglio, quindi, ai giornalisti del Tg1, facili alla morale come ai servizi sulla quotidianità del premier: se proprio vogliono emulare il buon Samaritano, è sufficiente che orientino il tom tom dei loro Suv verso l’Esquilino, ad esempio in piazza Vittorio, ma anche all’uscita dell’incriminata stazione metropolitana dell’Anagnina. Oppure basterebbe che affiancassero una delle tante unità operative del 118 per rendersi conto di dove vivono. Anche grazie ai “governatori” di turno, verso i quali sono sempre tanto caritatevoli.

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