Pezzettini di associazionismo con la moda di federarsi



ROMA – Abbiamo sempre apprezzato il dinamismo, ad onor del vero più abruzzese che molisano, degli amici dell’associazione "La Maiella" di Rho, vicino Milano. In particolare del presidente, l’abruzzese D’Amico.
Tuttavia, dopo anni di esperienza nell’associazionismo molisano, non soltanto all’interno di "Forche Caudine" (alcuni di noi hanno avuto trascorsi in altri sodalizi), siamo sempre più convinti che i tentativi di federare o di unificare organismi e strutture molisane – ennesimo proclama lanciato in una recente riunione di sodalizi a Bologna – finiscano per sortire l’effetto opposto. Cioè si creino altre sovrastrutture che anziché rafforzare i movimenti ne consumano l’efficacia e, talvolta, la credibilità.
In fondo, la tendenza somiglia a quella in atto nei territori d’origine, dove le fratture sono tante e dolorose. Ad iniziare dalle parentele, passando per il "buon vicinato" per finire a quegli estenuanti conflitti che vedono in campo maggioranze, opposizioni, pro loco, comitati feste, associazioni e chi più ne ha più ne metta.
Ecco perché, pur essendoci riconosciuto un ruolo importante nell’ambito dell’associazione molisano "fuori regione" e nonostante i reiterati inviti ricevuti, abbiamo sempre nutrito – non per scortesia ma per pragmatismo – una certa diffidenza per questi tentativi federativi che vanno avanti da diversi decenni. Regolarmente con scarsi risultati e strascichi di polemiche. Anzi, visto che sovente la storia si ripete, registriamo che la vigilia di queste "manovre" venga quasi sempre accompagnata da conflitti a distanza tra associazioni o gruppi di associazioni (nel caso più recente sull’asse Lombardia-Veneto).
Si potrebbe obiettare che un atteggiamento di chiusura alimenti logiche di frazionamento. Non è così. Noi da sempre abbiamo la nostra idea: siamo convinti che la migliore strada sia quella di garantire autonomia operativa ai singoli sodalizi (ognuno caratterizzato da una propria storia e da identità specifiche) e, nel contempo, di favorire collaborazioni a distanza, cosa che a Roma già avviene tra diverse organizzazioni.
Certo, ciò dovrebbe partire da quelle istituzioni preposte, che, invece, ignorando quasi sempre le caratteristiche d’insieme di ogni organismo (cioè l’organizzazione, la logistica, il ruolo, il peso, le peculiarità, i rapporti tessuti nel territorio di riferimento, le potenzialità, le competenze del direttivo, persino gli stessi esponenti del direttivo, ecc.) operano in modo estemporaneo e improduttivo, o non agendo in forma egualitaria (cioè favorendo uno anziché l’altro ma non con logiche di merito) oppure, al contrario, non attuando scelte selettive, orientate a sostenere chi opera meglio e può garantire i migliori risultati.
Lo scenario di fondo, poi, non è dei migliori. L’attuale accorpamento di Abruzzo e Molise in buona parte dell’associazionismo, a 46 anni dalla divisione amministrativa dei due territori, accende qualche interrogativo e provoca non pochi problemi nei rapporti con le regioni di riferimento (dove giustamente è un non senso, oltre che un problema amministrativo, finanziare ad esempio un’associazione che poi attua un’iniziativa favorente l’altrui territorio o includere un presidente molisano in una consulta abruzzese).
Altre polemiche, soprattutto di carattere economico, accompagnano la consulta delle associazioni all’estero: ci si chiede se i tanti soldi investiti, soprattutto in passato (oggi i tagli sono drastici), abbiamo dato frutti sostanziosi.
C’è poi il neonato albo delle associazioni "fuori regione", partito in Molise (con ingiustificati anni di ritardo) non solo con ambiguità riguardanti le autentiche della certificazione da produrre (la patata bollente è passata all’avvocatura regionale) ma soprattutto senza copertura finanziaria.
Ecco perché, di fronte a questo panorama, se la collaborazione tra le associazioni è importante per dare forza all’intero movimento, anche su un piano internazionale, l’attivazione di ulteriori sovra organismi – senza prima aver garantito la compattezza degli attori in campo – accende più di qualche interrogativo.
Cioè, nel dettaglio, nella pur meritoria riunione svoltasi a Bologna lo scorso 28 marzo (con appena due associazioni abruzzesi-molisane presenti, cioè i piemontesi e i lombardi della Maiella, e due deleghe), s’è proceduto a lanciare l’ennesima idea di federazione di associazioni molisane con la speranza di coinvolgere a posteriori qualche altro organismo.
Recita testualmente con enfasi il comunicato: "Allo scopo di riunire sotto un unico vessillo tutte le associazioni molisane italiane…". Evidentemente non si tiene conto della realtà passata e presente dell’arcipelago associazionistico dove, solo in provincia di Roma, esistono – almeno sulla carta – una decina di sodalizi che fanno riferimento al Molise, di cui quattro di "ambito municipale", tutti di comunità di "compaesani" della provincia di Isernia (Bagnoli del Trigno, Isernia, Poggio Sannita, Sant’Elena Sannita). Realtà probabilmente ignorata dagli stessi promotori della "federazione", che avrebbero fatto bene ad informarsi preventivamente.
Non cercare prima un’unanimità indispensabile per prendere decisioni rischia di accentuare quelle fratture di cui abbiamo avuto notizia alla vigilia della riunione.

LETTERA

Alla Presidenza dell’Associazione "Le Forche Caudine" Roma.
h 16 del 15/4/09
Ringrazio ancora per la compiacenza di avermi partecipato l’articolo a proposito della "moda di federarsi" da parte delle associazioni miste (abruzzesi/molisane) o delle associazioni abruzzesi e/o delle associazioni molisane.
Allego una scheda che riporta, in sintesi, le attività del rappresentato Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova, che abitualmente svolge nel territorio padovano e nel Veneto ininterrottamente da trent’anni. Infatti nell’autunno scorso (10 e 11 ottobre 2008) abbiamo festeggiato il trentennale di fondazione con una mostra di pittura dell’Artista abruzzese Gigino Falconi (sabato 18 aprile apre una mostra a Bologna), seguita da una serata di gala, e da un convegno nell’aula consiliare della Provincia di Padova. Il cui volume che ne è conseguito Vi sarà rimesso presto.
Nei trent’anni di attività una sola volta, ripeto una sola volta, abbiamo avuto un sostegno della Provincia di Isernia per una conferenza sui Sanniti, con l’invio gratuito di un relatore.
Le attività sono state sempre sostenute in autofinanziamento; dall’entrata in vigore della legge regionale n° 47 della Regione Abruzzo il Sodalizio ha ricevuto modestissimi contributi rispetto agli oneri finanziari sostenuti. Con la recente emanazione della paritetica legge della Regione Molise, il Sodalizio a breve predisporrà il programma delle iniziative per una più ampia diffusione dell’immagine molisana nel Veneto.
Da segnalare che, dopo i ripetuti fallimenti delle iniziative di giunta per dotare la Regione Molise di una legge a favore delle comunità nazionali operanti fuori regione, meno di un anno fa abbiamo interessato il Presidente del Consiglio Regionale, in visita nel Friuli, a prendere in mano la iniziativa attesa da anni dalle associazioni, comprese quelle miste. Il risultato, in parte osteggiato da chi oggi ne vanta il merito, è sul bollettino regionale.
Dopo questa presentazione, vengo alla "moda di federarsi".
Già nel 1996, in quello di Rho (lì convenuti per una manifestazione de "La Maiella"), una sera si convenne con entusiasmo di creare un Coordinamento delle associazioni, che nel 2000 si è trasformato in Federazione. Il Presidente di questa Federazione mostrò subito poca attenzione alle associazioni aderenti in sede di stesura dello statuto e poi alle aspettative delle stesse associazioni in sede di indirizzo e, in particolare, di rinnovo delle cariche statutarie, dribblate per ben due volte. Da qui sono cominciati gli allontanamenti delle associazioni; alcune di queste nell’aprile 2008 hanno costituito il Consiglio delle associazioni. Se si costituisce un raggruppamento di associazioni, qualunque sia il nome, le regole messe in atto debbono essere rispettate. Se manca la dialettica o se si diventa sordi non c’è motivo di stare assieme, a meno che non si accetti passivamente le prevaricazioni di parte. Questa è in sintesi la evoluzione del Coordinamento prima e della Federazione dopo. Se capitasse l’occasione, questa sintesi sarà ampliata e arricchita con la produzione di documentazione.
Nel mese di luglio 2007 a L’Aquila si sono trovate undici associazioni su tredici, su invito della Regione Abruzzo, per la designazione del delegato al Consiglio Regionale degli Abruzzesi nel Mondo delle associazioni nazionali iscritte all’Albo Regionale. Al termine della votazione (che meriterebbe una illustra-zione per il sistema delle deleghe non viste) il Presidente de "La Maiella", senza la preventiva informazione, tira fuori un foglio da sottoscrivere per la costituzione di una nuova federazione, accolta da due presidenti presenti e quattro delegati (?) sicuramente senza alcun mandato dei rispettivi presidenti. I restanti cinque presidenti non raccolsero l’invito alla adesione.
La riunione di Bologna del 28 marzo è stata preceduta da una riunione tenuta a Padova il 21 marzo, su invito del Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova, per la designazione del delegato al CRAM delle associazioni iscritte all’albo della Regione Abruzzo. Gli intervenuti, tutti presidenti, hanno verbalizzato, fra l’altro, che "sarebbero stati d’accordo a intervenire alla riunione di Bologna del 28 marzo 2009 se fosse stata convocata dal delegato CRAM uscente soltanto per la designazione del delegato al CRAM e non per la trattazione di altri argomenti" (costituzione di federazioni).
Non si conosce a Padova il verbale fatto a Bologna, richiesto, per ora invano, a Rho da un legale incaricato dal Sodalizio (se invitato, si ha titolo di conoscere l’esito della riunione).
Si spera di avere soddisfatto la informazione per colmare, almeno per ora, la notizia avuta alla vigilia della riunione di Bologna.
Con i migliori saluti
Armando Traini
Presidente del Sodalizio Abruzzese Molisano di Padova


P.S. E’ bene aggiungere che le aggregazioni di associazioni non vengono riconosciute dalle Regioni, che vogliono, invece, rapporti diretti con le associazioni da loro censite come soggetto giuridico.

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