Roma, viale Castrense, si riaccende la polemica contro il M5S per la chiusura

Si riaccende la polemica per la “rivoluzione” della viabilità nella zona di San Giovanni a Roma, con la prevista chiusura di viale Castrense e deviazione del traffico su via La Spezia. Un progetto caro ai Cinque Stelle, in particolare al consigliere Enrico Stefàno, ma molto avversato dai residenti della zona, che prevedono l’immissione nel quadrante già notevolmente trafficato dei flussi sottratti proprio a viale Castrense.

Il cantiere per spostare i flussi di traffico in via La Spezia al posto di viale Castrense dovrebbe partire il 20 marzo 2020. Nel progetto è prevista la riduzione della carreggiata di via La Spezia per far spazio ad una pista ciclabile (è nota la vicinanza del M5S alle associazioni di ciclisti).

Il cantiere, almeno sulla carta, dovrebbe durare circa un anno, ma si teme la replica delle lungaggini e dei disagi generati con il lunghissimo cantiere della metro C a San Giovanni, che ha anche avuto ripercussioni sulle attività commerciali della zona. 

Viale Castrense dovrebbe essere pedonalizzata, mentre via La Spezia e via Taranto diventeranno a senso unico, accogliendo quindi ancora più traffico, di certo quello che sparirà da viale Castrense. La chiusura della strada, sembra a vantaggio delle Mura Aureliane (ma non è chiaro perché dei 14 chilometri di Mura Aureliane presenti a Roma ci si concentri solo qui). Di certo viale Castrense è strada con un’edilizia problematica e al centro di polemiche sia per le occupazioni sia, soprattutto, per progetti contestati come un centro commerciale. Qualcuno ipotizza un possibile nesso tra le due iniziative.

Comunque la chiusura di viale Castrense costringerà l’enorme flusso di veicoli in arrivo dalla Tangenziale Est a girare a sinistra su via Nola e poi immettersi su via La Spezia per raggiungere piazzale Appio. Il progetto, insomma, da tempo non convince numerosi residenti  che temono una trasformazione dei due assi in autostrade urbane. Un sondaggio effettuato da un Comitato di quartiere di Villa Fiorelli ha dimostrato come la stragrande maggioranza dei residenti sia contraria al progetto. Ciò spiega, probabilmente, anche i ritardi dell’attuazione sui tempi precedentemente annunciati.

Contro il progetto, tra l’altro, ci sono state risoluzioni in Consigli d’istituto di scuole del quartiere e in diverse assemblee condominiali. Mentre il Pd di zona s’è diviso: la consigliera Biondo aveva convocato una riunione di cittadini in via La Spezia, tra l’altro molto partecipata, proprio per discutere sul progetto: l’assemblea ha confermato la forte opposizione. Ma materialmente il Pd non ha fatto molto per contrastare l’iniziativa dei Cinque Stelle, tanto più oggi che i due partiti governano insieme.

L’associazione “Forche Caudine”, la cui sede è da trent’anni ubicata in zona, ha più volte manifestato le proprie perplessità e quindi la propria opposizione all’iniziativa del consigliere Enrico Stefàno.

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