SERGIO CASTELLITTO



Nomi celebri

Abbiamo “ricostruito” le biografie di una cinquantina di persone, con origini molisane, che vantano un’ampia e riconosciuta notorietà.
Un elenco, per un territorio ancora sconosciuto qual è il Molise, che risulta importante per rispondere alla classica domanda: “Quali sono i molisani famosi?”.
Si tratta per lo più di personaggi che sono nati e si sono affermati professionalmente al di fuori della propria terra d’origine. Ma con il Molise, il più delle volte, mantengono un rapporto saldo, per quanto poco enfatizzato.


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Sergio Castellitto è oggi considerato uno dei massimi attori italiani.
E’ nato a Roma il 18 agosto 1953 da famiglia molisana (il padre era di Campobasso).
Ha frequentato l’Accademia nazionale di arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, dove si è diplomato nel 1978.
La sua carriera artistica è cominciata in teatro, dove ha iniziato a recitare testi di Shakespeare, della commedia dell’arte italiana, “Tre sorelle” di Cechov e “Contessa Giulia” di Strindberg, sotto la guida di grandi registi come Luigi Squarzina e Aldo Trionfo.
Il debutto cinematografico nel 1982 con il film “Il generale dell’armata morta” di Luciano Tovoli, con Marcello Mastroianni. Quindi: “Il momento magico” (1984) e “Dolce assenza” (1986).
I primi grandi successi di critica e di pubblico nel 1986 con “La famiglia” di Ettore Scola, accanto a Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli, e con “Sembra morto ma è solo svenuto” di Felice Farina del 1987, collaborando anche al soggetto e alla sceneggiatura.
Nel 1988 ha partecipato a tre film: “Le grand bleu”, “Paura e amore” e “Cinéma” A seguire: nel 1989 “Piccoli equivoci” di Ricky Tognazzi; nel 1990 “Alberto Express”, “Tre colonne in cronaca” di Carlo Vanzina, “Stasera a casa di Alice” di Carlo Verdone, dove ha interpretato un marito fedigrafo, “Una fredda mattina di maggio” e “Un cane sciolto” (per la tv); nel 1991 “La carne” di Marco Ferreri (1991), dove è diventato cannibale per troppo amore e “Rossini! Rossini!” di Mario Monicelli; nel 1992 “Nessuno” e “Nero”.
Quindi è la volta dei due film di Francesca Archibugi, “Il grande cocomero” (1993), nel ruolo di uno psichiatra alle prese con una ragazza epilettica, con il quale ha vinto il primo Nastro d’argento, e “Con gli occhi chiusi” (1994).
Il secondo Nastro d’argento, come migliore attore protagonista, lo ha vinto con “L’uomo delle stelle” del 1995, bel film di Giuseppe Tornatore ambientato nella Sicilia del dopoguerra dove ha interpretato l’inaffidabile Joe Morelli.
Quattro i film del 1996, quando s’è imposto anche in Francia: “Le cri de la soie”, “Portraits chinois”, “Hotel paura” e  “Silenzio si nasce”. Nel 1997 “Quadrille” e “Pronto”, nel 1998 “Que la lumière soit” e “A vendre”, nel 2000 “Victoire, ou la douleur des femmes”, “Va savoir!”, “Martha”, “Concorrenza sleale” e “Chi lo sa?” di Jacques Rivette.
Nel 1998 ha esordito come regista con “Stile libero”, cui ha fatto seguito – l’anno successivo – un secondo film, “Libero burro”, di cui è stato sempre il protagonista, scegliendo come interpreti principali la moglie-scrittrice Margaret Mazzantini (con la quale ha due figli) e Michel Piccoli, che aveva avuto modo di “esaminare” già all’epoca de “L’armata ritorna”.
Nel dicembre 2002 Castellitto ha conquistato la preziosa statuetta argentata dell’European Film Awards (gli Oscar del cinema europeo) per la sua interpretazione nei film del 2001 “L’ora di religione” di Marco Bellocchio e “Ricette d’amore” di Sandra Nettelbeck, confermando le sue qualità di attore poliedrico che passa con grande capacità dai toni della commedia a quelli più grotteschi o umani.
Numerose anche le interpretazioni in film per la televisione, tra cui ricordiamo, con il ruolo del giudice, “Un cane sciolto” di Giorgio Capitani, fortunata serie televisiva che venne ripetuta per tre anni consecutivi  dal 1990 al 1992, “Il grande Fausto” di Alberto Sironi (1995), in cui ha interpretato il ruolo del ciclista Fausto Coppi, “Don Milani-Il priore di Barbana” (1997) e “Padre Pio” di Carlo Carlei nel 1999, ottenendo un enorme successo.
Nel 1996 Castellitto ha debuttato anche come regista teatrale in “Manola”, interpretato da Nancy Brilli e Margaret Mazzantini.
La sua sfera d’interessi si è allargata anche alle produzioni cinematografiche statunitensi e per il 2003 ha scritto (insieme alla moglie) e diretto “Non ti muovere”. Nello stesso anno è stato interprete di “Caterina va in città” di Paolo Virzì.
Fa parte del cast del film “Le cronache di Narnia: il principe Caspian” (2008) nel ruolo di Re Miraz, l’antagonista del giovane Caspian.

(Giampiero Castellotti)

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