MICHELANGELO PAPPALARDI



Altri protagonisti

Oltre ai “nomi più celebri” (raccolti nella sezione precedente), esistono tantissime persone d’origine molisana che si sono fatte onore nel proprio ambito. A loro abbiamo pensato (e intendiamo onorare), dando vita a questa sezione.
Essendo, però, davvero numerose le persone d’origine molisana sparse per il mondo, risulta difficile comporre una galleria sintetica di “protagonisti”.
L’elenco, pertanto, diviso nelle sottovoci “Italia” ed “Estero”, vuole essere puramente esemplificativo, ovviamente aperto ad ulteriori segnalazioni.


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Michelangelo Raffaele Pappalardi nasce a Campobasso l’8 novembre 1895 in una famiglia benestante. Si laurea in lettere a Napoli. Entra nel Partito Socialista Italiano, aderendo alle posizioni più estremiste, vicine al marxismo.
Nel 1918 aderisce alla Frazione comunista astensionista e, nell’aprile del 1920, succedendo ad Antonio Cecchi, viene nominato segretario della Camera del Lavoro di Castellammare di Stabia, distinguendosi nell’organizzazione di scioperi e manifestazioni.
Nel 1921, accusato dell’uccisione di un carabiniere a seguito di sanguinosi scontri, viene incarcerato fino al 1922. Viene candidato con il Partito comunista d’Italia, ma non viene eletto.
Nel 1922 espatria in Austria, quindi a Berlino, dove, per un breve periodo, è rappresentante del Partito comunista d’Italia presso la KPD. Stringe rapporti con Karl Korsch. Infine ripara in Francia, stabilendosi a Marsiglia, dove entra in contatto con i militanti della sinistra italiana, affiliati al Partito comunista francese, tra i quali è conosciuto come il “professore”. Fuoriuscito dal Partito comunista, nel 1926 fonda il “Gruppo autonomo comunista”. In occasione del V Congresso del Partito comunista francese (Lilla, 20-26 giugno 1926), Pappalardi traduce le Tesi che la Sinistra italiana aveva sostenuto pochi mesi prima.
Dopo l’esperienza dei Gruppi Operai Comunisti, vive in clandestinità e nel luglio 1939 espatria clandestinamente in Argentina, stabilendosi a Buenos Aires, ospite da un vecchio compagno, presso il quale muore l’8 dicembre 1940.

(Giampiero Castellotti)

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