Lo storico molisano Emilio Gentile e il suo amore per Totò

“Da bambino, dai 5 agli 11 anni, ho visto tanti film di Totò al cinema della mia città, Bojano, in Molise”. Nel corso di un programma televisivo su Raiuno, dove ha presentato il proprio libro sul grande comico partenopeo, questo ha raccontato lo storico Emilio Gentile, allievo di Renzo De Felice, ordinario di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, dopo aver insegnato in Australia, Francia e Stati Uniti.

Gentile, nella sua opera, illustra in particolare la filosofia e l’etica del grandissimo attore.

“Il principe Antonio De Curtis non era solito leggere i racconti degli storici – si legge nella presentazione del volume intitolato “Caporali tanti, uomini pochissimi”. Ed ancora: “Lo appassionava solo la storia della sua famiglia, che risaliva all’imperatore Costantino. Non lo divertiva la Storia, cioè l’esistenza umana nel fluire del tempo, perché aveva una visione tragica della vita. Ma permetteva a Totò di spernacchiare tutte le persone che nella Storia, e quindi nella vita, si comportano da ‘caporali’: i prepotenti che tormentano gli ‘uomini’ qualunque, costretti a vivere un’esistenza grama. Nei suoi novantasette film, ambientati nelle più varie epoche storiche, dall’Egitto dei faraoni all’Italia del ‘miracolo economico’ e all’Europa del Muro di Berlino, Antonio incarna nei personaggi di Totò sia i ‘caporali’ sia gli ‘uomini’, ma sempre con lo stesso proposito: ‘spernacchiare’ i caporali, spiegando che la pernacchia ‘ha tanti scopi: deride, protesta, esplode con un grido di dolore’. E difende così la dignità dell’uomo libero”.

Il volume, edito da Laterza, ha 192 pagine ed è uscito da qualche settimana.

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