I molisani sulle proprie “eccellenze”: in testa Sanniti, Tartufi e Tratturi



L’elemento che può meglio rappresentare l’immagine del Molise? Il Sannita, seguito dal Tratturo e dal Tartufo (quest’ultimo domina invece in assoluto tra le produzioni enogastronomiche, davanti a Caciocavallo, Stracciata e Tintilia). Per quanto riguarda il folklore, le preferenze vanno alla ‘Ndocciata di Agnone, seguita dai Misteri di Campobasso, dalle Traglie di Jelsi e dalle Carresi del Basso Molise. Per i siti, Sepino s’impone di poco su Pietrabbondante, quindi il sito paleolitico di Isernia e Agnone con la sua fabbrica-museo di campane.
Sono questi i risultati più significativi di una consultazione on-line lanciata nelle scorse settimane dall’associazione “Forche Caudine”, il circolo dei molisani a Roma, tra i propri associati e simpatizzanti, a cui hanno aderito in 381 (ma tre non hanno fornito risposte per diverse ragioni). Un campione che vede la netta prevalenza di molisani residenti a Roma (circa due su tre). L’iniziativa, come precisano dall’associazione, non vuole rispondere ad una semplice curiosità, ma intende tracciare linee d’indirizzo e idee per orientare le prossime opzioni che la pubblica amministrazione metterà in campo per promuovere il Molise. Non a caso i risultati saranno ufficialmente presentati e commentati nel corso del “Pensatoio collettivo sul Molise” che si terrà mercoledì 24 luglio, dalle ore 17, in una sede idonea e prestigiosa come il Formez a Roma (viale Marx 15), organismo attuatore di progetti degli enti locali.
Nel dettaglio, alla domanda sull’elemento che potrebbe essere maggiormente rappresentativo del Molise per fruitori esterni, il Sannita ha ricevuto 78 voti, seguito di soli tre voti dal Tratturo. Terzo posto per il Tartufo con 63 preferenze. Quindi il Caciocavallo, la Stracciata, la Campana, la Tintilia, la Mozzarella, la Zampogna. Poi un’altra trentina di elementi con pochi voti, tra cui, tra le curiosità, il motto “Gjente con criajnze” e “la volta della porta di Boiano ad Altilia con il barbaro prigioniero in primo piano”. Per l’enogastronomia, dopo i 114 voti per il Tartufo, i 70 per il Caciocavallo e i 59 per la Stracciata, si trovano soprattutto formaggi e vini. Da registrare le 16 preferenze per la Pampanella e una serie infinita di singoli voti per piatti locali.
Alla domanda sulla manifestazione del folklore che può contribuire meglio a promuovere il Molise, a cui sono stati dati più voti multipli, la ‘Ndocciata ha battuto i Misteri 154 a 128. Poi le Traglie di Jelsi (77 voti) e le Carresi (63). Poi, nell’ordine: l’Uomo-cervo di Castelnuovo al Volturno (39), la Processione del venerdì santo a Campobasso (27), la Pagliara Maj Maj di Fossalto (15), il Carnevale di Tufara (14), la Settimana della zampogna a Scapoli (10), il Volo d’angelo a Vastogirardi (6)., Frammenti d’antico a Bagnoli del Trigno (4), la Festa dell’uva a Riccia (3), la Regata di San Basso a Termoli (2). Quindi tanti voti singoli, tra cui uno per le feste “con il serpente uroboro e il seme”.
Per la scelta dei siti storici, un testa a testa tra Sepino (che s’impone con 133 voti) e Pietrabbondante (128 preferenze). Poi il sito paleolitico d’Isernia (103 voti), Agnone con la fabbrica millenaria di campane (94), San Vincenzo al Volturno (68), Scapoli (39), il Museo sannitico di Campobasso (29), Larino (27). Voti multipli anche per la chiesa romanica di Santa Maria della Strada a Matrice (7), i Paesi croati (5), i Paesi albanesi (3), la chiesa ed area archeologica di Santa Maria di Canneto a Roccavivara (2), l’area archeologica della cattedrale di Isernia (2), la zona archeologica delle Civitelle a Frosolone (2) e la cattedrale dei Santi Nazario, Celso e Vittore a Trivento (2). Poi i tanti voti singoli.Infine i castelli, dove il campione s’è maggiormente spaccato. Domina la classifica Castel Monforte di Campobasso con 82 voti, seguito da Gambatesa (74), Monteroduni (70), Termoli (66), Venafro (63), Pescolanciano (51), Civitacampomarano (50). A seguire: Cerro al Volturno (46), Bagnoli del Trigno (38), Ferrazzano (37), Macchia d’Isernia (25), Torella del Sannio (21), Castropignano (19), Carpinone (18). Quindicesimi in classifica, ex aequo, il castello di Fornelli (15) e quello di Tufara (15). Voti anche per i castelli di Cercemaggiore (6), Limosano (6), Montagano-Collerotondo (5), Roccamandolfi (4), Acquaviva-Carmignano (2), Bojano-Civita (2), Lupara (2), Macchiagodena (2) e Ripalimosani (2).
Un’altra sezione della consultazione riguarda le idee dei molisani per la propria regione, talmente numerose da essere state suddivise in 25 categorie. Le proposte, alcune davvero originali, vanno soprattutto verso l’incremento dell’attenzione alla cultura: l’istituzione di musei diffusi, disseminati nei piccoli paesi; l’attivazione di nuove campagne di scavi archeologici; il sostegno al cinema che utilizza location locali; la promozione di itinerari letterari con cartellonistica in grado di preservare il patrimonio della tradizione orale. Poi la valorizzazione di beni specifici del territorio naturale (ad esempio, oasi e riserve già strutturate, ecc.), l’adozione di pratiche sostenibili (illuminazione a Led in grado di valorizzare l’immagine anche notturna dei paesi), lo sviluppo di un turismo rispettoso del patrimonio locale e di nicchia (tra i target anche i camperisti, i portatori di handicap e i gay). C’è chi propone formazione sulla conoscenza del Molise a tutti coloro che lavorano nel turismo, chi vorrebbe corsi sull’affetto per il proprio paese e la propria storia. Altro consiglio è la traduzione di ogni materiale promozionale nelle lingue dei Paesi emergenti, quindi per Brasile, Cina, Giappone, India, Russia.
Nell’allegato (pdf qui in basso) i dati dettagliati della consultazione on-line.

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