Consultazione on-line sul Molise: le prime indicazioni parziali



ROMA – L’associazione “Forche Caudine”, il circolo dei molisani a Roma, ha lanciato nei giorni scorsi una consultazione on-line tra i lettori della Newsletter per acquisire linee d’indirizzo e idee sulle iniziative da mettere in campo – in particolare da parte della pubblica amministrazione – per promuovere il Molise. Innanzitutto si ringraziano i tanti che hanno aderito alla consultazione con entusiasmo, facendoci “impegnare” non poco (ovviamente, con passione) nella raccolta dei dati.
L’iniziativa non mira a soddisfare semplici curiosità (ad esempio sui siti che suscitano maggiore fascino nel visitatore), ma intende orientare le prossime azioni di valorizzazione del patrimonio culturale molisano, in particolare di quelle che sta per mettere in atto il Formez nel prossimo biennio e che rappresentano una sorta di “ultima spiaggia” per i nostri territori. Da qui il fattivo impegno, un atto d’amore verso i borghi d’origine, che proseguirà attraverso azioni “concertate” con la stessa pubblica amministrazione in un’ottica di partecipazione “dal basso”.
Partendo dall’amara cognizione che negli anni passati sono state investite ingenti risorse pubbliche sul fronte turismo con scarsi risultati e individuando i principali errori nell’estemporaneità di molti interventi, nella mancanza di azioni coordinate e nella “parzialità geografica” delle iniziative (spesso indirizzate verso i “feudi elettorali” dell’assessore di turno), l’associazione “Forche Caudine”, grazie al coinvolgimento diretto di un numero rilevante di persone d’origine molisana, intende offrire “un pensatoio collettivo” che possa orientare scelte e offrire competenze.Il primo atto, anche logico, è una grande consultazione on-line tra i molisani per far emergere “luoghi” e “idee” di maggiore condivisione e interesse per la nostra terra d’origine.
A distanza di 72 ore dal lancio di questa prima iniziativa del “Pensatoio collettivo”, riportiamo i primi parziali risultati relativi a 220 schede ricevute (129 da Roma, 63 dal Molise, 15 dal resto d’Italia e 13 dall’estero).
1) L’elemento che potrebbe essere maggiormente rappresentativo del Molise per fruitori esterni.
In testa c’è il tratturo (anche in forme “composte” come un sannita a cavallo sul tratturo o un sannita con zampogna, formaggio in una mano e tartufo nell’altra). A seguire il tartufo. Terzo il sannita (anche nelle varianti guerriero sannita e “guerriero sannita con nibbio reale sul braccio”). A seguire i formaggi: domina il caciocavallo, quindi la mozzarella (c’è chi indica “di latte molisano” e chi ricorda che un recente studio ne colloca l’origine proprio in Molise), poi la stracciata. Numerosi voti anche per la campana e la Tintilia (o il vino in genere). Più distaccata la zampogna (che riceve due voti dall’estero). A seguire voti più diramati: l’acqua, la pasta, la montagna (tra cui il Matese), il mulino, il contadino, un paese (anche nella variante “i paesi”), la Tavola Osca, “lo scattone”. Un voto indica “la volta della porta di Boiano ad Altilia con il barbaro prigioniero in primo piano”. C’è infine chi indica più fattori raggruppati. Insomma, c’è una prevalenza storica, seguita da elementi dell’enogastronomia.
2) “Prodotto tipico” del Molise a livello enogastronomico.
Domina in assoluto il tartufo. Seguono i formaggi (caciocavallo, mozzarella, stracciata, scamorza, burrino, ecc.). Quindi il vino (domina la Tintilia). Numerosi voti anche per il brodetto di pesce alla termolese. Quindi pasta, pampanella, soppressata, cicerchiata, olio, agnello, pigna, farro, lenticchie, scattone, tacconelle e fagioli, ecc.
3) La manifestazione del folklore molisano che può contribuire meglio a promuovere il Molise.
E’ un testa a testa tra Misteri di Campobasso e ‘Ndocciata di Agnone, che staccano di gran lunga tutte le altre. Poi le Carresi del Basso Molise e le Traglie di Jelsi ex aequo al terzo posto. A seguire: la Processione del Venerdì Santo a Campobasso, l’Uomo cervo di Castelnuovo al Volturno, la Pagliata di Fossalto, il Carnevale di Tufara, il Volo dell’Angelo a Vastogirardi, la Festa dell’Uva a Riccia e a Poggio Sannita, le feste di San Rocco, “Frammenti d’antico” a Bagnoli, i Presepi a Pesche, “R puogliar d maj” a Colle d’Anchise, Sant’Antonio a Frosolone, la Madonna di Loreto a Capracotta. Una persona indica “quelle con il serpente (uroboro) e il seme”.
4) Siti storici che assicurano maggiori sensazioni di ammirazione e di fascino.
Nettamente in testa Sepino-Altilia, seguito da Pietrabbondante e dal sito paleolitico di Isernia. A ridosso c’è la fabbrica museo di campane di Agnone e San Vincenzo al Volturno. Molto più distaccati Scapoli e il museo sannitico di Campobasso. Poi Larino. Voti anche per Isernia Micenea, per l’area archeologica della Cattedrale di Isernia, il convento di Casacalenda, Oratino, i paesi albanesi, i paesi croati, le Civitelle a Frosolone.
5) I castelli che assicurano maggiori sensazioni di ammirazione e di fascino.
Qui, ad esclusione del testa a testa tra Monforte di Campobasso e Pignatelli di Monteroduni, i voti si disperdono tra tantissimi siti, spesso dettati da passione campanilistica. Comunque ottengono numerosi voti Civitacampomarano e Gambatesa (terzi ex aequo), poi Venafro, Termoli e Cerro al Volturno. Seguono Ferrazzano, Pescolanciano e Bagnoli del Trigno. Numerosi voti anche per Carpinone, Macchia d’Isernia e Castropignano. Poi Torella, Tufara, Fornelli, Roccamandolfi, Montagano. Citazioni anche per Sesto Campano, Civita di Bojano, Limosano, Lupara, Cercemaggiore, Macchiagodena, Frosolone, Ripalimosani, Molise.
6) Suggerimenti alla Regione.
Tante le idee, anche interessanti. C’è chi propone di fare richiesta per inserire Sepino tra i siti Unesco. Chi suggerisce corsi agli operatori turistici per la conoscenza totale del Molise. Chi propone un unico portale turistico della Regione costantemente aggiornato e con la possibilità di prenotare (c’è chi parla anche di “regia unica” per il turismo). Moltissimi pongono la comunicazione quale fattore primario per valorizzazione il territorio, qualcuno ritiene utile riservare maggiore attenzione all’arte, spiegando che tutto passa ma l’arte resta. C’è chi indica le produzioni cinematografiche, sul modello “Basilicata coast to coast”. Più persone suggeriscono di partire con la promozione in città vicine, in particolare Roma, Napoli e Pescara e qualcuno suggerisce di coltivare referenti politici a Roma (c’è però anche una segnalazione per la Fiera di Rho con tre milioni di visitatori). Dall’estero vengono richiesti soprattutto materiali per far conoscere il Molise alle nuove generazioni. Poi alberghi diffusi, cavalli, bici, sostenibilità, camper, letteratura (Jovine e Cuoco).
Non mancano critiche. Chi scrive “L’importante è non ripetere quanto fatto finora”. Chi denuncia l’abbandono dei castelli, chi si lamenta della qualità delle strade, chi dell’orario di apertura dei musei. Una curiosità: c’è chi propone di valorizzare la storia leggendaria di Delicata Civerra a Campobasso: la lasciamo in sospeso, così ognuno potrà approfondirne la conoscenza.

(7 luglio 2013)

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