Cantalupo nel Sannio (Isernia): mostra d’arte contemporanea



CANTALUPO NEL SANNIO (ISERNIA) -Da sabato 23 a sabato 30 luglio a Cantalupo nel Sannio ci sarà una mostra d’arte contemporanea sull’Aquila.
Protagonista Colomba Iannitelli, nata a Isernia il 9 gennaio 1971, diploma d’arte applicata in ceramica presso l’istituto d’arte “G. Manuppella” di Isernia e successivamente, presso l’accademia delle Belle Arti di Frosinone. Tra le mostre in curriculum: “Ceramica e scuola” concorso a Lodo (Mi) nel 1989; “Teen Title” concorso di ceramica a Fiorano Modenese (Mo) nel 1990; “Progetto Azione”, mostra didattica nel 1992; “Decorazione in campo” presso il cineauditorium di Alatri (Fr) nel 1996; “Immagini dalla Cina”, mostra in collaborazione con Rocco Coronese, presso l’Unione Industriale di Frosinone nel 1997; “Il Segno: L’Aquila” presso il Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea a Città S.Angelo (Pe), nel 2011, oggi riproposta a Cantalupo.
Il segno come carattere temporale. La dimostrazione dello scorrere del tempo sulle cose. Il “segnale” le creazioni dell’uomo con un carattere indelebile, ma nello stesso tempo una manifestazione fisiologica che non lascia traumi nella psiche dell’uomo. Il segno come transfert comunicativo. Il bisogno di trasferire, trasmettere un messaggio, un concetto. Considerando che il segno è un generale una relazione che lega qualcosa di materialmente presente a qualcosa di assente, ogni volta che si una relazione di significazione si attiva un processo di comunicazione. L’intenzione dell’artista è quella di manifestare con il segno un evento eccezionale.
Il terremoto trasforma, in pochi secondi, la linearità degli eventi in una sequenza esponenziale che comprime il tempo e segna in maniera definitiva la vita di un uomo.
In quel breve attimo gli affetti, gli oggetti, le sensazioni, vengono proiettati nel tempo a distanze non più raggiungibili. Panico e morte prendono il posto di una realtà sociale diversa e quel lieve suono che proviene dal nostro “io” si trasforma in urlo, capace di rendere la voce di un uomo irriconoscibile e la ragione incapace di trovare una via d’uscita che liberi da quell’incubo sempre presente… la morte.
In quei pochi secondi la facoltà di pensiero lascia il posto all’istinto. Questa nuova motivazione, che spinge un essere vivente ad agire per la realizzazione di un particolare obbiettivo, genera un nuovo stato d’animo fiducioso negli avvenimenti futuri di cui non conosce i contorni precisi e le esatte possibilità di riuscita… la speranza.

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