Biomasse: convegno all’Enea sulla riduzione di Co2 nell’aria



ROMA – “L’agricoltura odierna è fortemente impegnata nella riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera e nell’utilizzo delle biomasse come fonte di energia pulita”. E’ quanto ha affermato l’ingegner Giovanni Lelli, commissario dell’Enea, aprendo i lavori del workshop “Efficienza energetica, rinnovabili e innovazione in agricoltura”, che ha avuto luogo nei giorni scorsi a Roma.
“Efficienza energetica e fonti rinnovabili offrono rilevanti opportunità di crescita per l’agricoltura, soprattutto se accompagnate dal trasferimento di innovazioni tecnologiche in grado di incidere profondamente sui sistemi e sui processi di produzione – ha continuato Lelli. “L’agricoltura, che è un settore chiave per l’economia nazionale, potrebbe così diventare uno dei protagonisti di primo piano per lo sviluppo economico sostenibile”.
Il commissario Enea ha anche evidenziato che “per la promozione di un’agricoltura energeticamente efficiente, in linea con gli obiettivi europei, è necessario un piano d’azione specifico per il settore, definendo una sua collocazione stabile nell’ambito delle scelte di pianificazione regionale e nazionale e dello sviluppo economico sostenibile del Paese”.
Tramite l’impegno approfondito di tutti gli attori del settore, il settore primario si candida a dare un contributo considerevole alle tematiche del Piano d’Azione Nazionale per le energie rinnovabili (Pan) e agli obiettivi del pacchetto Clima-Energia 20-20-20 dell’Unione europea.
L’evento, promosso dall’Enea, ha anche preso in considerazione le proposte, le esigenze e le potenzialità dei diversi attori pubblici e privati nell’ambito operativo dell’energia verde. Obiettivo generale dell’iniziativa è stato quello di contribuire a porre le basi per l’elaborazione di una proposta comune mirata alla riqualificazione dell’agricoltura in funzione degli impegni nazionali ed europei per l’efficienza energetica, le energie rinnovabili e il cambiamento climatico.
All’evento hanno preso parte, tra gli altri,Giacobbe Braccio (responsabile Unità tecnica tecnologie Trisaia, Carlo Alberto Campiotti (servizio Agricoltura, Unità tecnica per l’efficienza energetica), Francesco Di Mario (responsabile Unità tecnica fonti rinnovabili), Domenico Santino (servizio Industria, Unità tecnica per l’efficienza energetica) dell’Enea; Giuseppe Alonzo (ordinario di chimica inorganica dell’Università di Palermo) con una relazione su “Sequestro di carbonio nel suolo e aumento della fertilità”; Marco Manchisi (Anfer) sulla cogenerazione per usi agricoli; Roberto Jodice (Cortea) sul biogas.
Secondo le statistiche ufficiali, i “consumi energetici finali” interni complessivi d’energia (termica ed elettrica) per l’agricoltura nazionale sono compresi tra 4-6 Mtep. Dei consumi finali in agricoltura e pesca circa il 70% è sotto forma di combustibili, il 15% di energia elettrica per usi obbligati ed il restante 15% di calore per bassa temperatura (essenzialmente essiccazione prodotti e climatizzazione delle serre). In definitiva, per fonti energetiche, l’85% dell’approvvigionamento in agricoltura è da addebitare alla voce “energia fossile” e il 15% alla voce “energia elettrica”. I dati riportati dalle statistiche ufficiali esprimono soltanto i consumi diretti e sono principalmente riferiti ai combustibili venduti a prezzi agevolati, mentre l’energia elettrica è soltanto quella fatturata per uso agricolo.
Nel bilancio energetico dell’Unione europea, il contributo attuale delle biomasse ha una quota del 4% mentre l’obiettivo al 2010 è dell’8%. Per l’Italia, le biomasse partecipano con un contributo di 5,2 Mtep alla produzione di energia primaria, con una copertura sui consumi totali di energia del 2,7%. In particolare, 4,0 Mtep riguardano la produzione di energia termica, 1 Mtep viene utilizzato per la produzione di energia elettrica e soltanto 200mila Tep per la produzione di biocarburanti.
Insomma anche il comparto agricolo entra a pieno titolo nella lotta alle emissioni che alterano il clima.
In tal senso l’Enea ha avviato il progetto sperimentale Greenenergy, finalizzato alla realizzazione di coperture verdi mediante la coltivazione in verticale e in orizzontale di essenze vegetali. “Studi recenti – si legge nella nota stampa – mostrano che si possono ottenere risparmi di energia tra 0,2-17 kWh/m2.anno per il riscaldamento degli edifici nei periodi freddi (con riduzioni fino al 5% della spesa di energia per i sistemi di riscaldamento degli edifici nei periodi freddi) e 9,0-48 kWh/m2.anno in termini di riduzione di energia per il raffreddamento degli edifici (si ottengono riduzioni fino al 20% della spesa di energia per il raffrescamento degli edifici nei periodi caldi)”. All’interno dell’Unità tecnica efficienza energetica (Utee) quindi si è preso in considerazione il prototipo di “casa energeticamente sostenibile” avviando una ricerca specifica sulla definizione dei parametri biologici ed energetici per lo sviluppo di sistemi vegetali installati a parete e sui terrazzi dell’edificio al fine del risparmio e dell’efficienza energetica.

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