ESEMPI/ Da Como e da Firenze due “modelli” per la scuola



ROMA – Si chiama “Opera domani”, è alla quindicesima edizione e si tratta di un’iniziativa meritoria nata e cresciuta a Como per avvicinare gli studenti all’opera lirica, attività multidisciplinare per eccellenza. Di anno in anno, di successo in successo, l’iniziativa dopo aver raggiunto un cospicuo bacino regionale in Lombardia, viene ora esportata in tutta Italia.
Per il prossimo anno, con la sua quindicesima produzione, “Opera domani” contribuirà a rivisitare un capitolo cruciale della storia contemporanea, nel quale la musica, il melodramma e la canzone hanno avuto una funzione di primo piano: il Nabucco di Giuseppe Verdi, l’opera esemplare di un autore che sentiva profondamente l’anelito alla libertà e all’indipendenza dei popoli.
La produzione di Nabucco offrirà ai ragazzi una nuova opportunità non solo di conoscere la musica di Verdi, ma anche di approfondire le tematiche suggerite dal libretto: il Risorgimento italiano rivisitato alla luce della antica diaspora ebraica.
Per poter al meglio immergersi nell’atmosfera risorgimentale, nel 2011 sarà previsto anche lo studio del nostro inno nazionale (“Il canto degli italiani” di Michele Novaro su testo di Goffredo Mameli), composto nel 1847 e diventato rapidamente il simbolo stesso del Risorgimento. Lo studio sarà inserito all’interno del percorso didattico così da poter essere cantato prima di ogni rappresentazione. Un contributo forte di “Opera domani” alle celebrazioni dell’Unità d’Italia.
La scelta di Nabucco segna un ritorno al repertorio classico da parte di “Opera domani”, dopo che l’edizione di quest’anno ha visto un’opera lirica composta da un giovane musicista italiano, Raffaele Sargenti, vincitore del concorso “Opera J” promosso proprio da “Opera domani”. Il lavoro si chiama “Lupus in fabula”, scritto appositamente per un pubblico di bambini e ragazzi, senza quindi quelle strutture complesse e suoni aspri, che a volte i compositori di oggi utilizzano nelle loro opere.
L’iniziativa promossa dall’Associazione lirica di Como ha carattere itinerante. Quest’anno ha toccato, oltre al teatro sociale di Como, anche il Teatro dell’Arcimboldi di Milano (11,12 e 13 marzo), il Teatro Grande di Brescia (17 e 18 marzo), Teatro Ariosto di Reggio Emilia (8 e 9 aprile), il Teatro Fraschini di Pavia (12 aprile), il Teatro Comunale di Bolzano (20 aprile), il Teatro Ponchielli di Cremona (22 e 23 aprile), il Teatro Ariston di Mantova (27 aprile), il Cenacolo Francescano di Lecco (29 aprile) Teatro Cagnoni di Vigevano (3 maggio), il Teatro Alighieri di Ravenna (5, 6 e 7 maggio), il Teatro dell’Aquila di Fermo (17 e 18 maggio), l’Auditorium Sant’Antonio di Morbegno (21 maggio), il Teatro Santa Chiara di Trento (25 e 26 maggio) e il Teatro Fabbri di Forlì (28 maggio).
A Roma, da quattro stagioni, si rinnova un’analoga iniziativa che si chiama “Magie dell’Opera”, promossa da Teatro dell’Opera. Quest’anno ha coinvolto oltre settemila studenti.
In entrambi i casi, il percorso didattico ha lo scopo di illustrare agli insegnanti, nei dettagli letterari, musicali, teatrali, lo spettacolo cui condurranno le loro scolaresche, e di suggerire un pacchetto di attività da svolgere in classe per introdurre ai ragazzi l’opera lirica e per prepararli allo spettacolo.
Altra iniziativa scolastica meritoria ha per scenario la Toscana. Qui gli studenti hanno avuto a disposizione due minuti di tempo per raccontare cosa di buono si può fare dai rifiuti. Per esempio energia, oppure materiale riciclato. E’ il concorso di video-spot legato al progetto “Trasformer – l’energia che viene dai rifiuti” promosso dalla Regione Toscana. Sette i video che hanno vinto su 90 che hanno partecipato e che sono stati premiati dall’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini.
Tutto è iniziato con una campagna di sensibilizzazione sul tema rifiuti lanciata dalla Regione in collaborazione con Giunti, Ellesse, Revet e Sienambiente alla fine della quale i giovanissimi film-maker hanno messo in piedi cortometraggi di due minuti con messaggi spot sulle tematiche del riciclo e dello smaltimento dei rifiuti. Come? Grazie alla formazione e all’informazione a cui si è aggiunta poi la fantasia che è riuscita a far nascere prodotti in certi casi “fulminanti”. Come uno dei tre video vincitori del primo premio, realizzato dagli studenti della seconda media della scuola Pirandello di Lari (Pisa): 120 secondi netti dove vedi una campana raccoglirifiuti un po’ magica in cui inserisci una bottiglia di plastica vuota, giri una manopola, e ne estrai una T-shirt nuova… di riciclo. Il tutto a tempo dell’intramontabile “Gioca jouer”. Risultato: un perfetto messaggio pro raccolta differenziata e pro riciclo degno dei grandi comunicatori.
Insieme ai ragazzi di Lari, il primo premio è andato alla I B della scuola media John Lennon di Sinalunga (Siena) e alla I D della scuola media “Martiri” di Civitella Badia al Pino (Arezzo). Seconde classificate, la II D della scuola media A.Di Colombo di Casole d’Elsa (Siena), la I B della scuola media Giacomo Puccini di Piano di Conca (Lucca) e la III B della scuola media di Loro Ciuffenna (Arezzo). Menzione speciale è andata alla III C della scuola media Primo Levi dell’Impruneta (Firenze).
“I giovani sono l’anello più importante di una catena che ci vede tutti coinvolti nello sforzo ottenere risultati evidenti nella politica ambientale – sottolinea l’assessore Bramerini”. Per questo abbiamo dedicato loro questa campagna e questo concorso, due segni dell’impegno della Regione nell’attuare una politica ambientale integrata, cioè capace di coinvolgere e legare tra loro i vari aspetti della vita: rifiuti, energia, trasporti, vita delle famiglie e molto altro. Il cammino è ancora lungo ma se collaboriamo tutti e ci assumiamo le nostre responsabilità riusciamo a centrare i nostri obiettivi”.
La campagna di sensibilizzazione si è rivolta a 379 scuole di tutta la Toscana, ovvero a 4.014 classi. In totale 87.235 alunni hanno capito cosa sono i rifiuti e cosa succede in Toscana, come è importante la raccolta differenziata e cosa significa il sistema integrato che la segue, cioè la decisione di usarli per riciclo o mandarli in un termovalorizzatore o in discarica. Tutto questo lo ha spiegato un libretto che, con un linguaggio originale e divertente, ha fatto scivolare i ragazzi dentro l’argomento grazie alla gradevolezza delle illustrazioni e del linguaggio e all’utilizzo di quiz. Il percorso è stato completato dalle visite guidate a un impianto di termovalorizzazione e a uno di selezione e trattamento dei rifiuti.

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